Certan a UV: se vi schierate per il no, facciamo campagna referendaria insieme
Foto Consiglio Valle Il consigliere regionale Chantal Certan ha dedicato alcune riflessioni al referendum che, il 4 dicembre, chiederà agli Italiani di approvare o respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento.
“Pur non condividendo quasi nulla di quanto l’Union Valdôtaine sta facendo a livello di amministrazione regionale e politico – scrive in una nota -, sono convinta che sarebbe opportuno fare una campagna elettorale per il NO al referendum sulla Riforma costituzionale insieme, qualora si pronunciasse per il no. Credo che il tentennamento nel prendere posizione abbia un senso e rilancio quindi la proposta che feci in occasione delle elezioni europee, proposta che fu bellamente ignorata da tutti, ma che poi in questi anni è stata ripresa da tutti. I Movimenti soi-disant autonomisti e la Valle d’Aosta, dovrebbero andare compatti e non ubbidire a ordini di partito. Siamo ancora in tempo!”.E poi prosegue: “L’Autonomia valdostana ha origini diverse da posizioni amministrative e gestionali del potere, credo che queste ragioni debbano essere prese in considerazione. Nella serata organizzata dal gruppo consiliare di Saint-Christophe è stato detto chiaramente, anche dal rappresentante che avrebbe dovuto difendere il sì, che non bisogna raccontare bugie ai cittadini: ha detto che questa riforma NON ridurrà i costi della politica e che molte cose dipenderanno dall’avere una maggioranza “‘disciplinata’, cioè servente al Governo, dopo le elezioni ha quindi confermato che tutto potrebbe rimanere come adesso. Ha però detto una cosa chiara: che questa riforma rimette al centro il territorio italiano, accentrando, e non i territori perché di territorio ne esiste uno solo. Ecco è proprio su questo principio ad esempio che ritengo esserci grandi differenze: il territorio valdostano per me è composto da tante realtà territoriali diverse che rendono unico il nostro territorio. E, nello stesso modo il territorio italiano senza tutti i territori, ‘autonomi’ e no, non avrebbe lo stesso valore: sono le differenze, le peculiarità, le caratteristiche, di un territorio che lo rendono unico e interessante; che cosa sarebbe una regione, un comune, uno stato senza le varie sfumature linguistiche identitarie culturali storiche e territoriali?”.Tutto ciò premesso, Certan lancia dunque un appello, che è anche ai suoi colleghi di partito: “Siccome facciamo politica e la Politica dovrebbe essere una cosa seria, credo che dovremmo prendere seriamente in considerazione, come movimento politico autonomista ALPE l’idea che solo compattandoci, riguardo al REFERENDUM, attorno ai principi di Autonomia, di indipendenza finanziaria e decisionale riguardo almeno alle competenze attuali, riusciremo davvero a fare il bene delle future generazioni dei nostri Territori e della nostra Regione. Altrimenti sarà la fine dell’Autonomia e lo sappiamo tutti che la supposta Intesa è una chimera, che nessuno ha voglia di dettagliare, nessuno sa che cosa si scriverà, nessuno ha voglia di scriverla! Ognuno si prenderà le proprie responsabilità e farà subirle ai Valdostani”.
Pubblicato / aggiornato
il 21/10/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute