I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 22 novembre
Con un’interrogazione a risposta immediata posta congiuntamente da ALPE, Gruppo Misto e Movimento 5 Stelle nella seduta del Consiglio regionale del 22 novembre, l’Aula è tornata a parlare della situazione economico-finanziaria della Casa da gioco.
I Consiglieri, richiamato il recente lavoro in seconda Commissione consiliare in merito alle leggi di bilancio, hanno chiesto all’Assessore competente, che peraltro aveva comunicato che “per la Giunta regionale il dossier sul Casinò è chiaro”, quale sia l’ulteriore documentazione in possesso del Governo regionale che giustifichi i dati del 2016 e la proiezione per il triennio 2017-2019 dei ricavi e dei costi riferiti alla Casa da gioco di Saint-Vincent.L’Assessore al bilancio, premesso di non aver mai dichiarato che per la Giunta regionale il dossier Casinò sia “chiaro”, ha riferito che, nell’intento di rispondere ad una risoluzione approvata dall’Aula, il 17 novembre scorsa ha provveduto a trasmettere tutti i documenti a disposizione: la richiesta di intervento a firma dell’Amministratore unico, il prospetto degli oneri sostenuti dalla gestione in conseguenza della realizzazione del Piano di sviluppo e le relative motivazioni, la relazione dei lavori per la creazione del Resort & Casinò con i quadri contabili, la proiezione 2016-2018, i prospetti riepilogativi dei costi dei lavori di ristrutturazione dell’Hôtel Billia, delle sale da gioco e della creazione della nuova centrale termica, il tutto aggiornato al 14 novembre. È la documentazione ricevuta dalla Casinò spa, ha precisato l’Assessore Perron, e puntualmente è stata trasmessa alla Commissione. L’Assessore Perron ha ribadito che al momento non si dispone di ulteriore documentazione e si sta lavorando per produrre un documento che raffronti le spese già sostenute dalla Casinò de la Vallée, come sono state finanziate, distinguendo tra le risorse dell’Amministrazione regionale, i mutui della Finaosta e le risorse proprie. L’Assessore Perron ha confermato che non appena sarà disponibile ulteriore documentazione, sarà propria cura provvedere all’inoltro alla Commissione.Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian si è detto insoddisfatto della risposta: nelle pagine che sono state fornite non c’è nemmeno un minimo passaggio su come il management intenda favorire l’incremento degli introiti e dei ricavi. Eppure, ha sottolineato Chatrian, nel documento che è stato possibile esaminare per il periodo 2016-2018 era previsto un aumento del 10% degli introiti, pur in assenza di dati fondati e oggettivi su cui basare il lavoro. Addirittura, ha proseguito Chatrian, per i due hotel la proiezione prevede un aumento del 40% degli introiti, passando da 5 a 7 milioni di euro. Chatrian si è anche chiesto chi certifica queste proiezioni, concludendo che questa è aria fritta, è l’ennesima presa in giro dei valdostani.Con un’interrogazione, il Movimento 5 Stelle ha chiesto notizie in merito all’utilizzo di auto di servizio da parte del personale della società SITRASB, la società italiana di gestione del Traforo del Gran San Bernardo. Il Consigliere Roberto Cognetta, vista la presenza di un’auto con i simboli della società SITRASB presso il parcheggio di un supermercato di Aosta durante il fine settimana e che da una breve indagine effettuata non risultava nessun incarico di servizio relativo alla presenza di tale auto presso il supermercato, ha chiesto se la Società sia a conoscenza di episodi di utilizzo scorretto delle auto di servizio da parte dei dipendenti e se il Governo regionale abbia dato disposizioni al Presidente della Società rispetto ad un maggior controllo delle risorse onde evitare sprechi e/o abusi da parte dei dipendenti.Il Presidente della Regione ha spiegato che la genericità dell’esposizione non permette alla società SITRASB, allo stato, di verificare i fatti segnalati. Ha poi riferito che il Presidente della Società ha comunicato l’esistenza di una prassi, non codificata in una procedura formale, di utilizzo dell’auto aziendale in maniera continuativa da parte del personale reperibile al fine di permettere, in caso di chiamata, di intervenire senza dover utilizzare l’auto propria. Il Presidente di SITRASB, peraltro, stava già procedendo alla ridefinizione delle modalità di utilizzo delle auto aziendali, ha aggiunto il Presidente Augusto Rollandin: il loro uso, durante la reperibilità, non sarà più consentito e sarà sostituito dal rimborso per l’utilizzo dell’auto propria in caso di chiamata, applicando l’indennità kilometrica prevista per i dipendenti regionali. Inoltre, ha aggiunto Rollandin, preso atto di questa interrogazione, il Presidente di SITRASB ha velocizzato la formalizzazione della nuova procedura denominata “Regolamento per la disciplina e la gestione del parco automezzi”, che è entrata in vigore ieri, lunedì 21 novembre: il nuovo regolamento stabilisce che l’utilizzo dei veicoli della società è possibile solo nella tratta di competenza, cioè dal Traforo al bivio per il Colle del Gran San Bernardo, e deve essere preventivamente autorizzato al di fuori di questa tratta.Nella replica, il Consigliere Cognetta ha evidenziato che l’informazione era generica, ma ieri hanno pubblicato la nuova procedura per l’utilizzo delle auto aziendali: quindi, probabilmente, il problema dell’uso scorretto delle auto di servizio esisteva. Meglio tardi che mai, ha detto il Consigliere, e ha chiesto il Regolamento auspicando che fatti del genere non si verifichino più. Ha poi osservato che tali procedure dovrebbero essere utilizzate da tutte le società partecipate dalla Regione.La sede ristrutturata dell’Istituto Professionale Regionale di Aosta è stato il tema di un’interrogazione presentata dal gruppo ALPE. I Consiglieri, avendo appreso di episodi di mal funzionamento e di precoce deterioramento delle strutture dell’Istituto recentemente ristrutturato e costato circa 8 milioni di euro, hanno voluto conoscere lo stato dell’arte dell’edificio e se siano stati presi provvedimenti in merito, anche riguardo ad eventuali risarcimenti e/o contenziosi.L’Assessore alle opere pubbliche ha evidenziato che sono attualmente in corso le operazioni di collaudo tecnico-amministrativo e di taratura degli impianti. In questa fase, può emergere la necessità di messa a punto di alcuni elementi, ciò che viene prontamente fatto e/o programmato dall’impresa ancora presente. L’Assessore Baccega ha precisato che l’edifico dispone di impianti complessi, pertanto la fase di messa a punto può chiedere tempi più lunghi del normale. I materiali utilizzati sono comunque quelli previsti dal capitolato. Ad oggi, ha proseguito l’Assessore Baccega, l’impresa è sempre prontamente intervenuta, a sue spese, a ripristinare eventuali imperfezioni e malfunzionamenti rilevati (sostituzione delle maniglie difettose delle porte, riparazione di alcuni serramenti, ripristino di parti difettose o danneggiate per uso scorretto, ripristino delle pareti in cartongesso danneggiate). Al momento non risultano esserci i presupposti per un contenzioso con l’impresa, in fase di collaudo amministrativo finale verrà verificato il corretto funzionamento e saranno richiesti gli eventuali adeguamenti; in caso di inottemperanza saranno adottate le misure di legge a garanzia dell’Amministrazione.L’Assessore ha infine comunicato che la settimana scorsa sono stati eseguiti sopralluoghi da parte dei Vigili del fuoco per il rilascio della certificazione prevenzione incendi e non si sono evidenziati problemi di sorta; da parte dell’USL per verificare la presunta violazione della normativa sulle barriere architettoniche: è stata accertata la fruibilità degli utenti con disabilità motoria su ogni piano, oltre alla presenza di più vie di accesso.La Consigliera Chantal Certan ha accolto favorevolmente la risposta: l’intento era proprio ricevere delucidazioni su alcune segnalazioni prevenute da parte di studenti e fruitori della scuola. Sono normali le messe a punto, ha osservato la Consigliera Certan, ma occorre provvedere immediatamente alla sistemazione, non ci devono essere costi per Amministrazione regionale. Per la Consigliera, a due mesi dall’inizio della scuola, malfunzionamenti e danneggiamenti non possono essere dovuti agli utenti, ma si stratta anche di problemi progettuali; per questo, ha chiesto di effettuare un controllo puntuale sulla struttura e di tenere conto delle varie segnalazioni che vengono fatte.Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha chiesto notizie in merito al servizio trasporto disabili. Il Consigliere Roberto Cognetta, ricordato l’aumento delle tariffe per i disabili – che, nel 2015, relativamente al massimo applicabile sono passate da 250 a 600 euro – e considerate le difficoltà economiche generali nelle quali versano sempre più famiglie, ha voluto sapere se si voglia prevedere, per chi ne faccia richiesta, la possibilità di un pagamento del servizio dilazionato in almeno 3 rate.L’Assessore ai trasporti ha risposto che sono giunte in Assessorato una serie di richieste in tal senso a seguito dell’introduzione della nuova metodologia di calcolo delle tariffe basata sull’ISEE: richiesta che ritiene condivisibile e per cui proporrà alla Commissione mista di attivare in modo stabile la possibilità di dilazionare in tre tranches il pagamento del servizio per chi ha una tariffa superiore a 200 euro, in modo da alleggerire il carico sulle tasche dei cittadini. L’Assessore Marguerettaz ha poi annunciato che si sta studiando una proposta di riduzione della tariffa per chi ha un utilizzo saltuario del servizio in modo che questa risulti congrua e corretta rispetto all’intensità della fruizione.Nella replica, il Consigliere Cognetta si è detto soddisfatto della risposta: è una cosa di buon senso dare questa possibilità ai cittadini.La macellazione domiciliare è stata l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente dal Gruppo Misto e da ALPE. Il Consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, precisato che ci si avvia in Valle d’Aosta al periodo in cui avviene, come di consuetudine, la macellazione a domicilio di specie suine, ovino-caprine e bovine, ha voluto sapere se si intenda dare la più ampia informazione sulle procedure da rispettare per la “macellazione domiciliare” in attesa dell’entrata in vigore della Legge di stabilità regionale 2017, che dovrà definire le modifiche alla legge regionale 16/2016, in particolare all’articolo 6, comma 1, in merito alla non necessaria visita veterinari ante mortem. La preoccupazione, ha detto, che a causa di fraintendimenti gli agricoltori incorrano in sanzioni.L’Assesseur à la santé a d’abord évoqué le travail effectué avant l’été pour introduire des mesures de simplifications dans le domaine de la zootechnie, et plus précisément pour ce qui est de l’abattage à domicile. Mesures, a-t-il souligné l’Assesseur Laurent Viérin, qui ont été en partie contestées par l’Etat; nous avons donc voulu défendre notre identité, notre zootechnie de montagne. Compte tenu du fait qu’on a trouvé une solution concordée avec l’Etat, l’Assesseur a dit que les nouvelles dispositions ont été introduites dans la loi de stabilité et que la délibération d’application a été déjà préparée.En partageant la nécessité de véhiculer les informations correctes à l’égard des améliorations aux usagers, l’Assesseur Viérin a annoncé qu’un plan de communication capillaire a déjà été partagé avec les associations de catégorie au mois de juillet dernier. Et ce, dans la conviction que dans notre communauté et surtout dans certains domaines, il faut divulguer l’information à travers les catégories et tous les instruments à notre disposition.Il Consigliere Gerandin ha ribadito che nel lasso di tempo precedente all’approvazione della finanziaria, in attesa della comunicazione definitiva sulle modifiche che saranno apportate, è opportuno diramare una nota direttamente agli agricoltori informandoli che sono ancora in vigore le vecchie regole.ALPE, il Gruppo Misto e il Movimento 5 Stelle, con un’interpellanza congiunta, hanno voluto fare il punto sulla realizzazione e gestione di un deposito fiscale di carburanti e olii combustibili. La struttura, ha spiegato il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, prevede un onere stimato di 6 milioni di euro da affidare in gestione a terzi. Considerato che la Giunta regionale ad agosto 2016 ha conferito alla società finanziaria regionale Finaosta l’incarico di esaminare le possibili soluzioni, il Consigliere ha voluto sapere l’ammontare della perizia per la realizzazione del deposito attraverso l’acquisto di partecipazioni in società già operanti e di quella riferita all’ipotesi di ricostruzione; le soluzioni vagliate da Finaosta per acquistare, realizzare e gestire il deposito fiscale e quali siano le ricadute certe dal punto di vista fiscale. Ha quindi chiesto se e quali siano i soggetti privati interessati e disponibili all’operazione in questione.Le Président de la Région a répondu qu’à l’heure actuelle il n’est pas possible de répondre avec précision aux questions soulevées. En effet, a-t-il dit le Président Rollandin, Finaosta a mandaté deux expertises, dans le respect des procédures visées au décret législatif n° 50/2016, pour réunir tous les éléments nécessaires à mener à bien la mission que le Gouvernement régional lui a confiée: ce n’est donc que lorsqu’elle aura en main les résultats de ces expertises qu’elle pourra étudier le dossier en toute connaissance de cause et fournir au Gouvernement régional les éléments qui lui permettront de prendre des décisions en vue de la réalisation et de la gestion de l’entrepôt fiscal de stockage. Il faut par ailleurs rappeler, à ce propos, qu’aux termes de la même délibération d’août 2016, l’acquisition de l’entrepôt fiscal de stockage doit faire l’objet d’un mandat spécifique: ce mandat, a-t-il expliqué Augusto Rollandin, sera attribué par la suite à Finaosta par une délibération du Gouvernement régional, après avis de la compétente Commission du Conseil à laquelle seront donc présentées toutes les informations concernant ce dossier.Le Chef du groupe ALPE, Albert Chatrian, dans sa réplique, a dit que la question est très importante pour le futur de notre Région. Pour Chatrian, il est positif que dans quelques semaines on décidera le parcours administratifs au sein de la Commission compétente où l’on pourra analyser dans le détail les solutions et les expertises afin d’organiser le parcours à réaliser. L’objectif, a-t-il conclu, est celui de gérer mieux la partie fiscale dans les prochaines années et nous attendons donc avec curiosité le travail de Finaosta.Il gruppo ALPE, con un’interpellanza, ha voluto conoscere le risultanze delle adesioni ai programmi di screening previsti dal Piano regionale della prevenzione. Considerato che il Piano regionale della prevenzione 2016-2018 prevede l’incremento dei programmi di screening oncologici, la Consigliera Patrizia Morelli ha chiesto quali siano i risultati di adesione dell’ultimo anno ai programmi di screening esistenti, quali le variazioni percentuali rispetto al passato, quali gli obiettivi prefissati e le azioni da mettere in atto; inoltre, ha voluto sapere se sia già stato introdotto il test HPV-DNA per l’individuazione di cellule cancerogene nella cervice uterina.L’Assessore alla sanità ha ribadito la volontà di lavorare affinché la popolazione valdostana possa continuare ad essere oggetto di azioni di screening, strumento ritenuto fondamentale per la prevenzione di malattie.L’Assessore Laurent Viérin ha quindi elencato i dati relativi ai vari programmi di screening, per i quali si deve evidenziare un calo percentuale di adesioni: per l’ambito cervico-vaginale nel 2015 si è registrato un 63.3% rispetto al 68.8% del 2014; per il programma mammella 66.6% nel 2015 contro il 71.8% nel 2014. Al fine di perseguire gli obiettivi fissati, l’Assessore ha spiegato che l’intento è di abbracciare la più larga fascia d’utenza: per la prevenzione del carcinoma alla cervice uterina la fascia d’età non cambia, mentre per la prevenzione del carcinoma alla mammella, gli inviti vengono estesi alle donne con cadenza annuale nella fascia 45-49 anni, con cadenza biennale nella fascia 70-74 anni.L’Assessore alla sanità ha quindi annunciato che dal 1° dicembre partirà il programma di screening che comprende anche il test HPV. A gennaio 2017 partirà invece il nuovo programma contro il tumore eredo-familiare, l’Assessore ha precisato che sarà inviato loro un questionario per indirizzarle nel percorso diagnostico nel caso di conferma di rischio elevato a seguito di analisi genetiche.Passando invece ad esaminare le adesioni allo screening contro il tumore al colon-retto, l’Assessore ha comunicato che il dato del 2015 è del 64.5% rispetto al 66.2% del 2014. Per rispettare gli obiettivi, lo screening abbraccia una fascia d’età 50-74 anni, mentre nelle altre regioni la fascia è 50-70 anni. L’indirizzo, ha sottolineato l’Assessore, è quello di arrivare il più possibile alla comunità, garantendo una copertura maggiore. I dati di adesione, ancorché in calo rispetto al 2014, sono tra i migliori in Italia. Questo, ha aggiunto Viérin, non ci deve far rinunciare alla volontà di arrivare ad uno screening che cresce e dà possibilità di prevenzione mirata.L’Assessore Viérin ha quindi annunciato che, al fine di pervenire ad una maggiore adesione, si sta seguendo un cronoprogramma, comprendente corsi per professionisti, serate divulgative sul territorio, invio lettere agli utenti.Riguardo all’introduzione del test HPV, l’Assessore ha specificato che saranno interessate le donne dai 30 ai 64 anni con cadenza quinquennale. Infine, l’Assessore ha ribadito come una campagna informazione sia fondamentale per andare a toccare il maggior numero di cittadini.La Consigliera Patrizia Morelli, nella replica, ha posto l’accento sul calo di adesioni: bisogna porsi delle domande e puntare sull’informazione. Va tenuto conto del fatto, ad esempio, che dare per scontato certi aspetti faccia venire meno l’attenzione. Nel 2012 l’adesione allo screening per la mammografia era arrivata al 77%: essere scesi al 66%, per la Consigliera Morelli, deve far suonare un campanello di allarme. Si tratta di argomenti importanti, che vanno affrontati in maniera puntuale; ad esempio, l’individuazione dei soggetti con familiarità costituisce una novità di rilievo. La Consigliera Morelli ha ribadito che non va mai abbassata la guardia.L’attuazione delle fasi di gestione dei rifiuti previste dal Piano regionale 2016-2020 è stato l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente da ALPE e dal Movimento 5 Stelle. Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha voluto conoscere le risultanze emerse dal tavolo tecnico istituito per la risoluzione della problematica del passaggio da tassa a tariffa, che porterà a premiare chi si comporta bene nel differenziare i rifiuti, e le intenzioni del Governo al riguardo; le indicazioni ottenute dall’attuale gestore per la progettazione e la realizzazione degli impianti previsti nel nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti; infine, le intenzioni relativamente alla gestione post chiusura del corpo di discarica esaurito, del biogas estratto e della sua valorizzazione.L’Assessore al territorio e ambiente ha riferito che il tavolo tecnico di lavoro ha predisposto un documento che riporta, oltreché indicazioni per la redazione dei Piani dei nuovi SubAto, così come individuati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, anche indicazioni puntuali per l’applicazione delle modalità di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, prodotti da strutture non domestiche, nonché i criteri per l’applicazione di modalità di tariffazione puntuale, tenuto conto del sistema di raccolta dei rifiuti presente in ciascun territorio dei SubAto e della presenza o meno di sistemi di riconoscimento degli utenti. È inoltre previsto, ha spiegato l’Assessore Bianchi, che i sistemi di tariffazione puntuale si applichino al rifiuto indifferenziato conferito al servizio pubblico, e rappresentino una quota del costo dell’intero servizio, che dovrà essere recuperato dai SubAto attraverso la TARI. Il passaggio dal sistema di tassa a tariffa per il recupero del costo dell’intero servizio, ha aggiunto l’Assessore, è subordinato alla decisione di ciascun SubAto e alla soluzione di alcune problematiche di tipo fiscale che i SubAto stanno affrontando (es. applicazione dell’IVA), ferma restando, quindi, la possibilità di determinare e di applicare la tariffa puntuale per il rifiuto indifferenziato conferito, possibilità che può essere attivata in tempi brevi da ciascun SubAto utilizzando una delle forme individuate.L’Assessore ha poi spiegato che la Regione ha formulato alla società Valeco, attuale gestore, la redazione di un documento che riportasse le informazioni tecnico-economiche di fattibilità del sistema impiantistico individuato dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, per dare avvio quanto meno alla realizzazione degli impianti necessari a rispettare i vincoli normativi. A tale richiesta, ha aggiunto Luca Bianchi, la società non ha fornito puntuali indicazioni, ma ha fatto rilevare la necessità di approfondire, dal punto di vista amministrativo e legale, la possibilità della redazione del documento richiesto, alla luce dell’evoluzione normativa in materia di appalti. Sono state avviate le attività necessarie volte ad inquadrare, dal punto di vista normativo ed operativo, le azioni da porre in atto per dare attuazione al Piano regionale di gestione dei rifiuti, nonché alla nuova gestione del Centro regionale che dovrà essere avviata a partire dal 2018. A tale proposito, Bianchi ha precisato che l’Assessorato ha avviato gli approfondimenti per dare attuazione alle azioni di competenza in una situazione ancora di incertezza normativa. L’Assessore ha anche annunciato l’avvenuta rinuncia da parte del Raggruppamento temporaneo di imprese Noy Ambiente di avviare nei confronti della Regione ulteriori azioni legali (in merito al mancato affidamento vi era ancora, infatti, la possibilità di ricorrere per Cassazione). Pertanto, si stanno valutando le diverse possibilità che la normativa consente di attuare per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti (che comprende, quindi, anche la realizzazione degli impianti previsti dal Piano rifiuti), possibilità che devono passare in ogni caso attraverso forme ad evidenza pubblica quali: costituzione di società a capitale pubblico, con successivo affidamento in house dei servizi; costituzione di società mista, con individuazione, attraverso evidenza pubblica, del socio privato e successivo affidamento della concessione alla società mista stessa; concessione di servizi attraverso gara a evidenza pubblica o attraverso gara previa presentazione di una proposta di finanza-progetto. La scelta della formula da individuare, ha concluso l’Assessore, come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, sarà portato in Commissione consiliare.Infine, in merito alla gestione post chiusura del corpo di discarica esaurito, l’Assessore ha sostenuto che ogni problematica inerente a tale aspetto sarà compresa nel nuovo affidamento della gestione del Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne ed espressamente disciplinata.Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha replicato che c’è una notizia positiva, ossia la rinuncia della RTI con la capofila Noy Ambiente di proseguire le azioni legali nei confronti della Regione, mentre sono meno positive le altre risposte: per il Consigliere, infatti, l’Assessore è stato evasivo, perché parla di approfondimenti e di documentazione prodotta dal tavolo tecnico – che ci auguriamo sia messa a disposizione della Commissione a breve -, di problematiche varie legate al codice dei contratti, ma al di là dei tecnicismi previsti dalla normativa, non fornisce risposte politiche. Noi, ha detto Roscio, vorremmo capire le intenzioni del Governo sulla futura gestione, in particolare vorremmo sapere quale ruolo avranno gli Enti locali che oggi non sono parte attiva del processo decisionale: invece, sarebbe importante responsabilizzarli rendendoli partecipi di un progetto che va a incidere sulla vita dei cittadini. Il Consigliere ha quindi auspicato che entro la fine dell’anno la questione sia portata all’attenzione dei Commissari: siamo, ha concluso, ancora lontani dai livelli di eccellenza e vorremmo recuperare il tempo perduto a causa delle scelte sbagliate attuate negli anni passati.Il Consiglio Valle ha approvato, con 26 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 6 astensioni (ALPE, M5S, GM), il proprio bilancio di previsione per il 2017 e per il triennio 2017-2019.Come riferito dal Presidente dell’Assemblea, con il 2016 si è conclusa per le Regioni a Statuto Speciale la fase di transizione al nuovo sistema contabile, ossia al bilancio armonizzato previsto dal decreto legislativo 118 del 2011. Il bilancio di previsione, ha detto il Presidente Andrea Rosset, chiude in pareggio sulla somma complessiva di 11 milioni 64 mila 880 euro per il 2017, comprensiva dell’avanzo presunto 2016 applicato all’esercizio 2017, che ammonta a 400 mila euro, e delle partite di giro, pari a 2 milioni 2 mila 780 euro.Le entrate effettive per il 2017 ammontano a 8 milioni 662 mila 100 euro in linea con l’esercizio precedente. Parimenti, la spesa effettiva totalizza complessivi 8 milioni 662 mila 100 euro, sempre in linea con il 2016. Le uscite sono articolate in missioni, programmi e macroaggregati. Nella missione 1 sono declinate le spese per i servizi istituzionali, generali e di gestione: in particolare il programma 1 riguarda le uscite per gli organi istituzionali che comprendono, tra le altre, il trattamento economico dei Consiglieri, l’attività dell’Ufficio del Difensore e del Corecom, le iniziative istituzionali, culturali, ed editoriali, la comunicazione e le inserzioni pubblicitarie, la formazione e le missioni, i trasferimenti per l’Istituto dell’assegno vitalizio, i gruppi consiliari e l’associazione degli ex Consiglieri regionali, per un totale di 6 milioni 423 mila 315 euro per il 2017, che rappresentano il 74,15% del bilancio; nel programma 3 sono inserite le spese per la gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato per un totale di 807 mila 785 euro per il 2017 che rappresentano il 9,33% del bilancio; nel programma 8 sono inserite le spese per i sistemi informativi, che ammontano a 1 milione 208 mila euro per il 2017, pari al 13,95% del bilancio; nel programma 10 sono inserite le spese per servizi e missioni e per la formazione del personale dell’assemblea che ammontano a 83 mila euro pari allo 0,96% del bilancio. La missione 20 è destinata ai fondi e agli accantonamenti, in particolare il programma 1 riguarda il fondo di riserva che ammonta a 140 mila euro e rappresenta l’1,61% del bilancio.Per il Consigliere di ALPE Alberto Bertin, in questo bilancio manca quel salto di qualità e di modernità che da tempo si sollecita, in particolare verso una maggiore trasparenza e un miglior utilizzo delle nuove tecnologie. Una situazione aggravata dal fatto che all’interno dell’Ufficio di Presidenza non è rappresentata la minoranza. Questa assenza, ha osservato il Consigliere, ha effetti sul funzionamento dell’Assemblea perché impedisce ad una parte del Consiglio di conoscere le decisioni nel dettaglio, visto che non è peraltro prevista l’attività ispettiva nei confronti del Presidente del Consiglio. Per Bertin resta poi irrisolta la questione delle sedi del Consiglio così come non sono stati elaborati dei criteri nella concessione di patrocini e contributi del Consiglio. Diventa difficile, ha concluso Bertin, sostenere questo bilancio.Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha annunciato la propria astensione, precisando che il bilancio del Consiglio è illeggibile non per colpa del Presidente ma delle nuove regole contabili sull’armonizzazione. Questa illeggibilità, ha aggiunto, diventa grave perché all’interno dell’Ufficio di Presidenza non vi sono Consiglieri di minoranza.Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha aggiunto che la questione dei vitalizi non è affrontata ed è tenuta nascosta sul sito del Consiglio, mentre in altre regioni non hanno avuto problemi a pubblicare i dati. Inoltre, ha detto, gli strumenti informatici e i social messi a disposizione dei Consiglieri non sono sufficienti.Per il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, si tratta di una macchina vecchia e stanca, che stenta a rinnovarsi: il voto di astensione è un’apertura di credito nei confronti del Presidente visto che il pluralismo all’interno dell’UP non è garantito. Ha quindi richiesto al Presidente di fare uno sforzo per rendere maggiormente comprensibile un bilancio che di comprensibile non ha nulla.Il Presidente del Consiglio, nella replica, si è detto disponibile a portare quella qualità auspicata, pur sottolineando che c’è una grande attenzione al diritto di accesso agli atti da parte dei Consiglieri così come è data massima diffusione ai lavori del Consiglio e delle Commissioni tramite internet, televisione e i social. Ha poi assunto l’impegno di trasmettere al più presto il bilancio di gestione che risulterà sicuramente più chiaro, pur precisando che il bilancio di previsione è stato redatto secondo le nuove regole contabili e che non si poteva fare diversamente.
Pubblicato / aggiornato
il 22/11/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute