Cognetta: No a nuove autorizzazioni per centrali idroelettriche
Roberto Cognetta, del Movimento 5 stelle, interviene nel dibattito riguardante l’aggiornamento del Piano regionale di tutela delle acque, il PTA 2016.
«Le acque valdostane devono essere un patrimonio per tutti, non un vantaggio per pochi», scrive Cognetta in relazione al Piano, per il quale è stato lanciato un processo di partecipazione pubblica, che dovrà poi portare il Consiglio Valle ad approvare il nuovo strumento che disciplina la gestione delle risorse idriche in Valle d’Aosta.«Bisogna innanzitutto contrastare le scelte scellerate già in cantiere, come le nuove autorizzazioni per la costruzione di centrali idroelettriche – spiega Cognetta. Dal Piano di tutela delle acque emerge come il prelievo per fini idroelettrici in molti torrenti e fiumi sia ben oltre una soglia accettabile. Grazie a complici silenzi e al recentissimo decreto ministeriale (pubblicato il 29 giugno) in materia di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico sarà inferto il colpo di grazia alla natura valdostana e all’immagine della nostra amata regione. Le nuove centrali idroelettriche per le quali è stata richiesta l’autorizzazione alla realizzazione, non solo saranno realizzate, ma riceveranno pure gli incentivi perché producenti energia “green”. Incentivi per una devastazione dei corpi idrici senza precedenti che, grazie allo specchietto per allodole delle misere ricadute positive sui sinistrati bilanci comunali, saranno lo strumento per arricchire pochi in danno di molti.»«Occorre una corretta valutazione dei costi rispetto ai benefici: il M5S è a favore delle energie rinnovabili, ma solo quando queste sono ecocompatibili e hanno ricadute sociali positive. Le attuali norme, invece, rispecchiano il criterio di socializzazione delle perdite e di capitalizzazione degli utili.»«Un doveroso richiamo alla memoria collettiva – conclude Cognetta – va fatto. È scientificamente provato che la rettilineizzazione dei fiumi, dovuta dalle arginature e alle escavazioni in alveo, provoca un incremento della velocità delle acque, scaricando tutta la loro potenza dove capita. In Valle d’Aosta abbiamo una recente triste esperienza, che ha prodotto vittime e danni. Lo abbiamo già dimenticato o va bene così?»Nell’immagine, la cartina estratta dal Piano di tutela delle acque dove in rosso sono indicati i torrenti e i fiumi nei quali il prelievo per fini idroelettrici è inaccettabile.
Pubblicato / aggiornato
il 05/07/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute