Tenta il suicidio a Dondena, salvata dai Carabinieri
Gli amici e parenti di una donna quarantenne residente in un Comune del torinese, nella serata di venerdì 16 settembre, preoccupati dal suo allontanamento e mancato rientro a casa, che avevano giudicato molto inconsueto, si sono allarmati e rivolti alla Stazione Carabinieri del luogo.
Le preoccupazioni erano alimentate dal fatto che la donna non rispondeva al telefono e, da qualche giorno, stava attraversando un periodo di grande difficoltà psicologica. Anche i messaggi telefonici che aveva lasciato agli amici e sui social network non erano affatto confortanti e lasciavano presagire la possibilità che volesse mettere in atto un gesto estremo. I Carabinieri hanno individuato la zona nella quale poteva trovarsi la donna grazie all’esame delle celle telefoniche agganciate dal suo cellulare, che nel frattempo aveva spento. L’ultimo contatto era avvenuto sulle montagne sopra Champorcher. Saputo dagli amici e parenti che la donna era innamorata di quei luoghi di montagna, e in particolare del Lago Miserin, i Carabinieri di Pont-Saint-Martin sono partiti per verificare se vi era la presenza dell’auto in quella località. Infatti hanno trovato la donna in stato d’incoscienza all’interno della sua utilitaria, sulla strada sterrata che porta al rifugio Dondena. Sull’auto vi erano diverse scatole vuote di psicofarmaci, che la donna aveva ingerito per cercare di tgliersi la vita, lasciando una lettera di addio. Le condizioni meteo avverse hanno impedito l’arrivo dell’elicottero e la pattuglia ha così preso la donna e l’ha portata fino al più vicino luogo raggiungibile dall’autoambulanza del 118. Dopo il trasferimento, è stata trasportata all’ospedale di Aosta. La donna ora è ricoverata ma non in pericolo di vita.
Pubblicato / aggiornato
il 17/09/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute