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Perron rimane ma con 8 franchi tiratori e il rifinanziamento del Casino deve andare in Commissione

Perron rimane ma con 8 franchi tiratori e il rifinanziamento del Casino deve andare in Commissione

Non era all’ordine del giorno dell’adunanza consiliare di martedì 8 e mercoledì 9 novembre, il bilancio per il 2017, ma è stato comunque protagonista.

Infatti, sin dalle comunicazioni, il capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha chiesto come mai in sede di approvazione del Documento economico-finanziario nessuna menzione fosse stata fatta in relazione ai 48 milioni di euro per il Casino de la Vallée e al collocamento in borsa di CVA. Nessuna risposta. Allora il consigliere Roberto Cognetta, del Movimento 5 Stelle, ha chiesto di poter ricevere copia della delibera di approvazione, ancora non trasmessa dalla Giunta ai consiglieri. L’assessore Ego Perron ha presto tempo, dicendo che erano in corso alcuni affinamenti e che la documentazione sarebbe stata consegnata entro il pomeriggio. Affinamenti? Hanno chiesto praticamente in coro Chatrian, Cognetta e Gerandin. Se il bilancio è stato approvato dalla Giunta tale è. Se ci sono modifiche, devono essere oggetto di un’ulteriore delibera. Perron ha allora spiegato di essersi espresso male: per affinamenti intendeva tempi di fotocopiatura del corposo documento. Chatrian ha proposto di accelerare la procedura inviando la documentazione via posta elettronica, visto che il bilancio era stato già presentato a tutti (giornalisti, sindacati, parti economiche) tranne che ai consiglieri. Per superare l’impasse, i lavori sono stati sospesi e si è riunita la conferenza dei capigruppo. Alla ripresa, i lavori sono proseguiti, ottenuta la garanzia che i documenti di bilancio sarebbero stati consegnati breve e gli allegati nel pomeriggio. Nella giornata di mercoledì, la questione è stata al centro di una serie di riunioni concitate, anche se talora sotto mentite spoglie. Infatti i lavori consiliari sono più volte stati interrotti per consentire lo svolgimento di riunioni di minoranza (una sola) e di maggioranza (impossibile quantificarle, fra plenarie, di singoli gruppi, formalmente finalizzate ad altro). Alla fine, la minoranza ha chiesto di iscrivere all’ordine del giorno una risoluzione che, censurando il comportamento elusivo e le dichiarazioni fuorvianti dell’assessore Ego Perron sino a mettere in dubbio la sua integrità personale e ad accusarlo di prendere in totale solitudine e in spregio della popolazione e dei consiglieri regionali – sia di maggioranza sia di opposizione – decisioni strategiche e fondamentali per il futuro della regione, intendeva invitarlo a “dare un segnale di rispetto verso i colleghi rassegnando le dimissioni dalla carica di assessore al bilancio”. Una proposta di risoluzione (l’ultima di una serie di proposte elaborate nel corso della giornata di mercoledì 9 novembre) anche da parte di Union valdôtaine progressiste, Stella alpina, Pour Notre Vallée e del consigliere La Torre, quindi non dall’Union valdôtaine né dal PD Sinistra valdostana. Le premesse erano simili: Perron aveva escluso l’eventualità di nuovi finanziamenti straordinari al Casino ma questa proposta di ristoro costi per 28,6 milioni ed estinzione mutuo per 20 è arrivata con la finanziaria a sorpresa, oltretutto in un momento in cui la casa da gioco continua a produrre risultati negativi. Diversa però la conclusione: una richiesta di impegno al presidente della Regione a produrre alla Commissione competente un dettagliato dossier sulla situazione finanziaria e gestionale della casa da gioco al fine di adottare decisioni oculate e adeguate che giustifichino l’attuale stesura della legge di bilancio o una sua modifica. All’illustrazione della risoluzione di minoranza ha fatto seguito l’intervento dell’assessore Perron. È tornato al dicembre 2008 per ricordare come, dopo l’acquisto del Billia e a fronte delle difficoltà del mercato, si decise d’investire. Si decise altresì di far mettere il denaro non alla proprietà bensì alla società di gestione, conferendole il patrimonio e consentendole così l’ottenimento dei finanziamenti necessari. Ciò ha avuto impatti finanziari pesanti sul risultato economico della società: 6 milioni annui di ammortamenti, 2,5 milioni annui di oneri finanziari. Il tutto si somma a 50 milioni di perdita, rispetto ai 26 che Casino avrebbe avuto senza tutto ciò e che sarebbe stata in grado di assorbire grazie alle riserve. Perron ha quindi ribadito la propria buona fede e il rispetto dell’assemblea. Ha infine ricordato che, 1970 al 2015, Casino ha versato nelle casse regionali 1,868 miliardi di euro. Ma qui non discutiamo di numeri e conti, gli ha risposto il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian: discutiamo di comportamenti e di impegni politici. E le valutazioni politiche ci portano a dire che il tentativo di rilancio della casa da gioco operato da Perron è stato un fallimento. Linearità e sincerità verso il Consiglio e verso le 700 famiglie dei lavorato del Casino sono state chieste da Elso Gérandin. Il presidente Augusto Rollandin ha affermato che la casa da gioco vanta inequivocabilmente questo credito di 28,6 milioni nei confronti della Regione. Questo e la decisione di collocare in borsa Cva non sono indirizzi politici e non vi era ragione di inserirli nel Defr. Nessuno ha voluto nascondere nulla, ha detto, anche se forse si sarebbe potuto essere più espliciti. Tutto ciò non inficia la fiducia nei confronti dell’assessore Perron, ha concluso, poiché ogni decisione è stata assunta collegialmente dalla Giunta. La votazione a scrutinio segreto ha portato a questo risultato: 15 voti favorevoli, 18 voti contrari, su 33 presenti. Quindi otto consiglieri di maggioranza non hanno rispettato l’indicazione di voto del presidente. La seconda risoluzione è stata illustrata da Claudio Restano, di Pour notte Vallée. Nella riunioni di maggioranza, ha detto Luigi Bertschy, capogruppo di Uvp, è emerso che non tutti abbiamo ritenuto corretto il metodo adottato per giungere a decisioni così importanti. Quest’azienda non può essere trattata in maniera diversa dalle altre e questa operazione deve essere sostenibile e finalizzata a prospettive e sviluppo reali. A questo dovrà servire la discussione in commissione che abbiamo richiesto. Leonardo La Torre ha detto di aver firmato questa risoluzione perché questo argomento è stato sottovalutato non inserendolo nel Defr e perché la decisione è stata presentata alla stampa prima di essere discussa nelle sedi opportune. Se non si tiene conto di questo, ha concluso, politicamente sarà difficile andare oltre il prossimo bilancio. Pierluigi Marquis, capogruppo di Stella alpina, ha chiesto un cambio di marcia, nella gestione del Casino, del quale non si può più fare a meno, stilando anche pagelle a livello dirigenziale. Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del PD Sinistra valdostana, ha spiegato di non aver firmato la risoluzione (ma che il suo gruppo l’avrebbe votata) poiché la giudicava superflua, essendo la questione Casino già stata discussa in maggioranza ed essendo già stato assunto l’impegno di un approfondimento in Commissione.Il presidente Rollandin ha sottolineato due aspetti: mai il Consiglio Valle ha espresso soddisfazione per i risultati del Casino e non ci sono più i giocatori. È giusto impegnare la Giunta all’approfondimento in Commissione, ma poi bisognerà decidere e andare a cercare nuovi giocatori a livello europeo. Noi garantiamo il nostro impegno sincero – pur consapevoli che si affronta una sfida sempre più difficile – e per questo voteremo la risoluzione, ha concluso. Dunque la risoluzione è stata approvata all’unanimità. Le dichiarazioni politiche sull’intera discussione sono nella sezione video.

Pubblicato / aggiornato il 09/11/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute