Favre nuovo presidente del Consiglio comunale di Aosta
Mercoledì 12 dicembre, il Consiglio comunale di Aostasi è riunito e l’argomento più saliente della mattinata è stato l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Michele Monteleone.
Un’elezione in due round
È stato il sindaco, Fulvio Centoz, ad annunciare la candidatura dell’unionista Sara Favre, motivando la scelta come logica continuità rispetto al suo ruolo di vicepresidente di maggioranza.
Votazione segreta e, dopo lo scrutioni, sono risultati un voto per Cristina Galassi, sei sche bianche e 11 voti rispettivamente per Favre e Vincenzo Caminiti. Il Regolamento prevede che, nel caso in cui la prima votazione non raggiunga il quorum previsto, si prosegua con il ballottaggio per eleggere il candidato che riporto le maggiori preferenze individuali.
Alla seconda votazione, ancora sei schede bianche, ancora 11 voti per Caminiti ma 13 per Favre, che è dunque stata eletta.
Il discorso di insediamento:
Favre ha ringraziato i colleghi con queste parole: “non avevo preparato nulla per scaramanzia. Ringrazio tutto il Consiglio perché, di fatto, il mio ruolo sarà di essere il presidente di tutti, in totale imparzialità. Spero di poter lavorare durante la legislatura in un clima di rispetto e considerazione al fine di ottenere il bene della Città. È infine un onore, per me, essere la prima presidente donna del Consiglio comunale e lavorerò al massimo del mio impegno”.
Ma Caminiti non era stato ufficialmente candidato
Il capogruppo leghista Étienne Andrione, ha presentato una mozione d’ordine evidenziando il fatto che si era assistito a uno scontro politico fra due candidati della maggioranza. Ha inoltre sottolineato che gli erano ignoti i motivi per cui fossero stati votati consiglieri diversi da quelli annunciati.
Favre ha replicato che il risultato è stato ottenuto applicando regolarmente gli strumenti a disposizione.
Il sindaco è intervenuto per sostenere di non ritenere “opportuno né previsto dallo Statuto che si aprisse un dibattito sulla candidatura del presidente”.
Altra mozione d’ordine da parte del consigliere indipendente Loris Sartore, per chiedere di lasciare spazio agli interventi che non hanno potuto essere stati fatti al momento della candidatura. Anrione si è aggiunto proponendo di lasciare spazio per commentare la votazione.
Favre ha allora convocato la Conferenza dei capigruppo per decidere in proposito, al termine della quale si è deciso di seguire una procedura analoga alla dichiarazione di voto:un intervento a Gruppo per un massimo di 5 minuti.
Andrione ha sostenuto che si è trattato dell’ennesima dimostrazione del fatto che il sindaco non ha più la maggioranza. Lo ha quindi nuovamente invitato a rassegnare le dimissioni, affinché possano essere indette nuove elezioni.
Sartore ha sostenuto che si è assistito a un’ulteriore brutta pagina per la maggioranza perché è stata messa in evidenza l’instabilità della maggioranza che perdura dall’inizio della consigliatura. Si è poi soffermato sul fatto che il regolamento prevede che si possano esprimere diversi candidati ma, in difetto, tre appartenenti al Gruppo misto di maggioranza hanno deciso di attenersi. Ha concluso affermando che meglio sarebbe assegnare la presidenza del Consiglio alla minoranza.
Patrizia Pradelli (M5S) ha sottolineato che quanto proposto dal sindaco non è stato approvato dalla maggioranza: un segnale preoccupante. Ha consiglia a Centoz di rassegnare dimissioni, annunciando una mozione di sfiducia nel caso non lo fossero.
Vincenzo Camminiti (Gruppo misto di maggioranza) ha affermato che la difficile situazione in maggioranza porta a continui scontri. Ha precisato di non voler proporre una mozione di sfiducia verso sindaco, ma si è augurato di vedere una maggiore collaborazione.
Carola Carpinello (Altra VdA) ha posto l’accento rispetto al fatto che la rielezione di un presidente del Consiglio è stata un fatto inusuale di per sé.
Josette Borre (Uv) ha affermato che non è difficile dare volto a ogni voto e che ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, dedicandosi poi a immaginare cosa fare per i cittadini e la città.
Carlo Marzi (Stella alpina) ha detto che la minoranza non può che esprimersi nei termini utilizzati. Tuttavia ha detto di condividere la valutazione dell’opposizione rispetto al “Teatrino non fortemente istituzionale a cui abbiamo dovuto assistere“.
Michele Monteleone ha concluso che è impossibile avere il consenso di tutti. Tuttavia il risultato è stato raggiunto.
Pubblicato / aggiornato
il 08/12/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
