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I lavori consiliari di mercoledì 22 settembre

I lavori consiliari di mercoledì 22 settembre

Il Consiglio Valle è tornato a riunirsi, dopo la pausa estiva, mercoledì 22 settembre.

Con un’interrogazione posta dal Consigliere Elso Gerandin del Gruppo consiliare misto, il Consiglio regionale ha affrontato il tema del trasferimento alla Regione, da parte degli Enti locali, della quota non vincolata degli avanzi di amministrazione nei rendiconti degli esercizi finanziari 2014 e 2015. Il Consigliere ha infatti chiesto l’importo trasferito dagli Enti locali in attuazione di quanto previsto dalla delibera della Giunta regionale dello scorso 18 marzo; se alcuni Enti locali non abbiano trasferito l’intera somma a oggi richiesta e per che importi; infine, l’ammontare dell’avanzo di amministrazione degli Enti locali dopo l’approvazione del rendiconto finanziario 2015, nonché della somma non vincolata degli avanzi da trasferire alla Regione.Le Président de la Région, Augusto Rollandin, a répondu: «A la date du 15 septembre dernier, les Collectivités locales ont transféré à la Région un montant d’environ 9 millions 691 mille euros. Quinze collectivités locales n’ont pas encore transféré la première tranche pour un montant d’environ 2 millions 741 mille euros et la deuxième tranche pour un montant de 1 million 645 mille euros. Huit Collectivités locales doivent encore transférer la deuxième tranche pour un montant de 891 mille 516 euros. L’excédent global pour 2015 – qui correspond au total des provisions, des sommes affectées ou destinées à des investissements et des sommes disponibles – s’élève à 112 millions 935 mille euros. Le montant sans affectation obligatoire qui doit être transféré à la Région est de 15 millions 406 mille euros, au net de la requête du CPEL relative à l’utilisation d’un certain montant, conformément à la loi de l’Etat sur l’équilibre budgétaire, utilisation qui fera l’objet d’une délibération que le Gouvernement régional approuvera vendredi prochain, la Commission du Conseil compétente ayant déjà donné son avis.» Le Président Rollandin a enfin précisé: «Ces données sont provisoires, dans la mesure où ils manquent encore deux Communes, et les bureaux régionaux procèdent actuellement à des contrôles, qui seront achevés dans une dizaine de jours.»Gerandin, nella replica, ha osservato: «Ho ricevuto conferma che non tutti gli Enti locali hanno effettuato il trasferimento previsto. Alcuni Enti, in particolare Unités des Communes, hanno deciso di non trasferire parte di queste risorse iscrivendole a bilancio per coprire spese necessarie, altrimenti avrebbero dovuto chiedere ai Comuni l’equivalente. Non critico chi si è mosso in questa direzione, ma quando è stata approvata la variazione di bilancio sarebbe stato opportuno legittimare questo comportamento. Non basta riconoscere a parole l’importanza dei Comuni, bisogna concretizzare un’azione politica; ci sono tanti modi per far morire un ente locale: uno certamente è intervenire espropriando l’avanzo di amministrazione; è il primo caso in Italia, non è così che si esercita una competenza primaria e si è coerenti con quanto affermato in occasione di cerimonie pubbliche.»Il gruppo ALPE, con un’interrogazione, è tornato sull’erogazione dei contributi “ex verde agricolo” agli agricoltori previsti dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020, per le annualità 2015 e 2016. I Consiglieri hanno chiesto il numero di aziende agricole che hanno ottenuto l’anticipazione dei contributi, l’ammontare complessivo delle anticipazioni erogate finora e le tempistiche di erogazione per entrambe le annualità. Inoltre, hanno voluto sapere se c’è l’intenzione del Governo regionale di rimuovere il Direttore di AREA Vda, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, nella risposta ha riferito: «Le richieste di certificazione dei premi inoltrate ad AREA VdA sono state 201 per il 2015, di cui 32 a valere su garanzia Finaosta, e 13 per il 2016, di cui 10 a valere su garanzia Finaosta. Riguardo all’ottenimento dell’anticipazione al 90%, la Finaosta ha concesso fidejussioni per circa 496 mila euro. Per quanto concerne l’annualità 2015 relativa alle misure “ex verde agricolo” previste dal PSR 2014-2020, le ultime rassicurazioni avute da AGEA, anche a seguito del recente incontro del 7 settembre, vanno nell’ottica di addivenire al rilascio delle applicazioni necessarie all’autorizzazione dei pagamenti entro fine mese, fatta salva la fornitura dei dati da parte della Banca dati sulla zootecnia (BDN). In questi giorni abbiamo sollecitato con forza la stessa AGEA al rispetto delle tempistiche a suo tempo prospettate, dichiarandoci ancora una volta disponibili a fornire e certificare direttamente come Regione i dati non ancora trasmessi da BDN ad AGEA stessa. Per l’annualità 2016, segnalo come, ultimato il lavoro di predisposizione dei sistemi informativi effettuato sul 2015, lo stesso dovrebbe garantire l’erogazione dell’acconto 2016 entro il mese di novembre prossimo e, il saldo dei pagamenti entro la primavera successiva.» In merito all’eventuale rimozione del Direttore di AREA VdA, l’Assessore ha precisato che «l’unica intenzione del Governo regionale è quella di risolvere le problematiche sfruttando le competenze e le conoscenze delle varie strutture regionali coinvolte, al fine di procedere al più presto con i pagamenti agli agricoltori valdostani.»Il Capogruppo Albert Chatrian, nella replica, ha evidenziato: «Le aziende agricole e, in particolare, i “montagnards” sono molto preoccupati perché agli annunci reiterati non seguono le certezze. Il mondo agricolo aspetta delle rassicurazioni concrete sull’annualità 2015 e l’Assessore oggi non le ha fornite, ma ci recita sempre la stessa “litania”: faremo, solleciteremo. Anche la proposta messa in campo con Finaosta, sulla quale ci siamo opposti perché temevamo l’esito, non ha funzionato e i dati lo dimostrano: su 15 milioni di euro di annualità, le anticipazioni da parte di Finaosta ammontano a soli 490 mila euro, ossia solo il 3%, il che dimostra l’inutilità di questo strumento. Prendiamo anche atto che il Direttore di AREA VdA non sarà rimosso, malgrado i “rumors” di questi ultimi tempi: secondo noi, per organizzare al meglio un settore non basta tagliare qualche testa, ma bisogna prendere il toro per le corna e far funzionare ciò che non ha mai funzionato. In altre Regioni a Statuto ordinario, l’indennità compensativa è stata ormai erogata a quasi tutti.»Un’interpellanza presentata dal gruppo M5S ha sottoposto all’attenzione dell’Aula la materia della certificazione di prevenzione incendi, in particolare per gli edifici superiori ai 1500 mq. «A questo proposito, vorrei conoscere se gli edifici e le attività siti in località Autoporto siano in possesso del certificato di prevenzione incendi – ha detto il Consigliere Roberto Cognetta -. In caso contrario, chiedo alla Giunta regionale quali azioni intenda intraprendere per risolvere l’eventuale problematica, perché da quanto mi risulta questi immobili sono inadempienti.»L’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, nella risposta ha evidenziato: «La situazione attuale è rispondente per le singole attività, che per oltre il 90% non sono nella “categoria C” – ovvero la classe in base alla quale un’attività per essere esercitata necessita di certificazione antincendio -, ma effettivamente globalmente la zona risulta mancante del certificato definitivo. Chiarisco che l’area, su cui insistono più di 700 lavoratori e su cui gravitano migliaia di persone, è in sicurezza e che stiamo affrontando la questione: il professionista incaricato ha individuato due criticità riguardo alle vie di fuga, con una scala di sicurezza che va ampliata visto il notevole afflusso delle persone. L’attività, di concerto con il Comando dei Vigili del fuoco è stata avviata, ma non si è ancora intervenuti a breve perché il Carrefour non potrebbe modificare in maniera sostanziale i propri accessi: se procedessimo prima dell’effettuazione di questi lavori, che peraltro favorirebbero la circolazione dell’intera area, con grande beneficio per tutti gli artigiani e commercianti, rischieremmo di trovarci nella condizione di dover ripetere due volte lo stesso procedimento, con conseguente spreco di risorse. Abbiamo sollecitato un’intesa tra la società Autoporto e Carrefour per accelerare le procedure burocratiche.»Cognetta ha replicato: «In passato ci sono stati dei contenziosi proprio su questo argomento, comportando l’allontanamento di un’attività da quest’area. L’Amministrazione regionale deve essere per prima ligia alla norma e non comportarsi come meglio le conviene. Stiamo andando avanti dal 2012 e ancora oggi ci troviamo in una situazione non perfettamente confacente alla legge. La Giunta avrebbe dovuto attivarsi prima, siamo già in ritardo. Non possiamo usare due pesi e due misure, non è giusto che solo i privati debbano rispettare le norme.»Le operazioni di concessione di mutui, da parte della Finaosta, per il finanziamento del piano di sviluppo della Casa da gioco di Saint-Vincent sono state al centro di un’interpellanza iscritta dal Consigliere Elso Gerandin del Gruppo misto.«A seguito della deliberazione della Giunta regionale del luglio 2012, Finaosta ha provveduto nel settembre dello stesso anno alla stipula di due operazioni di mutuo chirografario, con rischio a carico, di 50 milioni, prima con CVA per il reperimento dei fondi necessari e poi con la Casinò de la Vallée per il finanziamento di parte del piano di sviluppo societario – ha spiegato Elso Gerandin. Vorrei conoscere la valutazione della Direzione generale e del Consiglio di amministrazione della società Finaosta che ha permesso l’erogazione di questo mutuo con rischio a carico, e cosa sia successo nella società Casinò de la Vallée per indurre Finaosta nell’arco temporale settembre 2012/bilancio di esercizio 2015 a riclassificare il debito residuo di 20 milioni tra le esposizioni deteriorate, il tutto malgrado un primo rimborso “obbligato” di 30 milioni a seguito della ricapitalizzazione.» Gerandin ha anche chiesto delucidazioni sulle responsabilità giuridiche ed eventuali danni correlati, oltre che «se la nuova maggioranza intenda avviare un’operazione trasparenza, comprensibile e tangibile a tutti i cittadini valdostani, almeno sulle società pubbliche controllate ed in particolare sulla Casinò in vista di una sua paventata gestione privata. Rilevo inoltre come la richiesta agli atti da parte dei Consiglieri sia puntualmente disattesa.»L’Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Ego Perron, nella risposta, ha evidenziato: «La valutazione che ha permesso l’erogazione del muto di 50 milioni è basata su documenti messi a disposizione della Finaosta dalla Casinò de la Vallée e il mutuo è stato concesso su mandato preciso del Governo regionale. La Finanziaria regionale è iscritta all’albo degli intermediari finanziari e in tale ambito deve procedere ad una ricognizione periodica dei crediti che deve rispettare rigidi criteri. Il credito nei confronti della Casa da gioco è stato classificato in via più che prudenziale nella categoria “inadempienza probabile”, guardando ai bilanci degli esercizi passati, che come noto presentano perdite, ma questa assegnazione non corrisponde al reale contenuto intuitivo della definizione ed è operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi o rate scaduti e non pagati. Sottolineo che ad oggi le rate del Casinò sono state regolarmente pagate e questa classificazione di “inadempienza improbabile” non ha avuto nessun impatto sulla valutazione del merito creditizio della Casinò de la Vallée da parte delle altre banche che hanno rinnovato regolarmente gli affidamenti in essere, così come Finaosta non ha operato alcuna svalutazione del credito. Finaosta ha sempre operato seguendo le norme sulla vigilanza, avendo cura di controllare e monitorare continuamente il credito. Al momento non esistono azioni generatrici di danno e quindi non c’è alcuna responsabilità pendente sul Governo regionale.» L’Assessore ha quindi concluso: «Su questa vicenda ci siamo sempre mossi con estrema trasparenza perché tutte le operazioni sono state effettuate con atti pubblici, discutendone anche in Consiglio regionale. Il finanziamento è stato destinato interamente al piano di rilancio e di sviluppo della Casa da gioco. Le azioni della Regione sono state quindi sempre indirizzate verso la massima trasparenza. Preciso che su questo tema voglio tornare, perché in tante occasioni c’è stata quantomeno disinformazione, per non dire altro: credo sia importante ricostruire tutti i percorsi adottati sin dal 2012 fino agli ultimi atti di finanziamento, affinché tutti sappiano esattamente e correttamente quanto è successo.»Gerandin ha replicato: «Se si vuole veramente fare chiarezza, bisogna ottemperare alle richieste di accesso agli atti, senza paura. Se l’Assessore vuole essere coerente con quanto detto in Aula, deve chiamare i vertici della società e dire che l’orientamento politico è quello di essere trasparenti. Mi pare il minimo che il Casinò abbia onorato le rate, altrimenti bisognerà procedere ad una nuova ricapitalizzazione: sono convinto che, a fronte della situazione in cui versa la Casa da gioco, nel prossimo bilancio della Regione ci ritroveremo con un’operazione di questo genere. La Casinò de la Vallée ha avuto una corsia preferenziale, la realtà è questa: se fosse successo ad un privato, avrebbe già perso l’immobile. Se l’Assessore vuole essere il paladino della trasparenza, con me avrà un portone spalancato.» La Casa da gioco di Saint-Vincent è tornata in discussione con un’interpellanza del Movimento 5 Stelle, incentrata sul nuovo piano marketing. Premesso che «l’andamento generale della casa da gioco nel corso del 2016 ci porterà ad una probabile perdita di 12/14 milioni di euro», il Consigliere Roberto Cognetta ha riferito: «In occasione di un’audizione in quarta Commissione dello scorso marzo, il Direttore generale della Casa da gioco ha sostenuto che prima di vendere un prodotto bisogna crearlo e che per questo motivo non era ancora pronto un piano marketing. Oggi, rilevata la mancanza di risultati positivi, mi chiedo se il prodotto da promuovere sia stato creato, se esista un piano marketing e sia stato presentato al Governo regionale, da cui voglio anche conoscere le azioni che intende intraprendere per supportare economicamente questo progetto.»L’Assessore al bilancio e patrimonio, Ego Perron, ha risposto: «Il master plan includeva già tutte le iniziative da perseguire al fine di riformulare l’offerta del prodotto, l’organizzazione interna; gli obiettivi di marketing erano già stati anticipati in un documento presentato a dicembre scorso in Commissione, in cui erano esplicitati due obiettivi: il primo era difendere la quota di mercato che la Casa da gioco ha raggiunto in questi anni, cercando di incentivare quella clientela che ha capacità di spesa più elevata; il secondo era mettere in atto discontinuità necessarie per allargare e rafforzare il posizionamento della Casa da gioco, cercando di aggredire nuovi mercati, in particolare all’estero, a favore di una clientela di più alto livello. Riguardo alla conservazione e alla penetrazione sul mercato di massa, si sta lavorando sulla possibilità di raggiungere nuove quote di mercato con una nuova immagine del Casinò. Sono azioni, ovviamente, che non sono raggiungibili in un periodo breve. Intanto, il calendario di gare, eventi e tornei esistenti continua a ricevere grande attenzione e le necessarie risorse economiche; sono anche state avviate nuove campagne di visibilità nelle regioni vicine, sono state messe in atto promozioni sui giochi, sono stati intensificati rapporti con i partner, si ragiona su altre aree di interesse. A settembre saranno proposti pacchetti commerciali.» «L’andamento e l’avanzamento del master plan e le attività di marketing sono costantemente tenute sotto controllo – ha proseguito l’Assessore Perron -; siamo consci della situazione della Casa da gioco e non mancano da parte nostra input alla dirigenza per recuperare clientela e dare solidità finanziare. Va tenuto conto del fatto che i budget a disposizione per il marketing sono sì cospicui, ma radicalmente ridotti rispetto a quelli del passato. Oggi non è prevista da parte della proprietà alcuna azione straordinaria di aiuti a supporto della Casinò de la Vallée, che deve continuare a lavorare con le risorse di cui dispone.»Nella replica, Cognetta ha commentato: «Un input che l’Amministrazione regionale deve dare alla dirigenza della Casa da gioco è quello di fornire maggiori risposte ai Consiglieri regionali. È sacrosanto rivolgersi a una clientela di fascia più alta. Se la dirigenza attuale, oltre ad avere idee da concretizzarsi a lungo periodo, cercasse di creare meno conflittualità ed esacerbare meno gli animi dei lavoratori si farebbero passi avanti. Mi risulta in effetti che la dirigenza attuale si rivolga ai lavoratori in un modo poco corretto. Avete detto che ad oggi non ci saranno ulteriori aiuti: speriamo che questo oggi non duri solo fino a domani e rimettere mano ai portafogli pubblici; sarebbe uno scandalo regalare altri soldi al Casinò.»Le tariffe di ingresso all’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, ad Aosta, sono state al centro di un’interpellanza del gruppo Alpe. In particolare, il Consigliere Alberto Bertin ha posto l’attenzione sull’applicazione della tariffa agevolata per i partecipanti agli eventi di endurance Trail Running organizzati dall’Associazione Forte di Bard, domandando «se siano state realizzate o si intendano realizzare altre agevolazioni per i partecipanti ad analoghe competizioni estreme. Mi chiedo anche se siano state previste o si intendano realizzare simili iniziative per altre attività e per i cittadini valdostani.» Stigmatizzando poi la mancata indicazione sul sito internet nazionale delle iniziative locali organizzate nell’ambito Giornate europee del Patrimonio, il Consigliere Bertin ha voluto conoscere le motivazioni di questo ritardo oltre che «il numero di visitatori, i relativi incassi nei mesi di luglio e agosto e i costi complessivi di gestione dall’apertura al pubblico del Parco archeologico, che ci auguriamo possa rappresentare una svolta per Aosta e per il quartiere dove è ubicato.»L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha riferito: «Durante l’estate 2016, l’Associazione Forte di Bard ha proposto all’Assessorato una collaborazione con il fine di contribuire al consolidamento dell’integrazione dell’offerta culturale, storico-artistica e l’attività turistico-sportiva, attraverso l’applicazione della tariffa agevolata ai partecipanti ad una serie di eventi di endurance trail running di richiamo internazionale quali il Monte Rosa Walser Trail e il 4K.  L’Assessorato ha ritenuto che la collaborazione potesse essere un’opportunità per fare conoscere e promuovere la maestosità del nuovo Parco e Museo archeologico, in coerenza con la linea che stiamo seguendo che è quella della sinergia tra Assessorati e tra enti pubblici. Ricordo poi che agevolazioni tariffarie sono concesse in occasione di eventi particolari o a varie categorie di persone. Ne sono un esempio, per quanto riguarda gli eventi, l’ultima edizione di Commercianti in festa ad Aosta che si è svolta nel mese di agosto, mentre per quanto attiene alle categorie di persone che possono beneficiare di tariffe agevolate troviamo titolari di ski-pass, membri di varie associazioni culturali e sportive con le quali vengono stipulate particolari collaborazioni.» L’Assessore ha poi riferito i dati relativi all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans: «Il numero totale dei visitatori per i mesi di luglio e agosto è di 6.396 presenze; l’incasso per lo stesso periodo ammonta a 34.205, mentre i costi di gestione del sito dal 15 giugno fino a fine agosto il dato è stimato a euro 160 mila euro.» In merito alle Giornate europee del Patrimonio, l’Assessore ha detto: «Dalla soppressione da parte del Ministero della Settimana della Cultura, l’Assessorato ha sostituito questa iniziativa con un nuovo evento culturale dal titolo “Plaisirs de Culture en Vallée d’Aoste”, in corso proprio in questi giorni. L’ampio quadro delle proposte previste per questa manifestazione e i numerosi enti e associazioni che hanno collaborato alla sua realizzazione hanno necessitato di un’articolata organizzazione che ha portato alla definizione del programma con l’approvazione della deliberazione della Giunta regionale in data 26 agosto 2016 e pertanto ha ristretto la tempistica per la comunicazione degli eventi al Ministero.»Bertin ha replicato: «Tra gli sport estremi, oltre agli ultra trail, dovremo aggiungere “l’arrampicata sui vetri”, perché è quanto ha fatto in questa risposta l’Assessore. È ridicolo che le tariffe agevolate siano state applicate solo per il 4k, che è stata una manifestazione prevalentemente locale, con iscritti soprattutto valdostani. Bisogna sfruttare tutte le opportunità per valorizzare al meglio il Parco archeologico fuori dalla nostra regione, i cui numeri sono preoccupanti: solo 6000 visitatori e poco più di 30 mila euro incassati in tutta l’estate a fronte di una gestione della struttura di oltre 160 mila euro. Un’opportunità di promozione gratuita che non doveva essere persa era poi proprio quella delle Giornate europee del Patrimonio: è grave che l’Assessorato si sia mosso in ritardo e solo dopo mia sollecitazione e interessamento. Purtroppo tutto è scollegato, la promozione è improvvisata, senza una visione generale, senza un coinvolgimento di tutti gli attori presenti sul territorio. Francamente la questione è preoccupante. Ricordo che, per essere sostenibile, il Parco di Saint-Martin dovrebbe contare circa 200 mila visitatori all’anno come riportato da uno studio di settore.»Il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha chiesto delucidazioni in merito alla subconcessione di derivazione d’acqua dal torrente Chalamy ad uso piscicoltura avanzata da una società valdostana. Illustrando l’interpellanza, il Consigliere ha messo in evidenza l’opportunità di negare la subconcessione «in quanto risulta che le attività gestionali previste utilizzerebbero specie quali la trota fario mediterranea e il gambero della Lousiana: va tenuto conto del fatto che la trota marmorata è una specie autoctona e non la trota fario mediterranea, mentre il gambero della Lousiana è una specie pericolosissima per l’ambiente con la capacità di distruggere l’equilibrio ittico della zona nella quale si insedia.»L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha risposto: «Nella vicenda rappresentata è intervenuta una novità lo scorso 6 settembre, quando la società richiedente ha presentato all’Ufficio gestione demanio idrico una nuova soluzione progettuale, in base alla quale l’alimentazione dell’impianto di piscicoltura avviene mediante la cessione di parte dell’acqua che è già nella disponibilità della derivazione ad uso idroelettrico; pertanto, non sarebbe più necessario effettuare un nuovo prelievo idrico dal torrente Chalamy. L’Ufficio, ai fini dell’accoglimento della domanda e della sua valutazione, ha richiesto una serie di chiarimenti alla predetta società, in particolare in merito alla garanzia di approvvigionamento invernale (ossia nel periodo più critico) dei due impianti. Qualora tale richiesta venisse ritenuta accoglibile, la domanda presentata ad uso piscicoltura verrebbe rigettata e istruita una seconda istanza. È ovvio che, nel caso di rilascio dell’autorizzazione, dovranno essere poste rigide clausole affinché i prelievi idrici dal torrente Chalamy non vengano aumentati rispetto a quelli attuali e che le specie ittiche allevate nell’impianto di piscicoltura siano conformi alle indicazioni fornite dalla Struttura competente dell’Assessorato agricoltura e risorse naturali e dal Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta, che verranno certamente coinvolti. Dunque, considerato che l’iter istruttorio della domanda in argomento non è ancora concluso, non posso pronunciarmi in merito.»Cognetta, nella replica, ha osservato: «In questa situazione ci sono molti aspetti che ancora non tornano. Visto che l’iter non è ancora terminato, sospendo anch’io il giudizio, ma continuerò a seguire la vicenda. Tuttavia resta un fatto: a mio avviso bisognerebbe vietare l’allevamento di specie poco utili all’ambiente.»Gli interventi di ammodernamento della strada regionale della Val d’Ayas sono stati al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo misto. «Ad oggi sono stati eseguiti lavori per l’allargamento, la sistemazione e l’ammodernamento di un primo lotto di circa 1 chilometro – ha osservato il Consigliere Elso Gerandin – ma il progetto complessivo prevede altri interventi per una lunghezza complessiva di 4 chilometri.» Facendo presente la pericolosità della strada, il Consigliere ha voluto sapere per quali tratti, per quali importi ed entro quali tempi si intenda eventualmente procedere.L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha risposto che «nel 2005 è stato approvato il progetto preliminare per un importo significativo di circa 15 milioni di euro, più IVA e oneri accessori compresi. Si è dato via ad un primo lotto, che è terminato nella primavera dell’anno in corso ed è attualmente in fase di collaudo, con un importo complessivo di circa 3 milioni 890 mila euro, che va a completare questa prima parte. Dal 2005 ad oggi sono successe molte cose, soprattutto sotto il profilo delle risorse a disposizione: era stato previsto un ulteriore lotto di lunghezza pari a circa 220 m per un importo stimato di 850 mila euro.  Valuteremo nel Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2017/2019 se potranno essere inseriti nuovi lotti di lavori, compatibilmente con le risorse che il bilancio di previsione metterà a disposizione. Ad ora, purtroppo, non sono in grado di fornire un cronoprogramma definitivo.»Gerandin, nell’apprezzare l’onestà della risposta, ha commentato: «Questo importante progetto di 15 milioni di euro per la viabilità è al momento accantonato, con soli 3,8 milioni spesi. Sono rammaricato, perché l’intervento realizzato era corposo, aveva allargato in maniera significativa la strada. In questo momento sarebbe interessante per la Val d’Ayas prevedere un intervento: oggi abbiamo un tratto che assomiglia ad un’autostrada che poi si restringe ad imbuto. Mi auguro che questa valle sia considerata per l’importanza che merita e non mancherò di tornare su questo argomento.»Il gruppo Alpe ha voluto affrontare il tema dell’applicabilità del disegno di legge in materia di agibilità, in particolare le criticità emerse in sede di esame dell’articolato normativo. «Non si danno risposte, l’edilizia continua a perdere imprese e addetti. Va fatta una riflessione più attenta» ha esortato il Consigliere Fabrizio Roscio, che si è anche interrogato sul «ruolo del pubblico: non vanno replicati meccanismi tipici del passato, quando si interveniva di prepotenza per rilanciare un settore; in un periodo di crisi come quello attuale, di cui non si vede la fine, bisognerebbe guardare al di là degli schemi, creando le condizioni per permettere alla gente di realizzare interventi che ad oggi risultano impossibili per mancanza di risorse.» «Inizialmente avevamo sollecitato e visto di buon occhio una nuova norma che andasse a regolamentare vari aspetti – ad esempio l’adeguamento antisismico senza eccessivi oneri per i cittadini -, introducendo anche temi di attualità – pensiamo al risparmio energetico -, ma a luglio in Commissione, audendo i diversi Ordini professionali, è emerso come il disegno di legge risulti interpretabile e inapplicabile, in quanto potrebbe  prevedere l’adeguamento dell’intero fabbricato anche solo per un piccolo intervento, rendendo di fatto impossibile la concretizzazione dell’intervento, a meno di esborsi enormi da parte dei cittadini.» «Con questo metodo abbiamo dilatato i tempi in maniera ingiustificabile, il confronto con i professionisti avrebbe dovuto avvenire prima, durante la stesura del provvedimento, in modo da poter disporre di una norma che tecnicamente stesse in piedi – ha concluso il Consigliere Roscio -. Aspettiamo che queste tematiche siano risolte, ma resta il fatto che abbiamo perso almeno due mesi.»L’Assessore alle opere pubbliche ed edilizia residenziale, Mauro Baccega, ha fatto il punto della situazione sul lavoro del gruppo di esperti riguardante l’applicabilità del Disegno di legge in materia di agibilità, attualmente all’esame della terza Commissione consiliare. “A seguito dell’audizione in Commissione consiliare di alcuni Ordini e Associazioni – ha detto l’Assessore Mauro Baccega – si sono sollevate alcune questioni, mai evidenziate durante i confronti tecnici precedenti, che hanno sospeso l’iter della legge per ulteriori approfondimenti, in particolare su due aspetti relativi all’agibilità riferita agli interventi sugli edifici esistenti e al rispetto della normativa antisismica. È stato quindi avviato un confronto con Ordini e Associazioni in una prima riunione alla presenza del sottoscritto e dell’Assessore Bianchi, sono state raccolte le diverse istanze avanzate dai partecipanti ed è stato istituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di chiarire i diversi aspetti. I confronti che si sono susseguiti nei due mesi estivi in cui il Consiglio è in pausa (a partire dal 3 agosto e, in forma più ristretta, il 17 agosto e il 9 settembre) hanno portato ad anticipare il recepimento di alcune indicazioni già contenute nello schema di Decreto legislativo statale in materia, che si sono rese disponibili l’11 luglio 2016 alle Regioni, quindi dopo l’avvio dell’iter di approvazione del disegno di legge in questione. Saranno quindi presentati alcuni emendamenti al Disegno di legge in materia di agibilità, che riguardano la possibilità, per la realizzazione di opere minori (interventi locali), di presentare una dichiarazione di regolare esecuzione da parte del direttore dei lavori in sostituzione del collaudo, l’adeguamento, in diminuzione, dell’importo delle sanzioni previste (il nuovo importo sarà compreso tra un minimo di 77 euro e un massimo di 464 euro, anziché i 250 e 1.500 euro indicati attualmente), l’introduzione, tra i vari certificati da allegare alla SCIA di agibilità, anche l’attestato di prestazione energetica nei casi e con le modalità previsti dalla normativa di settore vigente. Rilevo, poi, che per quanto riguarda gli altri aspetti sollevati, questi saranno affrontati e chiariti nell’ambito della delibera attuativa prevista all’articolo 63 bis del provvedimento legislativo. In particolare, nella bozza degli allegati che è in fase di concertazione con tutti i rappresentanti del gruppo di lavoro, verrà stabilito che per gli interventi inquadrabili come “manutenzione ordinaria” (tra cui rientra la sostituzione della caldaia piuttosto che quella dei serramenti), non sarà necessaria la presentazione di una nuova SCIA di agibilità, andando quindi a chiarire anche questa importante problematica.  Sottolineo che – ha quindi concluso Baccega –  aver lavorato sul provvedimento nei mesi di luglio e di agosto ci ha permesso di proporre il Disegno di legge migliorato con la delibera attuativa già predisposta per l’approvazione; quindi non si può parlare di perdita di tempo inutile”.La nomina del nuovo Direttore dell’Istituto musicale della Valle d’Aosta è stata l’argomento di un’interpellanza illustrata dal gruppo Alpe. «Nonostante siano state indette, come da Statuto dell’istituto, elezioni democratiche per la carica del Direttore, l’Assessore ha deciso d’imperio una nomina fino al 31 agosto 2019, nonostante i pareri negativi degli organi competenti poiché non vi sono gli estremi di un commissariamento – ha ricordato il Consigliere Chantal Certan -. Vogliamo conoscere le reali motivazioni che hanno portato a tale scelta e quali sono i termini di “eccezionalità” della nomina; con quali fondi e chi pagherà le spese legali che potrebbero scaturire, essendo chiara una prevaricazione politica dell’Assessore sull’autonomia dell’Istituto e del collegio accademico, in quanto organo deputato ad eleggere il proprio Direttore. L’Istituto musicale così come la SFOM non sono proprietà privata di qualche Consigliere, ma sono argomenti da condividere con tutta la popolazione che ne fruisce l’attività scolastica. Denunciamo questo modo di agire: avevamo chiesto un tavolo di lavoro che coinvolgesse tutti i soggetti interessati dalla musica che poi è stato abbandonato. Abbiamo assistito al solito “metodo” che non condividiamo e che denunciamo: la creazione di un alibi, la creazione di un commando che riferisca ai capi, la creazione di un capro espiatorio e quindi la nomina di un referente che riferisca al capo.»L’Assesseur à l’éducation et culture, Emily Rini, a répondu que «la nomination d’une personne externe a justement été motivée par les circonstances exceptionnelles qui se sont créées dernièrement et qui sont liées à la nécessité de revoir l’offre formative musicale de la Vallée d’Aoste, dont le Conservatoire de la Vallée d’Aoste représente le niveau le plus élevé, à savoir le niveau universitaire. Il s’agit en particulier, et surtout, d’augmenter la cohésion et la collaboration avec les autres acteurs du domaine musical en Vallée d’Aoste (Lycée classique, artistique et musical et Fondation Maria Ida Viglino), afin de mettre en place un système plus efficace que le système actuel, qui se caractérise par des divisions entre les organismes concernés, ainsi que par la présence, au sein même du Conservatoire, de cours où les inscrits sont si peu nombreux que cela pose également des problèmes de couverture et de coûts. Mais au-delà de ces questions financières, l’objectif que nous visons est la rationalisation du système musical, et ce, afin d’offrir de véritables perspectives d’emploi aux étudiants qui s’inscrivent à une université comme l’est notre Conservatoire. Il me semble donc logique d’appliquer à cette situation exceptionnelle une solution également exceptionnelle. Je tiens à souligner qu’il ne s’agit en aucun cas d’un abus de pouvoir de ma part, mais de l’exercice d’une faculté attribuée à l’Assesseur à l’éducation et à la culture, explicitement prévue par l’article 241 du décret législatif n° 297 du 16 avril 1994, qui est d’ailleurs expressément cité par les statuts du Conservatoire: une nomination donc tout à fait légitime, qui ne lèse pas l’autonomie du Conservatoire.» L’Assessore ha quindi ribadito che «siamo partiti non da una volontà di razionalizzazione economica, ma con l’obiettivo di riorganizzare per rendere più efficiente e più rispondente alle esigenze del nostro territorio l’intero settore musicale, cercando di far dialogare fra di loro i vari attori (Liceo, SFOM e Conservatorio). Visto che stiamo parlando di un livello universitario, qual è il nostro Istituto, dobbiamo anche porci delle domande sul futuro di questi ragazzi e sui loro sbocchi occupazionali. Riguardo poi alla questione numerica, non possiamo più permetterci di mantenere dei corsi che hanno uno o due iscritti, perché noi con questi numeri non possiamo attivare una prima elementare: in quanto amministratori, abbiamo il dovere di fare delle riflessioni su questo aspetto. Il nostro intento è quello di porre ordine in questo settore non per mortificarlo, bensì per rilanciarlo.»Certan, nella replica, si è detta totalmente insoddisfatta: «Se ci fosse stata una necessità di commissariamento, l’Assessore avrebbe avuto ragione: ma sono state indette delle elezioni in tempo utile, quindi tutto questo è un caso montato cui non crede nessuno. Tant’è che sono arrivati i primi ricorsi e le motivazioni di eccezionalità sono state messe in discussione dalla stessa Conferenza nazionale dei Direttori di Conservatorio. Questo non è un modo trasparente di condurre un’amministrazione: questa nomina rappresenta un comando, l’Assessore si è arrogata un diritto che non ha, perché non è la politica che deve fare la programmazione pedagogica e didattica dell’Istituto. Per noi questo è solo l’inizio di una brutta pagina.»«Recenti inchieste giornalistiche hanno portato alla luce situazioni molto critiche in alcuni centri di accoglienza in Italia. Facciamo in modo che simili criticità non debbano coinvolgere la Valle d’Aosta.» È con queste parole che il Consigliere Patrizia Morelli ha concluso il proprio intervento discutendo un’interpellanza incentrata sull’accoglienza regionale dei migranti. «Ho voluto ritornare su questo tema perché rappresenta un argomento che fa preoccupare i cittadini. La maggiore chiarezza possibile che possiamo assicurare è parlarne pubblicamente, in modo da veicolare le informazioni corrette – ha sottolineato Morelli -. Ho ricevuto diverse segnalazioni riguardo ad alcuni centri di accoglienza nella nostra regione in cui – pare – le regole fissate dal disciplinare di incarico per l’affidamento dei servizi non sono sempre rispettate. Dato che il monitoraggio su queste strutture è demandato alla Prefettura, non posso che sollecitare l’effettuazione di controlli, in particolare sul vitto e sull’abbigliamento che, secondo le indicazioni che mi sono pervenute, risultano mancare. La quota assegnata a ogni migrante è di 35 euro, ritengo sia ragionevole per poter accogliere dignitosamente queste persone. È fondamentale che i controlli vengano fatti e che eventuali carenze siano subito recuperate, anche proprio nell’ottica di chiarezza nei confronti dei cittadini.» Con la sua iniziativa, ha anche posto l’accento sul lavoro condotto sinergicamente dal Ministero dell’interno e dall’ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) per giungere ad una ripartizione più equa sul territorio, proporzionata al numero degli abitanti, con il coinvolgimento diretto dei Comuni. «Su questo fronte rimaniamo in attesa degli sviluppi – ha evidenziato la Consigliera Morelli -. Siamo consci che sia un problema enorme, di difficile risoluzione. Da parte dell’Europa ci sono grandi mancanze, le Regioni e i Comuni si trovano ad affrontare i problemi pragmaticamente e quotidianamente.»Il Consiglio regionale ha preso atto della relazione dell’Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Raimondo Donzel, sulle attività 2015 di Vallée d’Aoste Structure, società cui l’Amministrazione regionale ha conferito i beni facenti parte del patrimonio immobiliare destinato ad attività produttive e commerciali. Dalla relazione emerge che la Società ha chiuso il bilancio 2015 con un risultato negativo di 1 milione 731 mila euro. Nell’esercizio, il Valore della produzione è risultato di 4 milioni 581 mila euro, mentre i Costi della produzione si sono attestati a 6 milioni 472 mila euro. Tra le principali voci operative di costo, la relazione evidenzia le spese per servizi (1 milione 322 mila euro), i costi per il personale (1 milione 422 mila) e gli ammortamenti di beni strumentali e le svalutazioni per diminuita esigibilità di crediti commerciali (2 milioni 174 mila euro, in sensibile riduzione rispetto ai 2 milioni 895 mila del 2014): la somma di queste tre voci costituisce il 76 per cento del totale dei costi. «La differenza tra Valore e Costi della produzione conferma quindi un saldo negativo – si legge nella relazione -, anche se l’espressione della redditività caratteristica al netto della gestione finanziaria, straordinaria e tributaria (EBITDA), pur contraendosi rispetto al 2014, risulta ancora positivo per 284 mila 190 euro. In somma sintesi è possibile asserire che il risultato 2015 risulta, in soli termini relativi, sensibilmente positivo: si perviene infatti ad una contrazione del 30 per cento del disavanzo rispetto al dato 2014.» «Se in Valle d’Aosta continuassimo a proporre discorsi di trent’anni fa, sarebbe davvero difficile leggere relazioni come questa – ha evidenziato l’Assessore alle attività produttive Raimondo Donzel -. Invece siamo convinti dell’atto di sviluppo industriale che abbiamo sottoscritto, legato alla green economy, al territorio, alla coerenza con lo sviluppo turistico e agricolo; lo sforzo che stiamo facendo nei confronti di questa Società è indirizzato ad un progresso forte della nostra regione. VdA Structure si presenta con un bilancio fortemente migliorativo rispetto al 2015 anche se perde ancora 1 milione 700 mila euro: una cifra importante, ma che paragonata al 2011 dove la perdita era di oltre 3 milioni, mostra un passo avanti evidente. È stato quindi compiuto uno sforzo enorme, teso a migliorare i conti, incidendo anche sul personale. Si potrebbe esprimere una certa soddisfazione, ma c’è ancora molto da fare in questo settore.» «Mi preme sottolineare – ha aggiunto l’Assessore Donzel – che è stata anche compiuta un’operazione di salvataggio di un mondo estremamente importante per noi, ovvero il settore agricolo. Si tratta di un’azione coerente e lineare nell’ambito di uno sviluppo sinergico, anche nelle aree di montagna affidando la gestione dei beni di proprietà regionale utilizzati dalle cooperative agricole a VdA Structure. Altra azione rilevante è stata il recupero dei crediti, che permette non solo di dimostrare che lavorando insieme con le imprese si recuperano risorse e si va a incidere sul bilancio societario, riducendo il fondo di svalutazione storico.» «Per far capire quanto incida l’attività di VdA Structure, basti pensare che si garantisce l’occupazione di migliaia di operai. In merito ai principali interventi sugli immobili, nella relazione mancano alcuni importanti interventi nel 2016, in primis 1 milione di investimenti per la Cogne (cui si aggiunge analoga cifra direttamente impegnata dall’azienda). Altro intervento è l’accordo con Engeneering di Pont-Saint-Martin per la riqualificazione di parte della propria sede: un’operazione di oltre 2 milioni e mezzo di euro. È stato anche pubblicato il bando per una gestione ancora più dinamica delle Pépinières, che ad Aosta è un punto debole.» In conclusione, l’Assessore ha ribadito: «I conti sono migliorati, seppur non ancora performanti; per il futuro la prospettiva è quella di investimenti importanti su realtà che funzionano. Ci sono progetti interessanti anche per le aree che storicamente gravano come indice negativo: ex Tecdis, Balzano, Compagnia delle Indie.»Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian si è soffermato su due aspetti: «Gli undici lotti ad oggi sfitti alla Pépinière di Aosta e le note di indirizzo per il 2016. È urgente giungere a una soluzione, visto che diverse cooperative e privati sono interessati ad acquisire beni strumentali e di proprietà. Chiediamo anche che ci sia la volontà di valutare ogni singolo fabbricato, in considerazione della sua storia e delle sue caratteristiche. La sfida dei prossimi mesi e anni di VdA Structure è quella di governare meglio i processi e di essere più rapida sui dossier, in modo da poter essere più efficace.»Per il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin, «l’andamento è migliorativo, ma mi sarei aspettato un cenno al futuro di questa Società che, volente o nolente, rientrerà nelle regole della legge nazionale sulle società partecipate e controllate. VdA Structure va monitorata e indirizzata nel prosieguo delle sue attività con appositi accorgimenti.»Nella replica, l’Assessore Donzel ha sottolineato: «La Pépinière di Pont-Saint-Martin funziona decisamente meglio perché si trova al confine col Piemonte: col nuovo bando dovremmo essere più incisivi anche ad Aosta.  Confermo che stiamo lavorando per dare omogeneità a parità di condizioni nella stipula dei contratti di affitto a tutte le cooperative, grazie alla collaborazione con la Fédération des Coopératives. Bisogna governare meglio i processi, e per questo abbiamo già attuato interventi normativi, ma alcune leggi pur efficaci purtroppo hanno comportato un appesantimento burocratico. Anche su questo aspetto, dobbiamo essere più efficaci per ottenere risultati positivi. Il nostro intendimento è riuscire ad alleggerire ancora più significativamente il disavanzo e proseguire nel percorso positivo intrapreso in questi ultimi anni.»Il Consiglio regionale, con 32 voti a favore e un’astensione (M5S), ha approvato la proposta di atto amministrativo che contiene modifiche ai criteri per l’insediamento di imprese presso gli edifici “Serpentone”, “Direzionale”, “Modulo di raccordo” e “Torre della comunicazione”, in località Autoporto nei comuni di Pollein e Brissogne. L’atto recepisce la necessità avanzata dalla Società Autoporto Valle d’Aosta in data 12 luglio 2016 di modificare l’attuale sistema di individuazione delle attività insediabili nell’area, in funzione del raggiungimento di un livello di popolamento prossimo alla saturazione degli spazi disponibili negli edifici “Serpentone”, “Direzionale” e “Modulo di raccordo”, nonché alla rinnovata attenzione e richiesta di spazi da locare da parte di una crescente e diversificata tipologia di imprenditori. In particolare, è prevista l’abolizione di tutti i limiti percentuali di superficie di insediabilità approvati nel 1995, l’insediabilità nella galleria “botteghe artigiane” anche di imprese non iscritte all’Albo artigiani, prevedendo che le attività artigianali abbiano comunque la priorità, a parità di punteggio, nella scelta dei locali rispetto alle altre tipologie; l’insediabilità in tutti gli edifici anche delle attività non previste dalle deliberazioni consiliari precedenti, sempreché non producano significative esternalità negative nei confronti delle altre attività e non siano suscettibili di impattare negativamente sul bilancio della Autoporto Valle d’Aosta Spa. L’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, ha illustrato l’atto all’Aula: «La Società Autoporto ha risultati positivi e la somma degli occupati nelle varie attività supera le settecento unità. È una realtà importante che sta attraendo sempre più un flusso di pubblico dal transito autostradale che sta creando benefici su molte attività. Con questo atto chiediamo di rendere più flessibile la possibilità di insediare attività artigiane e commerciali. Non snaturiamo l’indirizzo di priorità agli artigiani, ma rendiamo più elastica la collocazione all’interno dell’area, che è già prossima alla saturazione, ma percorrere una galleria e vedere spazi vuoti non è attrattivo. Con questa iniziativa pensiamo di arrivare in breve tempo a occupare in modo efficace tutti gli spazi disponibili.»Il Consigliere Patrizia Morelli (ALPE) ha dichiarato: «Per rendere quest’area più attrattiva nel corso degli anni si sono resi necessari interventi legislativi che hanno permesso di ritoccare alcuni paletti. Tuttavia, i criteri iniziali per l’insediamento sono ancora validi, ad esempio minimizzare gli impatti ambientali, valorizzare il traffico autostradale. Nonostante in passato ci siamo pronunciati contro certe decisioni assunte dalla politica (ad esempio l’insediamento dell’INVA), oggi, a fronte della crisi economica e di una percentuale di disoccupazione alta, che sfiora il 10%, non ravvisiamo motivi ostativi al rendere più elastici i criteri di insediabilità, anche perché la delibera comunque precisa che le nuove attività non devono danneggiare quelle già insediate. Resta comunque l’importanza di capire in che misura pubblico e privato interagiscono e in questo senso chiediamo di poter acquisire la documentazione richiesta in Commissione. Auspichiamo uno sviluppo per quest’area.»Il Consiglio Valle ha discusso infine una mozione, presentata congiuntamente dal Gruppo misto, da ALPE e dal Movimento 5 Stelle, riguardante la determinazione di linee guida in materia di appalti pubblici, forniture e servizi. Il testo, respinto con 26 voti di astensione (UV, UVP, SA, PD-SVdA) e 7 a favore, intendeva impegnare il Governo regionale ad attivare immediatamente un tavolo di concertazione con il CPEL e le Organizzazioni sindacali al fine di sottoscrivere un protocollo d’intesa tra le parti fissare le linee guida, con il comune obiettivo di migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e territoriali con relativi integrativi e a tutela delle imprese, ditte e cooperative valdostane. Il provvedimento inoltre era volto a revocare eventuali bandi regionali ed invitare gli Enti locali a sospendere i bandi in essere in attesa di siglare il protocollo d’intesa di cui trattasi; infine, invitava ad estendere il protocollo d’intesa anche all’Azienda USL Valle d’Aosta.Il Consigliere del Gruppo misto Elso Gerandin ha spiegato che l’iniziativa trae spunto «dall’aggiudicazione di tutti e sette i lotti di servizio pulizia degli stabili di proprietà regionale a ditte fuori Valle d’Aosta e con ribassi sino al 44%, con conseguente drastica riduzione delle ore pagate ai lavoratori, portando il loro stipendio medio mensile a circa 378 euro, cifra molto più bassa del reddito di inclusione. In Valle d’Aosta non è ammissibile un fatto di questo genere. Se abbiamo sbagliato facciamo in modo che questo non succeda mai più. È importante quindi attivare un tavolo di concertazione che fissi delle linee guida finalizzate a migliorare i servizi e a garantire i lavoratori. Questa mozione non ha nulla di politico, è solo di buon senso con l’obiettivo di creare un minimo di prospettive.»L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha detto che «siamo tutti impegnati affinché si affermi la crescita e lo sviluppo delle imprese locali. Siamo, purtroppo, sempre di fronte a normative nuove che fissano regole stringenti che devono esser rispettate. La Giunta regionale ha approvato una convenzione con il CPEL, l’USL e l’INVA che disciplina la Centrale unica di committenza (CUC) e prende atto proprio delle novità normative. La convenzione del 12 agosto 2016, oltre a contenere le funzioni e le modalità di evolversi delle procedure di gara, ha previsto la costituzione di un comitato tecnico composto dal segretario generale della Regione, dal dirigente della struttura regionale dei contratti, dal segretario generale del Comune di Aosta, da due rappresentanti del CPEL, dal direttore dell’INVA, da un rappresentante dell’USL e da un rappresentante dell’Assessorato alla sanità. Questo Comitato si occupa di programmazione e di verifica delle attività della CUC e noi riteniamo che sia un valido strumento. Per questo il nostro voto sarà di astensione, ma garantiamo l’attenzione della Regione alla tutela dei diritti dei lavoratori nei percorsi che si avvieranno prossimamente.»Per il Capogruppo di Alpe, Albert Chatrian, «i Comuni devono avere la loro totale autonomia nella gestione, ma in casi come questi, dove sono in gioco la qualità dei servizi e le tutele dei lavoratori, è importante invitare i Comuni a sospendere i bandi nell’attesa di siglare il protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali. Spiace che la maggioranza si astenga su questa mozione. Noi siamo molto preoccupati dal lavoro della CUC perché fino ad ora non ha garantito né le imprese locali né i lavoratori. Non nascondiamoci dietro allo Stato centralista e cattivo, perché nel caso del Comune di Aosta le sue regole avrebbero permesso di creare un appalto giusto.»Il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ha aggiunto: «Non solo riteniamo che i contenuti della mozione siano validi per ciò che riguarda l’attenzione alle imprese, ma li abbiamo fatti nostri. L’obiettivo politico è quello di intavolare un confronto che porti a decisioni concrete per non arrivare a situazioni come quella per esempio rispetto al servizio di pulizie: non possiamo più permetterci di disperdere risorse e non sfruttare tutte le possibilità offerte della norma e soprattutto non far ricadere sulla pelle dei lavoratori scelte sbagliate. Lungi da noi voler respingere questa mozione, ma vogliamo portare gli esiti di queste discussioni all’interno della convenzione. Possiamo lavorare tutti insieme, al di là delle appartenenze partitiche, per migliorare il sistema di messa in gara.»Per il Consigliere Roberto Cognetta (M5S), «non c’è nessuna fretta: possiamo tranquillamente parlare della questione con tutta calma, mentre ci sono persone che non riescono nemmeno a mangiare. La soluzione è non costringere le persone alla povertà: è inutile discutere e perdere tempo ulteriore. È assurdo sollecitarci a ritirare questa mozione, con cui chiediamo di garantire uno stipendio misero. La maggioranza non deve astenersi, ma votare e cercare di riparare l’errore commesso. Altrimenti prendete in giro questi lavoratori.»Il Consigliere Gerandin si è detto amareggiato e deluso: «Non capiamo perché non vi sia la volontà di produrre un cambiamento. Il Comitato tecnico riferito dall’Assessore è composto da dirigenti, ma non è politico: secondo noi è la politica che deve scrivere le regole sotto le quali non si deve scendere per tutelare i lavoratori, le imprese e la qualità dei servizi, non un comitato tecnico.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha aggiunto: «Dobbiamo provare a ragionare sul futuro e su come vogliamo attrezzarci per fare i bandi. Il problema è oggi quello di vedere se c’è la possibilità di “spacchettare” gli appalti in modo che anche le imprese medio-piccole possano partecipare. È un meccanismo che stiamo cercando di portare avanti, anche con i Comuni. Ci asteniamo perché noi come Governo regionale, con la parte tecnica, stiamo lavorando a questo. Non c’è bisogno di creare un tavolo nuovo, perché ne esistono già per fare questo e per creare un coordinamento.»I lavori riprendono giovedì 22 settembre, alle ore 9.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato / aggiornato il 21/09/2016 alle 12:00
Categoria: Salute