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Una mozione approva la revoca del bando anziani del Comune di Aosta

Una mozione approva la revoca del bando anziani del Comune di Aosta

Foto di Gianfranco Zanata

Alla ripresa pomeridiana dei lavori del Consiglio comunale di Aosta, mercoledì 26 ottobre, è intervenuto per primo il sindaco Fulvio Centoz. Ha voluto precisare che la maggioranza tutta ha presentato la proposta di emendamento mirante a rinviare la discussione sulla revoca nell’attesa che arrivi il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione. Ha poi sottolineato che la richiesta di parere all’Anac è considerata vincolante e già ora sospende la procedura di gara.

Andrea Manfrin, Lega Nord, ha annunciato (a nome dei gruppi di opposizione) che l’emendamento proposto dalla maggioranza non è accoglibile se non in minima parte. Ha definito la richiesta di parere all’Anac un documento al limite dello scandalo poiché le domande sono state poste in maniera da indirizzare la risposta al diniego rispetto al ritiro del bando. “Noi miriamo alla tutela della qualità del servizio (e questo è ciò che riteniamo interesse pubblico)”, ha asserito e quindi ha annunciato di voler modificare solo la prima impegnativa della mozione, finalizzandola “ad adottare ogni atto utile a revoca il bando di gara in oggetto”.  Il bando deve essere ritirato a prescindere dal parere dell’Anac, che la minoranza non ritiene vincolante. Centoz ha dunque chiesto una sospensione per consentire alla maggioranza di confrontarsi sul al proposta. La minoranza ha provato a fare leva sugli appartenenti alla maggioranza che a loro volta non condividevano il tentativo di rinvio della decisione sulla revoca, oltretutto attribuendo valore vincolante al parere di Anac. E ha funzionato, poiché, alla ripresa dei lavori, per la maggioranza ha preso la parola il consigliere unionista Vincenzo Caminiti: “il gruppo UV, come ha già dimostrato, continua a essere fortemente convinto che il bando vada ritirato” ha detto, ma ha chiesto che sull’impegnativa fosse scritto “ad adottare ogni atto utile e legittimo a revocare il bando di gara”, mantenendo peraltro inalterata ogni altra parte della mozione originaria. Ha concluso chiedendo di superare ogni fase di discussione e andare direttamente al voto. Manfrin ha accolto la modifica dell’impegnativa come proposto. Fulvio Centoz ha annunciato che gli sarebbe stato impossibile votare questa mozione perché non vuole tenere conto del parere di Anac. “Ritengo il parere vincolante – ha detto – nonché indispensabile disporre di una diversa base economia per poter rivedere la situazione”. Étienne Andrione ha messo in evidenza di non voler prendere ordini dall’Union valdôtaine né votare alla cieca le proposte unioniste. Antonino Malacrinò, capogruppo di Pd-Psi, ha affermato che la mediazione condotta martedì sera con Union Valdotaine è stata stravolta il mattino successivo. Ha quindi dato lettura del testo di emendamento proposto durante la sessione mattutina dei lavori consiliari, ancora non proposto al pubblico. Gianpaolo Fedi, di Alpe, ha chiesto ai colleghi di maggioranza se avessero effettivamente letto la richiesta di parere formulata all’Anac. Ha sostenuto che, in realtà, è un parere di legittimità su quello che hanno fatto gli uffici e la costruzione porta a dire che l’iter seguito è corretto e quindi non si può procedere alla revoca. Andrea Manfrin ha ripreso la parola si è detto felice cheìe il Pd si fosse finalmente su questo argomento. Ha quindi sottolineato le incongruenze fra il bando e la sua delibera ispiratrice. “Noi non vogliamo una mozione che la maggioranza non possa far finta che sia stata approvata”, ha concluso. Loris Sartore, capogruppo di Alpe, ha ricordato che la prima proposta della maggioranza non poteva essere approvata poiché stravolgeva le premesse della mozione che, invece, hanno pregnanza e significato. Ha rivendicato l’autonomia decisionale del Consiglio rispetto ai tentativi di intromissione da parte di Palazzo regionale, poiché la stessa dirigente Careri ha confermato che da lì è arrivata la delibera di revoca del bando, con le relative motivazioni. Ma per revocare il bando e per procedere nuovamente, servono più soldi, ha ricordato, se no non si garantirebbero né la qualità del servizio né i livelli occupazionali. “Quindi la revoca del bando deve essere una scelta politica, non tecnica”, ha concluso. Patrizia Pradelli ha proposto che il sindaco formulasse domanda formale al Presidente della Regione di un aumento dei fondi a disposizione del Comune, vista l’annunciata disponibilità di Rollandin in tal senso. Nicoletta Spelgatti ha precisato che, in futuro, tanti altri temi potranno essere presi dalla richiesta di parere all’Anac rispetto alle dinamiche in atto nel Comune di Aosta. Carola Carpinello si è detta non d’accordo che l’Uv cerchi di salvare la propria figuraccia sulla pelle della minoranza. Luca Lotto, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha messo l’accento sul fatto che è stata Piazza Deffeyes a sostenere che questo bando non fa gli interessi del cittadino. Quindi ha ricordato di aver preconizzato una piazza Chanoux succube di Piazza Deffeyes già in campagna elettorale. Il sindaco Centoz ha ricordato che la differenza si 1,3 milioni di euro fra la situazione attuale e quella prospettata dal bando è stata coperta limitando il servizio di prossimità, le sostituzioni e le ore del servizio di assistenza domiciliare (peraltro inserendo non le 7.700 ore massime mensili attualmente disponibili bensì le poco più di 6mila ore effettivamente utilizzate). L’indirizzo politico era partito dall’assessore competente, ha ricordato il sindaco, ma poi c’è stato un cambio di prospettiva. “Se l’intento è salvaguardare i livelli occupazionali, non sarà fattibile con la revoca ma solo con nuove risorse che consentano l’aumento di minutaggi e di personale” ha detto. Il bando attuale non comporterà una perdita di qualità, ha sostenuto Centoz, poiché gli standard contenuti sono quelli previsti dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. La garanzia del rispetto del servizio rispetto a eccessivi ribassi verrebbe, in sede di procedura di assegnazione, dalla verifica delle offerte eventualmente anomale. Centoz ha sostenuto di volersi attenere al parere Anac e si è detto disposto ad annullare il bando solo se ci sono le premesse giuridiche ed economiche. Étienne Andrione ha ripreso la parola per dire che non era felice come i suoi colleghi di minoranza di votare la revoca con UV, mentre lui avrebbe inserito in questa impegnativa più denaro e più trasparenza. Cristina Galassi, consigliere UV, si è detta dispiaciuta della situazione venutasi a creare. La decisione è stata presa tardi, ha detto, ma è stata conseguente alla situazione progressivamente venutasi a creare, che ha portato a una diversa valutazione dei contenuti del bando. E ciò è avvenuto in piazza Chanoux, ha precisato, non altrove. Il bando deve incentivare i concorrenti a elevare gli standard qualitativi e, invece, questo non lo fa, ha sostenuto Galassi. Da qui l’adesione all’iniziativa di revoca per pubblico interesse. In relazione alla richiesta di parere all’Anac, ha dubitato che fosse stata formulata per garantire gli interessi dei cittadini. Anche Malacrinò ha ripreso la parola per ricordare che nella mozione, come proposta, non c’era riferimento alcuno al reperimento di nuove risorse. “Non aspettate la mozione successiva, per chiederlo: chiedetelo ora modificando l’impegnativa”, ha suggerito all’opposizione. La sua proposta di ulteriore emendamento è però stata respinta dai proponenti della mozione. Luca Girasole, capogruppo di Stella alpina ha voluto dare la sua lettura sulla vicenda, dichiarando la mozione mistificante rispetto alla realtà nonché strumentale. Secondo lui il bando ha rigorosamente rispettato le indicazioni della delibera di Giunta, valorizzando la qualità dell’offerta a discapito del risparmio. Il parere legale di Saracco ha affermato che il bando si può revocare a non annullare, perché assolutamente legittimo. I soldi sono il vero problema, ha detto Girasole, e il bando può essere migliorato solo incrementando le risorse. La revoca, oltretutto, comporterà la proroga del servizio esistente e le risorse necessarie non ci sono, oltre a poter ingenerare contenziosi legali da parte delle ditte partecipanti. Si faccia attenzione, ha ammonito, a una revoca illegittima e foriera di conseguenze negative per il Comune. Andrione ha chiesto se i colleghi di maggioranza sarebbero stati disposti a emendare l’impegnativa legando la revoca all’aumento dei finanziamenti. Ma la sua proposta è stata cassata dai suoi colleghi di minoranza, a questo punto ansiosi di arrivare al voto. Centoz e Marzi hanno annunciato l’astensione dei loro movimenti. L’assessore Carlo Marzi ha avvertito che questa mozione non teneva conto dei fatti perché non parlava di risorse aggiuntive né di come risolvere la situazione se la gara non sarà completata entro il 31 dicembre 2016. Voterò la mozione, ha annunciato Andrione, ma come opposizione abbiamo perso una colossale occasione di migliorare veramente le cose. La vittoria andrà a Union Valdotaine. Dopo due votazioni (la prima era avvenuta senza prima rileggere l’auto emendamento) i sì sono stati 17 (rispetto ai 19 potenziali, poiché erano assenti il capogruppo UV Josette Borre per maternità e il vicesindaco Antonella Marcoz per malattia) e 10 gli astenuti. L’assessore Andrea Edoardo Paron ha chiesto che il verbale della seduta e il testo della mozione siano tempestivamente inviati ad Anac.   I commenti del sindaco Centoz e dell’assessore Paron sono registrati nel video linciato all’articolo.

Pubblicato / aggiornato il 26/10/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute