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Savt école: bene che non s’introduca la chiamata diretta degli insegnanti dai presidi

Savt école: bene che non s’introduca la chiamata diretta degli insegnanti dai presidi

Il Savt école sostiene che la fretta imposta dalla politica di maggioranza rischia di gettare nell’ombra un punto focale della riforma scolastica valdostana: la non introduzione della chiamata diretta degli insegnanti da parte del dirigente scolastico.

“La presa di posizione dei presidi valdostani che reclamano la chiamata diretta – scrive Alessia Démé, segretario del Savt école, in un comunicato stampa – è del tutto legittima e comprensibile, ma avremmo voluto sentire la voce dei presidi anche quando l’amministrazione regionale ha deciso unilateralmente, mediante una delibera di giunta, di tagliare drasticamente le risorse alla scuola media e di non mantenere, in particolare, l’ora di informatica nell’orario dei professori di tecnologia”. E continua: “Rimanendo sul tema della chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti senza tenere in conto l’anzianità di servizio degli insegnanti, facciamo notare che la bozza del nuovo T.U. sul pubblico impiego (la cui approvazione è prevista entro febbraio 2017), elimina gli aumenti in busta paga legati all’anzianità di servizio. Per accedere agli aumenti, i dipendenti pubblici dovranno essere valutati annualmente dal loro dirigente e l’eventuale aumento spetterà a non più del 20% dei dipendenti. Ci pare, allora, che l’unica ratio del Ministero per effettuare delle scelte  sia quella del risparmio di spesa. Inoltre, a giudizio della scrivente, la chiamata diretta dei docenti non è certo un mezzo efficace di riforma della pubblica amministrazione, perché nel resto del territorio italiano il meccanismo messo in piedi dal MIUR sta ingenerando tensioni e conflitti di cui la scuola che voglia dirsi “buona” non può certo permettersi”.Il Savt école ritiene dunque positivo che nel ddl di riforma della scuola valdostana non sia contemplato “questo percorso ad ostacoli. Altri devono essere i punti qualificanti della Bonne École”.

Pubblicato / aggiornato il 26/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute