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158 firme contro la mini-circonvallazione di Torgnon

158 firme contro la mini-circonvallazione di Torgnon

La situazione attuale

Sono state consegnate venerdì 12 agosto, al Comune di Torgnon, le osservazioni delle 158 persone contrarie al progetto preliminare di viabilità alternativa nel Capoluogo approvata dal Consiglio comunale il 26 giugno scorso.

Il rendering di come si presenterebbe la situazione dopo la costruzione della strada

Il progetto prevede di ridurre l’impatto del traffico veicolare costruendo 312 metri di strada, che innesti in salita dopo il curvone d’ingresso a Mongnod e sbocchi sulla strada del Col Saint-Panthaléon poco dopo l’ufficio turistico. Una strada con pendenze importanti, con muri di sostegno alti sino a sei metri. Una strada che, secondo i 158 residenti e turisti non solo non risolverebbe il problema (ammesso che problema sia) ma sarebbe inutilmente costosa (impegno previsto: un milione di euro) e soprattutto dall’insostenibile impatto ambientale. “Il traffico veicolare di attraversamento dell’abitato di Mongnod si svolge regolarmente tutto l’anno con l’eccezione di qualche domenica del periodo invernale (in genere quando gli Impianti di Cervinia sono chiusi a causa del vento forte) e forse nei pochi giorni centrali del periodo di Ferragosto”, si legge sulle osservazioni. Ma, soprattutto: “Se realizzata, la nuova strada non genererà alcun decongestionamento del centro storico. Al contrario, contribuirà a un ulteriore pesante accerchiamento dello stesso centro storico, distruggendo l’ultimo polmone verde a ridosso di Mongnod (con buona pace delle fasce di rispetto e dei coni di visuale raccomandati dal PTP per i centri storici) ma anche l’unica zona di possibile ampliamento del centro storico medesimo, in vista dell’auspicata e necessaria creazione di un borgo che sposti, lui sì, le attività commerciali dall’asse viabile principale e si trasformi in un nucleo di socialità e aggregazione”. I firmatari del documento chiedono senza mezzi termini al Comune, articolando le loro argomentazioni in 11 pagine di relazione ricca di dettagli tecnici e normativi, di annullare la delibera con la quale il progetto preliminare e la relativa variante al Piano regolatore sono stati adottati. “Si tratta solamente di una prima ipotesi, che non convince del tutto neppure noi, sulla quale però confrontarsi e ragionare”, replica il sindaco Daniel Perrin. “In Consiglio comunale lo abbiamo detto chiaramente sin dall’inizio”. Ma, intanto, a tutti i proprietari dei terreni potenzialmente interessati è già arrivata la comunicazione di avvio del procedimento di esproprio. “Noi siamo convinti che creare una circolazione rotatoria attorno al centro storico, realizzare  marciapiedi e alcune aree di sosta, abbellire il tutto con fioriere renderebbe più vivibile Torgnon e anche più accogliente”, continua Perrin, che aggiunge: “siamo stati sorpresi dal fermento che si è creato attorno a questa delibera perché presentiamo questa ipotesi da dicembre e nessuno aveva detto nulla”. Durante le vacanze natalizie, infatti, nell’Ufficio turistico era stata messa a disposizione una scheda di voto che chiedeva di esprimere il proprio favore o contrarietà alla creazione di una circolazione rotatoria accanto al capoluogo, facendo poi scegliere fra due diverse opzioni di percorso, corredate di tracciato di massima e rendering fotografici. L’ipotesi A passava 70 metri più a ovest di quella B, preferita poiché “capace di dare un servizio di parcheggio al centro storico, che ne è sprovvisto”, dice il sindaco. “Questa presa di posizione ci ha offerto spunti di riflessione ma vogliamo sentire, a questo punto, cos’ha da dire l’intera popolazione – dice Perrin – quindi, in autunno, organizzeremo un altro incontro con i cittadini (dopo quello già svoltosi a dicembre 2015, per presentare l’iniziativa). Chiederemo al progettista, entro quella data, di verificare la fattibilità di tracciati alternativi o meno impattanti e di chiarire se la zona gialla posta a ovest del capoluogo sia utilizzabile a questo scopo oppure no”. “Il progetto è stato approvato senza valutare le possibili alternative, come previsto dalle leggi che regolano le opere pubbliche – sostengono i firmatari dell’osservazione. Troppo facile presentare ai turisti una scheda con una bella frase e quattro foto senza aver affrontato, seriamente, la fattibilità dell’intervento. Se davvero esiste la volontà di valutare altre soluzioni, saremo felici di partecipare a un confronto serio: nessuno di noi è contrario a migliorare la qualità del paese”. Ma, intanto, degli atti formali sono stati adottati e presentati all’Amministrazione regionale per le necessarie valutazioni e l’eventuale finanziamento. Il rischio che la vicenda diventi una querelle giudiziale prima che un dibattito, resta.

Pubblicato / aggiornato il 18/08/2016 alle 12:00
Categoria: Salute