Al via la campagna di vaccinazione antinfluenzale
Inizierà giovedì 3 novembre, su tutto il territorio della Valle d’Aosta, la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2016/2017.
“La campagna ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione su un tema che attualmente è estremamente dibattuto”, ha precisato Laurent Viérin, assessore regionale alla Sanità e alla Salute, “anche alla luce del calo di vaccinazioni riscontrato sia a livello regionale sia a livello nazionale. In Valle d’Aosta, tra 2011 e 2012, il 56,2 % degli over 65 si è vaccinato, mentre tra 2015 e 2016 solo il 42%. La nostra Regione investirà 300mila Euro, per un totale di 18mila dosi di vaccino”.Obiettivo primario della campagna, che proseguirà fino al 31 dicembre, è di somministrare il vaccino che protegge dai ceppi di virus circolanti nella nuova stagione invernale.“La vaccinazione, e non solo quella antinfluenzale, è importantissima”, ha spiegato Massimo Veglio, direttore generale dell’azienda Usl VdA, “che insieme all’acqua potabile garantisce il mantenimento dello stato di salute della popolazione e diminuisce la probabilità di complicanze mortali per i soggetti a rischio”.I soggetti a rischio, ai quali si consiglia il vaccino contro l’influenza, sono: persone con più di 65 anni di età; persone sopra ai 6 mesi d’età affette da malattie croniche dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, da diabete melato e altre malattie metaboliche, malattie renali e insufficienza renale, malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, tumori, malattie che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale, patologie per le quali sono stati programmati importanti interventi chirurgici, patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano al secondo e terzo mese di gravidanza; persone ricoverate in strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; famigliari e contatti di soggetti ad alto rischio; addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (forze di polizia, forze armate, vigili del fuoco, personale della protezione civile, addetti poste e telecomunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza, case di riposo, personale asili nido, insegnanti); persone a contatto, per lavoro, con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, macellai, veterinari).Tali soggetti avranno diritto alla vaccinazione gratuita, che sarà effettuata dai medici di famiglia, dai pediatri di libera scelta e dai medici del servizio di Igiene e sanità pubblica.“Le persone a rischio potranno contemporaneamente vaccinarsi contro il pneumococco, vaccino che non necessita di richiami e permette di difendersi dalla polmonite batterica per tutta la vita”, ha affermato Marina Verardo, direttore della struttura di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione. “È di estrema importanza che a vaccinarsi contro l’influenza siano anche le persone sane”, ha proseguito Verardo, “evitando la circolazione del virus e il contagio dei soggetti deboli”.“L’anno scorso l’epidemia influenzale è stata più blanda ed è arrivata più tardi del solito”, ha spiegato Roberto Rosset, presidente dell’Ordine dei medici della Valle d’Aosta, “tuttavia il calo di vaccinazioni, incentivato dalla notizia della contaminazione di alcuni campioni, ha comportato nel gennaio 2016 un aumento di morti per complicanze da influenza dell’11,4%, dato che non si registrava dal 1943, durante la Seconda Guerra mondiale”.“A luglio la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, basandosi su dati statistici, ha approvato un documento sui vaccini, che prevede una maggiore severità nei confronti di quei medici che non informino adeguatamente i loro pazienti, sottraendosi al loro dovere, spiegando effetti collaterali e vantaggi e consigliando la migliore pratica da adottare caso per caso. L’efficacia e la sicurezza dei vaccini è comprovata dalla scienza medica”, ha concluso Rosset.
Pubblicato / aggiornato
il 26/10/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute