I lavori consiliari nel pomeriggio di martedì 8 novembre
I gruppi ALPE e Misto, con un’interpellanza posta nella seduta consiliare dell’8 novembre, sono tornati sul Piano di sviluppo rurale 2014/2020, in particolare le misure di sostegno agli investimenti.
Ribadito un diffuso malumore, percepibile nell’ambiente degli agricoltori, anche dovuto alla complessità delle procedure, i Consiglieri hanno chiesto al Governo regionale di fare il punto della situazione sulla misura “Investimenti in aziende agricole” (numero domande presentate e ammesse, tipologie di azienda e di investimento prevalenti, tipologie penalizzate, ammontare del fabbisogno finanziario) e se si intendono porre in atto dei correttivi prima della riapertura dei termini del prossimo bando per rendere più agevole l’accesso al sostegno. In particolare, il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha sottolineato che i criteri di ammissibilità e di selezione si sono rivelati penalizzanti per accedere alla misura in questione: gli investimenti richiesti sono gravosi e la percentuale di aiuto fissata al 35% è bassa, tenendo conto che avrebbe potuto essere alzata al 40%. Per Chatrian sono soglie minime troppo alte, ma la politica di questa maggioranza è stata sorda e non è venuta incontro agli agricoltori. L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali ha riferito che sono state presentate 81 domande, tutte risultate ricevibili; l’ammissibilità al sostegno sarà determinata nel proseguo dell’istruttoria. In merito alle tipologie di aziende, 60 sono operanti nel settore zootecnico, 11 nel vinicolo, 6 nell’orticolo e 4 in quello frutticolo. A seguito di una prima analisi delle domande, l’Assessore le ha così ripartite, tenendo conto dell’intervento prevalente: 48 domande per acquisto di attrezzature, 24 per investimenti su fabbricati rurali, 6 per l’impianto di colture poliennali, 2 per la sistemazione agraria di terreni, 1 per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Le condizioni di ammissibilità, ha precisato l’Assessore Testolin, non penalizzano nessuna azienda, ma definiscono parametri di priorità, che coincidono con le caratteristiche dei settori che risultano più deboli e vanno maggiormente sostenuti. In attesa del completamento delle istruttorie, l’Assessore ha comunicato che al momento l’ammontare totale delle richieste di contributo è pari a circa 4 milioni 730 mila euro; le disponibilità previste dal bando sono quindi in grado di soddisfare tutte le richieste. In merito ai correttivi, l’Assessore Testolin ha spiegato che sono al momento oggetto di confronto con la Commissione europea e che si riferiscono a rendere ammissibili gli interventi nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli abbassando dal 60% al 50% la percentuale di provenienza della materia prima dall’azienda del beneficiario; a prevedere l’ammissibilità per gli impianti destinati alla produzione di energia da impianti di biogas o altre biomasse; a prevedere l’ammissibilità dell’acquisto di fabbricati rurali con condizioni più favorevoli rispetto alle attuali. L’Assessore Testolin ha anche precisato che la scelta iniziale di continuare a garantire un peso importante alle misure a superficie ha di fatto limitato le risorse per quelle a investimento; pertanto, in modo da poter comunque agevolare un numero maggiore di agricoltori, si è reso necessario contenere le percentuali di aiuto. È un aspetto modificabile, ha detto, ma è da valutare in corso d’opera, in modo da poter correttamente individuare le risorse da implementare. Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, nella replica, ha sostenuto la necessità di creare le condizioni per modificare in meglio le misure, premiando maggiormente le aziende virtuose all’interno dei paletti imposti dalla Commissione europea. Non si è riusciti a stimolare gli imprenditori, ha evidenziato Chatrian; le cose non hanno funzionato, questo bando è stato un flop, ma bisogna studiare nuove soluzioni. Il Capogruppo Chatrian ha anche rappresentato la totale rassegnazione dell’Assessore; tutto questo dimostra sempre di più l’abbandono del settore da parte di questa maggioranza. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha aggiunto che sono mancate la competitività e la voglia di partecipare. Errare è umano ma perseverare è diabolico: 81 domande ammesse sono un flop clamoroso, non è di certo ciò che si aspettava il mondo agricolo. Per Gerandin, sono state copiate pedestremente le regole da Agea, che vanno assolutamente riviste. È il momento di cambiare rotta. La fruibilità dell’area ex Tecdis in Comune di Châtillon è stato l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente da ALPE e dal Gruppo Misto. Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, nell’illustrazione, ha richiamato l’importanza del sito e ha voluto sapere quali siano le soluzioni che si prospettano ad oggi in ordine alla fruibilità dell’Area ex Tecdis e le valutazioni dell’Amministrazione regionale in merito. L’Assessore alle attività produttive ha evidenziato che si è cercato, come per altre aree di grande criticità, di attirare l’attenzione che non fosse solo mediatica, ma dei soggetti imprenditoriali. Ci è stato chiesto, ha detto Donzel, di poter visitare il sito e il 26 maggio 2016 abbiamo ricevuto da parte di un imprenditore una richiesta di un interessamento, cui è seguita un’ulteriore visita ispettiva. Ad oggi, ha comunicato l’Assessore, l’imprenditore ha chiesto all’Amministrazione regionale il tempo necessario per elaborare un business plan che vada nell’ottica di riutilizzare una parte significativa della struttura. La proposta, ha osservato Donzel, è quella di sviluppare una possibilità di ricreare un sito produttivo che sviluppi le innovazioni dell’impresa 4.0 e della fabbrica intelligente. Entro fine anno, ha ipotizzato l’Assessore, dovrebbe essere pronto il business plan che sarà da valutare con tutta la delicatezza necessaria; occorre capire, ha precisato Donzel, se ci vorrà un intervento diretto da parte VdA Structure o ci si potrà limitare ad un intervento finanziario con Finaosta tramite l’accensione di un mutuo. L’Assessore Donzel ha sottolineato che ci si trova di fronte a una concreta possibilità di rilancio del sito. Il Capogruppo di ALPE Chatrian, tenuto conto delle difficoltà della comunità di Chatillon e dei paesi limitrofi, ha auspicato che si creino davvero le condizioni per nuove possibilità e nuovi posti di lavoro. Il Capogruppo ha assicurato di continuare a seguire con interesse il prosieguo della questione. Il Consigliere Elso Gerandin (GM) ha ricordato che già in passato si sono illuse le persone. Ora c’è una speranza, e per Gerandin è quella di tutti i cittadini, perché è un peccato che un patrimonio di valore non sia sfruttato e servono risultati concreti. In questo momento di crisi è importante dare nuove prospettive, facendo sinergia. La riorganizzazione del settore turistico è stato il tema di un’interpellanza presentata dal gruppo ALPE. Richiamate le precedenti iniziative sull’argomento, in particolare l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del 2 dicembre 2015, il Consigliere Patrizia Morelli ha espresso rammarico perché, nonostante l’ampio lasso di tempo trascorso, nessun atto è stato prodotto, ad eccezione della deliberazione della Giunta regionale con cui è stata approvata la realizzazione del marchio “ombrello” della Regione. Ribadendo che la Valle d’Aosta necessita di un modello di organizzazione del settore turistico più efficace, il Consigliere ha quindi chiesto le ragioni per cui non si sia ancora dato corso a un’iniziativa condivisa unanimemente da tutti i gruppi politici; se la volontà della maggioranza sia confermata o se, nel frattempo, siano maturate nuove valutazioni tali da compromettere la riorganizzazione del sistema. L’Assessore al turismo ha ribadito che l’impegno assunto aveva una tempistica di sei mesi, ma ha rimarcato che l’attività è tutt’altro che abbandonata, ma è sicuramente più complessa e difficile rispetto a quanto è stato previsto. In effetti, ha spiegato Marguerettaz, la complessità di riorganizzare dal punto di vista amministrativo e gestionale le attività svolte nel settore turistico è palese. Se da un lato i lavori si protraggono, dall’altra l’Assessore ha voluto precisare che la gran parte delle iniziative è frutto di una condivisione fra Assessorati: non sono casuali le presentazioni che investono più dipartimenti e strutture regionali. E questo, secondo Marguerettaz, sta ad indicare che quell’impegno è attuale. L’Assessore ha poi annunciato che si cerca di elaborare una bozza prima della fine dell’anno, ma il calendario è fitto; in caso contrario, per i primi mesi del 2017 ci sarà un testo da presentare in Commissione, in modo da condividerlo prima di procedere con atti deliberativi. Il Consigliere Morelli si è detta delusa dalla risposta e ha evidenziato che si tratta di un fatto grave: un’intera Legislatura senza riuscire ad approdare almeno ad una bozza, per di più su di un tema condiviso da tutti i gruppi. Il coordinamento tra gli Assessorati è il minimo, serve ben altro per veicolare un’immagine efficace della Valle d’Aosta. Dal punto di vista della promozione, la Consigliera ha confermato che è necessario che ci sia un soggetto terzo che abbia una visione più ampia. Per Morelli, resta forte il sospetto che non ci sia in realtà la volontà di andare a sottrarre visibilità ai singoli Assessorati, visto che ci si sta avvicinando alle elezioni. Eppure, ha concluso, si sta parlando di un progetto davvero importante per la Valle d’Aosta; tanto per cambiare, arriviamo ultimi. Il Consiglio Valle ha discusso tre risoluzioni, di cui due presentate dai Capigruppo dell’UVP, UV, PD-SVdA, SA e dall’Assessore all’agricoltura e una dai gruppi di opposizione ALPE, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto, sul tema del pagamento delle misure a superficie (ex verde agricolo) relative al 2015 e dell’accesso alla Riserva nazionale zone montane (DAR) sull’attribuzione dei titoli della Politica agricola comune (PAC) Domanda unica 2015. Le due risoluzioni della maggioranza sono state approvate con 27 voti favorevoli (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 7 astensioni (ALPE, M5S, GM): la prima chiede al Governo regionale di farsi interprete, nei confronti del Ministro delle politiche agricole, della preoccupazione e del disappunto del Consiglio Valle in merito al grave ritardo nei pagamenti del Piano di sviluppo rurale Valle d’Aosta e affinché intervenga con forza presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura-AGEA al fine di risolvere le problematiche tecniche e la corresponsione di tutte le misure a superficie 2015 per PSR VDA 2014-2020 entro il prossimo 30 novembre; la seconda impegna il Governo regionale a richiedere un incontro urgente al Ministro delle politiche agricole al fine di illustrare la questione e condividere le azioni da intraprendere con assoluta tempestività per riuscire a garantire a tutti gli agricoltori valdostani l’accesso per l’anno 2015 alla Riserva nazionale DAR. È stata invece respinta con 25 astensioni (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 7 voti favorevoli (ALPE, M5S e GM) la risoluzione presentata dalle forze di opposizione. Il provvedimento intendeva impegnare il Governo regionale per garantire i pagamenti dell’annualità 2015 entro il 31 dicembre 2016; in merito alle misure derivanti dalla PAC, l’impegno era di consentire l’accesso alla DAR a tutte le aziende valdostane aventi diritto e provvedere a riequilibrare gli incentivi del 2015, compensandoli per gli anni a venire. Illustrando le risoluzioni della maggioranza, l’Assessore all’agricoltura e risorse naturali ha specificato che la posizione della Valle d’Aosta rispetto a queste problematiche avrebbe potuto essere espressa da tutto il Consiglio Valle con maggiore incisività e rafforzata presso le sedi opportune, sia tecniche sia politiche, per accelerare questioni purtroppo ferme da un punto di vista tecnico. L’obiettivo delle risoluzioni è quello di presentarsi ai vari interlocutori con tutte le carte in regola per sollecitare spettanze che ci sono dovute. Se questo non avvenisse, l’intenzione del Governo regionale è di trovare una soluzione alternativa in tempi brevi. Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha ribattuto che non è possibile votare risoluzioni che non corrispondono ad impegni concreti; peraltro, le azioni messe in campo sinora dall’Amministrazione regionale si sono rivelate dei fallimenti e l’Assessore ha sempre comunicato scadenze immancabilmente disattese. Con le buone intenzioni non si va da nessuna parte, ha osservato Chatrian, e oggi non si aggiunge nulla alle già forti criticità, non si pongono punti fermi. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha evidenziato che la Valle d’Aosta non è fatta di figli e figliastri, tutti hanno pari dignità, non ci devono essere caste né gruppi privilegiati; per questo, ha chiesto all’Assessore Testolin di garantire equità a tutti gli agricoltori. Il Presidente della Regione ha evidenziato due aspetti: il primo è che il testo delle due risoluzioni è stato elaborato quindici giorni fa e discusso solo ora; il secondo riguarda il pagamento delle misure che avrebbero dovuto avere una tempistica calendarizzata. In merito, il Presidente Rollandin ha detto che l’Amministrazione regionale non è stata in grado di vendere ciò che si è cercato di rappresentare, perché non si è capito il lavoro svolto in favore degli agricoltori. Non è vero, ha detto, che si trovano le risorse finanziarie per il Casinò e non per gli agricoltori. Non sono ragionamenti e affermazioni corrette: le somme per la Casa da gioco vengono soltanto restituite alla società Casinò spa, che le ha anticipate nella fase dei lavori di riammodernamento: si parla infatti di ristoro delle somme. La questione non è per nulla facile in agricoltura e, ha ribadito Rollandin, ne siamo consapevoli, ma non significa che la Regione non sia sensibile al tema e non stia operando per aiutare il settore. Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha annunciato il proprio voto di astensione e ha affermato che la maggioranza compie operazioni al buio, poco trasparenti, come nel caso del Casinò. Le risoluzioni della maggioranza si limitano ad impegnare l’Assessore a fare il proprio lavoro. Illustrando invece la risoluzione dell’opposizione, il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, ricordando la costante attenzione del gruppo alle gravi difficoltà del settore, ha sottolineato l’urgenza di reperire risorse per il comparto, che permettano di sopperire ai ritardi nell’erogazione delle misure dovute agli agricoltori. Per il Capogruppo di ALPE il compito della politica è mettere in campo tutte le azioni possibili per sostenere l’agricoltura valdostana. D’altronde, la maggioranza ha trovato in un baleno più di 48 milioni di euro da assegnare al Casinò di Saint-Vincent. L’Assessore all’agricoltura nella replica ha spiegato che la risoluzione dei gruppi di opposizione riprende le intenzioni dell’Amministrazione regionale; in effetti, su queste tematiche ci sono sempre stati l’impegno e l’attenzione dovuti da parte di tutti gli interlocutori. Purtroppo, ha sottolineato Testolin, in questa partita non si può giocare in maniera autonoma. Un’azione collegiale può e deve spronare gli interlocutori romani a darci risposte concrete, che non siano sempre di rimando rispetto a dichiarazioni fornite in riunioni politiche o tavoli tecnici, ma siano risposte che si traducano in fatti, in erogazioni agli agricoltori. Le questioni della PAC e dell’ex verde agricolo, ha detto l’Assessore Testolin, differenziano nei referenti; il primo è istituzionale, al quale ci vogliamo indirizzare per verificare le possibilità per portare avanti il riconoscimento a tutti gli agricoltori aventi diritto l’accesso ai benefici alla DAR. È una problematica per cui l’Amministrazione regionale si è presa carico di portare avanti un’istanza che andasse nella direzione auspicata, vale a dire di proporre una revisione delle possibilità di riassegnare i fondi agli aventi diritto del 2015. Il fine è di interloquire a livello politico. I tempi sono sempre più stretti, e per questo ci si è già attivati. Riguardo invece alla dinamica dell’ex verde agricolo, l’Assessore Testolin ha riferito che occorre trovare una soluzione tecnica. Vogliamo farci rispettare, ha concluso, e lavorare insieme per mettere a disposizione del settore agricolo regionale tutte le forze per trovare una soluzione e riuscire a raggiungere il risultato dei pagamenti dovuti. Il Consigliere dell’UVP Alessandro Nogara ha evidenziato che per la PAC l’Amministrazione regionale deve fungere da intermediario per trovare una soluzione in favore degli agricoltori valdostani. In merito al verde agricolo, per Nogara ci sono state mancanze anche da parte dell’Amministrazione regionale, ma si può ancora lavorare, affinché AGEA accetti di acquisire i dati relativi all’anagrafe bovina direttamente dalla nostra regione. Ha poi auspicato che entro fine anno vengano effettuati i pagamenti e ha confermato l’impegno per poter eventualmente anticipare le somme dovute agli agricoltori in caso di ritardi nei pagamenti da parte di Agea. In effetti, ha aggiunto, l’astensione della maggioranza alla risoluzione è motivata da incertezze amministrative, ma non viene meno la volontà di risolvere i problemi. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha giudicato riduttive le proposte della maggioranza, ma ha concordato sulla volontà di dare compattezza all’azione comune. Ha comunque chiesto che gli impegni si traducano in fatti. Manca l’alternativa B, ha detto, ovvero che nel bilancio regionale ci sia la garanzia per l’anticipazione del pagamento di quanto dovuto entro la fine dell’anno. Il Capogruppo di Pour Notre Vallée Claudio Restano ha concordato sulla necessità di reperire risorse economiche per un settore economicamente malato. Il Consiglio regionale ha approvato con 27 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 7 contrari (ALPE, M5S, GM), l’assestamento del bilancio 2016 della Regione autonoma Valle d’Aosta e le modifiche di disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione 2016-2018. Per il Presidente della seconda Commissione, relatore del disegno di legge, l’assestamento 2016 è particolare, innanzitutto perché interviene a valle di una variazione di bilancio che è stata approvata dal Consiglio regionale la scorsa estate; inoltre, agisce oltre la metà dell’esercizio, perché nel corso del 2016 è stato necessario rideterminare il risultato di amministrazione dell’esercizio 2015, utilizzando le nuove regole contabili. Cambiando le regole contabili, ha aggiunto il Consigliere Leonardo La Torre, in particolare con l’introduzione del concetto della competenza finanziaria potenziata – che prevede che gli impegni contabili siano ripartiti negli anni sulla base di scadenza dell’obbligazione -, i saldi contabili del bilancio di chiusura al 31 dicembre 2015 non costituiscono più i saldi contabili per la riapertura al 1° gennaio 2016 e sono stati rideterminati con l’operazione di riaccertamento straordinario dei residui. Il risultato di amministrazione così determinato presenta un segno negativo per la dinamica di spostare in avanti i residui passivi e attivi. Per La Torre, il dato non risulta essere preoccupante, come confermato dagli uffici; pertanto, l’ammortamento del disavanzo, sull’annualità 2017, è stato assorbito senza bloccare la dinamica della spesa. Inoltre, il disavanzo è ammortizzato in 30 anni, con un effetto di 9.3 milioni per annualità. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha preso atto dell’operazione di trasparenza messa in atto dal Governo Renzi, che ha obbligato gli Enti locali a fare pulizia dei propri bilanci attraverso l’accertamento dei residui attivi e passivi, i quali sono stati per anni un salvadanaio cui attingere. Per Gerandin, l’approccio doveva essere diverso avendo maggiore attenzione preventiva, ma in questa fase c’è stata poca attenzione al passaggio dal patto di stabilità al pareggio di bilancio. Lasciano l’amaro in bocca i debiti fuori bilancio di 710 mila euro: alcuni sono frutto di sentenze, ma altri denotano mancanza di rispetto e di controllo e testimoniano che nella pubblica amministrazione si continua a fare quello che si vuole. Secondo Gerandin, le regole vanno rispettate anche per cifre minime e il Consiglio non può essere chiamato ogni tre mesi a riconoscere debiti fuori bilancio. Ha quindi sollecitato l’Assessore a utilizzare le risorse nel pieno rispetto delle regole. Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha sostenuto che la Regione per i prossimi 30 anni dovrà pagare 278 milioni di euro: come ripianare questo disavanzo che costerà 9 milioni all’anno? Per il Consigliere, il dato politico finale è che la responsabilità è alta perché non sono state utilizzate tutte le risorse quando c’erano e oggi lo Stato ci obbliga ad approvare questo documento che è tutto tecnico, ma dal quale discendono responsabilità politiche enormi. L’Assessore al bilancio e finanze ha ribadito che il riaccertamento dei residui attivi e passivi è un’operazione una tantum ed è stato un passaggio obbligato in vista dell’armonizzazione dei bilanci. Per l’Assessore Perron, il risultato di amministrazione che deriva dall’eliminazione dei residui migliora il risultato perché sono stati stralciati più residui passivi che attivi; inoltre, il disavanzo, che trova copertura in 30 anni e prevede quote costanti in 9 milioni di euro, non è dovuto al fatto che le spese sono maggiori delle entrate, anzi i crediti sono superiori ai debiti e quindi la fotografia della spesa non richiama una lettura negativa. Ha comunque precisato che l’Assessorato ha sollecitato tutti i servizi regionali ad un rigoroso controllo della spesa, al fine di avere una sana gestione e di non ripetere i disguidi che si sono verificati nel passato. Il sistema Valle d’Aosta, ha concluso Perron, nella sua complessità, anche nella dinamica della spesa, è stato efficace ed efficiente e ad oggi constatiamo di avere più crediti che debiti. Il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri, nell’annunciare il voto favorevole del proprio gruppo, si è augurato che questo nuovo modo di affrontare il bilancio sia più limpido negli anni futuri, visto che con questa operazione, profondamente tecnica, è stato sistemato tutto il retaggio degli esercizi precedenti. Ha preso atto di quanto affermato dall’Assessore, ossia che il debito di 9 milioni di euro si ridurrà man mano che lo Stato farà fronte ai propri impegni.A conclusione dei lavori, il Consiglio regionale ha respinto con 27 astensioni e 7 voti favorevoli una risoluzione, presentata congiuntamente da ALPE e M5S, in merito al servizio di pulizie degli uffici regionali.Il provvedimento chiedeva all’Assessore alle finanze di verificare che le società aggiudicatrici non avessero già superato la cifra di 6.000 euro di penali, ammontare che prevede che si possa esercitare la rescissione del capitolato d’appalto; qualora ciò sia avvenuto, di procedere in questo senso. La risoluzione chiedeva anche di relazionare alla Commissione competente: l’Assessore Perron ha comunque assunto l’impegno a relazionare approfonditamente sulla questione, non essendo ad oggi nella condizione di procedere ad una rescissione dei contratti.Il Consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta ha rappresentato le numerose segnalazioni di disservizi e mancanze pervenute dai diversi uffici, nonostante l’appalto sia in vigore da pochi mesi. I dipendenti, ha detto Cognetta, non hanno nemmeno il tempo materiale per effettuare tutte le pulizie che vengono loro richieste.Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha osservato che ad essere maggiormente colpito in questo appalto al ribasso è stato il personale delle ditte, che ha percepito in media poco più di 370 euro di stipendio: si deve passare dai proclami ai fatti, addivenendo alla risoluzione del contratto. Se in sei mesi si è arrivati a questo punto, il Consigliere si è chiesto come sarà possibile proseguire per cinque anni.Per il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian questa risoluzione rappresenta un’opportunità di uscire dall’impasse venutasi a creare con questo appalto che nega ogni dignità ai lavoratori.L’Assessore alle finanze ha precisato che ad oggi solo alcune ditte aggiudicatarie hanno superato la soglia delle penali. Tra le ditte ci sono forti differenze sulle tipologie di penali contestate e riconducibili alla mancata organizzazione riscontrata soprattutto nei primi mesi dell’avvio del servizio; poi il servizio è migliorato nel tempo, quello quotidiano è svolto regolarmente con saltuari disservizi che si cerca sempre di correggere. Permangono difficoltà per i servizi periodici, quali la pulizia dei vetri. L’Assessore Perron ha spiegato che la rescissione del contratto non è automatica, è una facoltà concessa all’Amministrazione regionale; è pertanto una decisione che va ponderata con la massima attenzione, soprattutto per non incorrere in altre problematiche legali che potrebbero avere risvolti ancora più negativi. L’Assessore Perron ha comunicato che si stanno comunque valutando puntualmente da un punto di vista sia tecnico che giuridico le varie conseguenze che potrebbero derivare dalla rescissione dei contratti e, nel contempo, si stanno studiando le procedure da mettere in atto. La tutela dei lavoratori resta una priorità, ha specificato l’Assessore Perron, assumendo l’impegno a relazionare approfonditamente in Commissione, non essendo ad oggi nella condizione di procedere ad una rescissione dei contratti.Il Consigliere Gerandin ha replicato che è sufficiente leggere gli articoli del contratto per provvedere alla rescissione. Altrimenti, si è chiesto, a cosa serve scrivere i capitolati? Per Gerandin, in una società civile non si possono accettare le condizioni cui devono sottostare questi lavoratori, bisogna assumersi l’impegno politico di procedere alla revoca.Il Consigliere Cognetta ha aggiunto che i lavoratori non sono dotati nemmeno delle attrezzature per pulire gli uffici e ha invitato l’Assessore a fissare una data per far terminare questo appalto.Il Consigliere Chatrian ha ribadito che nei confronti delle aziende che hanno sforato il limite delle penali si può procedere serenamente.Il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy si è detto concorde nell’assumere un impegno politico in favore di questi lavoratori ma non di tipo strettamente amministrativo e di richiedere nel brevissimo termine una relazione dell’Assessore in Commissione.
Pubblicato / aggiornato
il 09/11/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute