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A Loredana Faletti il premio letterario Anna Savoia

A Loredana Faletti il premio letterario Anna Savoia

Foto di Gianfranco Zanata Il Concorso di Prosa e Poesia Anna Savoia, giunto alla XXVI edizione ha assegnato il primo premio della sezione C (racconto breve adulti) a Loredana Faletti per il componimento Alcune coniugazioni del verbo essere.

Il premio sarà assegnato sabato 17 dicembre, nel  teatro Gallerani di San Giovanni in Croce (CR).”Il racconto fa parte di una nuova raccolta che sta nascendo in questi mesi – dice Faletti. Non è fantascienza, non ha un’ambientazione storica particolare (sostanzialmente le storie si collocano ai giorni nostri, con alcune parti situate nel passato). I testi nascono poco per volta, quando ho tempo e quando sento la cosiddetta ispirazione che preme perché dia corpo alla fantasia. I personaggi che descrivo cercano, in vario modo e partendo da diverse inclinazioni del carattere, la loro realizzazione nella vita ovvero il senso della vita. ‘Alcune coniugazioni del verbo essere’ è un racconto breve il cui titolo nasce prima del testo. Questo strano concetto (questa sfida narrativa) ronzava nella mente come una nebulosa ricca di senso ma ancora alla ricerca di una consistenza. La trovò una domenica pomeriggio dello scorso mese di ottobre, quando, la mattina, feci una breve escursione con amici e una guida naturalistica, provando la gioia di calpestare la prima neve di stagione, e poi mi dedicai alla mia camminata consueta lungo la ciclabile che da Aosta conduce a Pollein e Brissogne (di questa pista faccio cenno e riporto immagini fotografiche anche nel mio più recente libro, ‘Vieni con me’). Quel giorno, essendo partita tardi, mi fermai alla Gran Place di Pollein, sedendomi su una panchina della grande area verde, per scrivere. Il camminare mi aveva infatti portato a maturare inizio e sviluppo del racconto. Per questo la narrazione si avvia con alcune righe riferite alla mia gioia nel ritrovare la neve – ‘Sono felice’ è l’esordio -, per ‘coniugare’ successivamente questo stato di felicità nell’esperienza di una persona che a me fu molto cara e che oggi non c’è più, un poeta che chi lo ha conosciuto riconoscerà nelle righe in cui lo rievoco. Il vero poeta, anche nel caso in cui nella vita concreta non sia o non sia stato un uomo fortunato, è felice, in quanto toccato dalla meravigliosa capacità di sondare quanto gli sta attorno, porsi domande ed ‘esplorare pieghe ai più inaccessibili della realtà’, raggiungendo una profonda e particolarissima forma di conoscenza, per sé e per gli altri uomini. Libertà, amore, dolore, morte e pienezza dell’esistenza sono alcuni dei temi toccati”.Nel finale ritorno al mio “essere”, scrivente su quella panchina, con la curiosa compagnia di una coccinella, che ripetutamente viene a posarsi sui miei abiti. Anch’essa presenza della vasta realtà dell’essere.

Pubblicato / aggiornato il 13/12/2016 alle 12:00
Categoria: Salute