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Centoz risponde al Comitato del No sui senatori

Centoz risponde al Comitato del No sui senatori

Arriva da Facebook la risposta di Fulvio Centoz al Comitato del No che, prendendo spunto da una dichiarazione del senatore Anna Finocchiaro, ha lanciato l’allarme sulla possibile impossibilità, per le Regioni a Statuto speciale, di essere rappresentate nel Senato post riforma.

Scrive il primo cittadino di Aosta: “Verissimo che le incompatibilità da norma statutaria hanno rango costituzionale, ma chi ha studiato il primo anno di diritto pubblico sa che le fonti si ordinano gerarchicamente, e – a parità di livello gerarchico – cronologicamente: dunque la norma costituzionale successiva abroga quella precedente incompatibile. Come se non bastasse è stato anche modificato l’art. 122 per appunto corregere la vecchia incompatibilità ‘ad una delle Camere del Parlamento’ in ‘alla Camera dei deputati’. Infine, è ben vero che la norma appena citata non si applica alle speciali: in virtù dell’art. 39.13 riforma: ma appunto l’art. 39.13 riforma espressamente dice che – in attesa degli statuti nuovi speciali – NON SI APPLICA il capo IV della legge di revisione: che riguarda il famoso Titolo V°: il resto della riforma (tutto il resto) si applica; incluso l’art. 57 sulla elezione fra consiglieri da consiglieri etc. Dunque: preoccupazione inutile. Né c’è da fare altro. La dichiarazione della Senatrice Finocchiaro va correttamente letta nel senso: quando si rivedranno previa intesa gli statuti speciali si toglierà questo ormai abrogato (non formalmente per ora) disposto superato dalla riforma. Vale anche l’argomento a contrario: se per espressa disposizione il Titolo V non si applica alle speciali, allora tutto il resto si applica. Il NO ha comunque una doppia faccia. In Valle D’Aosta dicono che la riforma può essere il grimaldello per rivedere al ribasso lo statuto; nelle regioni ordinarie invece il cavallo di battaglia è che la riforma non tocca i poteri delle speciali (il che vorrebbe dire che se la riforma la facessero loro, se la logica ha ancora un senso, la prima cosa che farebbero sarebbe diminuirne l’autonomia)”.

Pubblicato / aggiornato il 05/11/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute