Bilancio RaVdA 2017/19: conclusa la discussione generale, approvati due ordini del giorno
La seduta pomeridiana del Consiglio del 13 dicembre è proseguita con la discussione generale abbinata della legge di stabilità e del bilancio di previsione 2017-2019 della Regione.
Sui due disegni di legge sono stati presentati 58 emendamenti, di cui 14 della seconda Commissione consiliare, 1 congiunto dei Capigruppo Bertschy, Farcoz, Marquis, Restano, Gerandin, Chatrian e dei Consiglieri Fontana e Marco Viérin, 1 dell’Ufficio di Presidenza, 20 congiunti di ALPE e Gruppo Misto, 10 del M5S, 5 dell’Assessore alle finanze, 1 del Consigliere Guichardaz, 1 congiunto dei Consiglieri Guichardaz, Fontana, Lanièce e Fosson, 1 dell’UVP, 2 di Stella Alpina, 2 congiunti dei gruppi di maggioranza. A conclusione della discussione generale sono stati inoltre depositati 23 ordini del giorno, di cui 1 congiunto di ALPE e Gruppo Misto, 5 congiunti di ALPE, GM e M5S, 2 di Stella Alpina, 4 di Pour Notre Vallée, 2 congiunti di SA, UVP e PNV, 1 congiunto di SA e UVP, 2 di tutti i gruppi di maggioranza, 6 di UVP. Nel dibattito hanno preso la parola il Consigliere Fosson e, per la replica, l’Assessore Perron e il Presidente Rollandin. Per il Consigliere Antonio Fosson (Pour Notre Vallée), «il bilancio soffre di immobilismo, sta alla finestra e aspetta di vedere l’evolversi della situazione politica. Un bilancio che non prospetta strategie per il futuro, che non guarda al contesto nazionale e internazionale. Dobbiamo reimpostare i nostri rapporti con Roma al fine di tutelare maggiormente la nostra Autonomia così come dobbiamo incrementare le relazioni con le altre Regioni per offrire una visione politica comune a fronte del tentativo in Italia di cancellare le Autonomie regionali. Si dovrà affrontare il tema della revisione del nostro Statuto, con la riduzione del numero dei Consiglieri: bisogna dare mandato in fretta alla Commissione speciale per le riforme istituzionali di lavorare in questa direzione, prima che inizi la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Bisogna, inoltre, prevedere dei momenti istituzionali di raccordo tra parlamentari e Consiglio regionale: se la Valle d’Aosta vuole rafforzare la propria posizione, questo rapporto dovrà essere istituzionalizzato, organizzandolo in maniera diversa. Anche in Europa si sente la mancanza di una presenza politica stabile, mentre c’è la necessità di una responsabilità politica particolare nei confronti delle istituzioni europee, magari con un Assessorato specifico, al fine di avere una presenza non solo tecnica a Bruxelles. È tempo di cambiare strategie. Bisogna mettere in atto azioni nuove che portino benefici, non solo politici ma soprattutto economici, alla nostra Valle ed evitare così un isolamento della nostra regione. Auspico che ci sia tra le forze autonomiste la possibilità di condividere nuove modalità di rappresentare la Valle d’Aosta.» L’Assessore alle finanze Ego Perron nella replica ha evidenziato: «Il percorso di questo anno è stato particolare (il primo in cui presentiamo il bilancio a seguito del DEFR), non è stato perfetto, soprattutto dal punto di vista delle tempistiche, ma è stato caratterizzato da un maggior confronto in Commissione. La proposta legislativa che abbiamo presentato intendeva dare risposte concrete in un momento tanto difficile per un rilancio della nostra regione. Finalmente abbiamo potuto liberarci dai vincoli del Patto di stabilità e distribuire risorse per far ripartire tutti i settori, nessuno escluso. Non siamo fuori dalla crisi, viviamo in un paese che stenta a riprendersi. La Valle d’Aosta ha registrato un leggero miglioramento nel terziario e nell’industria, mentre nell’edilizia non sono emersi segnali di inversione di tendenza. L’occupazione è cresciuta nel comparto del commercio, nell’alberghiero e nella ristorazione. Sono cresciuti i prestiti e i mutui alle famiglie; la qualità del credito sta migliorando, ma la congiuntura si fa sentire ancora nella sua pesantezza. Volevamo rivitalizzare i settori in difficoltà dando impulso allo sviluppo trasversale attraverso investimenti i più forti possibili rispetto allo scorso anno, con un’attenzione al territorio, alla tutela dei beni e del patrimonio, alla cultura, all’istruzione, all’agricoltura, fermo restando il welfare.» «Il modello Valle d’Aosta è sempre stato forte e attento alle categorie deboli – ha precisato l’Assessore Perron -, abbiamo quindi cercato di mantenerlo, garantendo a tutti la possibilità di avere assistenza sanitaria e di tutelare la salute, auspicando in futuro un potenziamento dei servizi territoriali. Ci assumiamo la responsabilità delle pecche del bilancio, ma mi preme sottolineare che ci siamo anche assunti gli oneri di aver preso scelte per risollecitare i settori in difficoltà. La visione con cui abbiamo concepito il bilancio è di prospettiva: il pensare ad opere qualificanti per la nostra regione non va in contrapposizione alla tutela delle persone. Rimangono partite aperte, come quella con lo Stato; siamo in attesa di proposte, l’Aula potrebbe dare mandato di meglio rapportarci con il Governo romano. Crediamo di aver fatto uno sforzo serio, non facile, lontano dalla demagogia; questo atto è fondamentale, inquadra la situazione economica valdostana, senza nascondere nulla ma assicurando uno sguardo generale. È un documento che può dare fiducia alla comunità.» Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha sottolineato: «Abbiamo centrato tre obiettivi fondamentali: abbiamo superato il Patto di stabilità, abbiamo chiesto il pareggio di bilancio e ottenuto la redistribuzione delle accise. Questo bilancio è il primo propositivo, espansivo, che può dirsi pienamente in linea con gli investimenti più volte sollecitati in tutti i settori produttivi, cui è stato possibile distribuire fondi anche rilevanti. Negli ultimi otto anni, con gli interventi anticrisi abbiamo salvaguardato piccole imprese e artigiani, che oggi possono guardare con più ottimismo al futuro. Possiamo anche registrare un’inversione di tendenza: le aziende vengono attirate dalla nostra regione per insediare le proprie attività. Abbiamo utilizzato il dividendo della quotazione in borsa della CVA, spalmandolo nelle attività produttive e nella cosiddetta “operazione verità” sul Casinò. L’attivazione di questi meccanismi è la chiave del successo per dare risposte agli attori economici e sociali della nostra regione, ferma restando l’attenzione nei confronti degli Enti locali. Non sempre possiamo procedere alla velocità che vorremmo, come per l’Università e l’ospedale, ma ribadisco che questo è un bilancio trasversale, che dà soluzioni pluriennali; in effetti, l’anno prossimo ci sarà la possibilità di attivare meccanismi per avere disponibilità di fondi, dando continuità alle iniziative che inizieranno nel 2017.» Nel tardo pomeriggio, si è aperto il dibattito sugli ordini del giorno depositati in Aula. Il Consiglio Valle ha approvato, con 27 voti a favore della maggioranza e 7 astensioni (ALPE, GM, M5S), un ordine del giorno, depositato dall’UVP e sottoscritto dai gruppi SA e PNV, riguardante il Forte di Bard. Il testo, illustrato dal Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy, prendendo atto che «a un decennio di attività del Forte si rende necessario aprire una seconda e nuova fase per questo importante polo museale al fine di favorire un maggiore raccordo tra territorio e Forte che crei nuove prospettive di crescita future, in primo luogo per le attività commerciali del Borgo di Bard e dei paesi limitrofi», impegna la Giunta regionale a proporre ai soci dell’Associazione Forte di Bard di modificare l’articolo 21 dello Statuto (composizione del Consiglio di amministrazione) coinvolgendo associazioni o istituzioni e rappresentanti del settore economico di riferimento. L’Assessore al turismo Aurelio Marguerettaz ha detto che l’iniziativa presentata dai gruppi UVP, SA e PNV, «è condivisibile perché è importante studiare un metodo di lavoro volto a coinvolgere maggiormente il territorio in un’ottica di ulteriore sviluppo del Forte che fino ad oggi ha comunque ottenuto dei risultati molto positivi.» Contestualmente, l’Assemblea ha respinto, con i 27 voti di astensione della maggioranza e 7 a favore, un ordine del giorno, sempre sul Forte di Bard, presentato dai gruppi ALPE, GM e M5S, che, come evidenziato dal consigliere Chantal Certan, era volto ad «evitare le forti interferenze delle cariche politiche e istituzionali che si sono verificate in questi ultimi anni nell’attività dell’associazione oltre che il cumulo di cariche da parte delle figure politiche» e chiedeva alla Giunta regionale di modificare, entro marzo 2017, l’articolo 21 dello Statuto dell’associazione Forte di Bard, eliminando la parte che prevede che nella composizione del Consiglio di amministrazione vi sia il Presidente della Regione o un suo delegato permanente e inserendo, tra i rappresentanti aventi diritto di far parte del CdA, anche amministratori dei Comuni limitrofi. Impegnava, inoltre, il Presidente della Regione a rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente dell’Associazione Forte di Bard entro la stessa data. Il Capogruppo di UVP, Luigi Bertschy, ha giudicato «la proposta non ricevibile perché detta dei tempi, mentre in questo momento vi è un confronto politico in atto sull’opportunità che il Presidente della Regione sia anche Presidente del Forte e su altre cariche che impegnano il Presidente della Regione e, come Gruppo UVP, proponiamo scelte che sviluppino un diverso modello di governo.» L’Assemblea ha poi approvato, con 28 voti favorevoli della maggioranza e del M5S e 6 astensioni, un ordine del giorno depositato dalle forze di maggioranza (UV, SA, PD-SVdA, UVP, PNV) in merito all’Università della Valle d’Aosta. L’iniziativa impegna la Giunta regionale a relazionare alla quinta Commissione in merito al piano di sviluppo approvato dall’Ateneo, auspicando che contenga in particolare la valorizzazione dei piani di studi e dei corsi di laurea, in vista di una maggiore integrazione del servizio universitario con le esigenze e le specificità del territorio valdostano e che favorisca maggiormente e sviluppi il raccordo delle strutture e delle attività degli enti di ricerca presenti sul territorio con le funzioni dell’Università. Impegna inoltre la Giunta regionale a proporre opportune modifiche allo Statuto dell’Università ridefinendo le modalità di selezione del Rettore, in armonia con i regolamenti di tutte le altre Università italiane. Nell’illustrare il provvedimento il Vicepresidente Marco Viérin (SA) ha sottolineato: «La nostra Università, dopo vent’anni, ha bisogno di un “tagliando” per essere un reale volano per l’economia valdostana. Inoltre, per quanto concerne la governance, è giusto definire modifiche allo statuto, anche per le modalità di scelta del Rettore. In merito alla figura del Presidente della Regione, come per la questione del Forte di Bard, la Stella Alpina intende affrontare la questione serenamente, senza pregiudizi.» Le Président de la Région dans sa réplique a souligné que le débat reste ouvert: «On peut évaluer et prévoir des changements pour ce qui est de l’Université de la Vallée d’Aoste.» È stato invece respinto con 27 astensioni e 7 voti a favore l’ordine del giorno presentato dalla minoranza, sempre a proposito dell’Ateneo valdostano. Il testo, su cui ha parlato Chantal Certan (ALPE), puntava all’evitare la cumulabilità delle cariche: per questo, intendeva impegnare la Giunta regionale a revisionare entro il 30 giugno 2017 lo Statuto dell’Ateneo; impegnava altresì il Presidente della Regione a rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente dell’Università e del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo entro la stessa data. Il Consiglio ha anche respinto un’ulteriore iniziativa del gruppo ALPE, GM e M5S sulla Compagnia Valdostana delle Acque. L’ordine del giorno, illustrato dal Consigliere di ALPE Alberto Bertin, è stato respinto con 27 voti contrari (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 7 a favore. Il testo, prendendo spunto dalla sentenza della Corte costituzionale sulla legge Madia «che ha fatto decadere l’obbligo di procedere alla quotazione in mercati regolamentati della società CVA e della dismissione da parte degli enti locali delle quote di partecipazione nelle società idroelettriche», intendeva impegnare il Governo regionale a subordinare la quotazione in borsa della società CVA spa ad una valutazione approfondita di ogni possibile opportunità per la società, compresa la possibilità di un azionariato diffuso, coinvolgendo la Commissione consiliare competente e procedendo alla predisposizione di una norma legislativa ad hoc. Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha replicato che «l’ordine del giorno non può essere accolto perché subordinare la quotazione a questo tipo di valutazione impedirebbe l’avvio dell’operazione attraverso la quale vengono inseriti importanti fondi nel bilancio. Inoltre, il decreto attuativo della legge Madia è in vigore e quindi non è vero che i suoi effetti sono decaduti.» chiesto il ritiro dell’iniziativa dei gruppi di opposizione. I lavori del Consiglio Valle riprendono mercoledì 14 dicembre, alle ore 9.
Pubblicato / aggiornato
il 14/12/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute