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Ricognizione Casino: pausa sino al 9 gennaio

Ricognizione Casino: pausa sino al 9 gennaio

Dopo le audizioni condotte nella giornata di mercoledì 28 gennaio, la seconda Commissione del Consiglio Valle si prende una pausa. I lavori proseguiranno lunedì 9 gennaio, ascoltando Luca Frigerio, Luciano Natta e Pietro Conca.

Quanto sin qui emerso disegna un quadro sconsolante della situazione al Casino de la Vallée. Una quota di mercato del 20%; un passivo di bilancio 2016 di 19,5 milioni di euro; 26 milioni ancora inseriti in bilancio quali imposte da recuperare ma che alcuni ipotizzano siano perdite mascherate; 68,6 milioni di indebitamento fra mutui (54 mln) e affidamenti bancari (14,6 mln utilizzati su 20 disponibili); una liquidità sui conti correnti che non arriva dunque a sei milioni di euro e con la quale si calcola possano essere coperti stipendi e costi non oltre febbraio 2017.Infatti i dipendenti sono 695 e hanno un costo annuale di 44,8 mln di euro. I conti sono presto fatti: il costo medio è di 64.400 euro annui per ogni dipendente. I lavoratori sono 559 al Casino (248 dei quali sono amministrativi): 136 ai servizi alberghieri. Ascoltando i manager e consulenti d’azienda Paolo Giovannini, Roberto Trentaz e Marco Baranzelli, i commissari hanno sentito tante critiche alla gestione presente e a quelle passate e ricevuto qualche barlume di speranza. Una scelta sbagliata, segnalata come tale da Trentaz ma a suo dire fortemente sostenuta e caldeggiata dall’assessore Aurelio Marguerettaz, è stata il raddoppio della struttura alberghiera. A fronte di una contrazione del turismo congressuale, Trentaz avrebbe effettuato la riqualificazione delle 125 camere del Billia, magari sopprimendo anche un intero piano. Secondo Giovannini (che opera nel Casino di San Remo, dove la quota di mercato del 15,7% è gestita da 263 dipendenti) c’è un problema di attribuzione e sovrapposizione di funzioni interne, con troppi reparti di gioco quando ne basterebbe solamente uno. Baranzelli ha puntato il dito contro la mancanza di cura e attenzione nei confronti dei clienti e contro l’enorme numero di slot machine (ora ce ne sono 600, ognuna con all’interno fra i quattro e i dodici giochi) quando stanno progressivamente sprendo in tutto il mondo.Nessuno ha ricette magiche per il salvataggio e il rilancio della struttura, che però ritengono possibile ad alcune condizioni: riduzione del personale, formazione e riqualificazione dell’organico, ricollocazione del Casino sul mercato italiano e internazionale. Per quanto riguarda i tagli al personale, l’utilizzo della Legge Fornero permetterebbe di ridurre l’organico di 250/300 unità. Ma la condizione imprescindibile è che  il rilancio avvenga ponendo al vertice della struttura qualcuno che all’interno non abbia “amici né nemici” e possa agire senza subire alcun tipo di condizionamento, nel solo interesse del salvataggio della casa da gioco (conoscendola o meno, su questo gli auditi hanno espresso tesi diverse). Bisogna dire che, all’interno della Commissione, c’è chi non escluderebbe aprioristicamente un’ipotesi di chiusura del Casino, con ricollocamento dei dipendenti sulla base di una nuova strategia di sviluppo del territorio e di pianificazione economica.La Giunta, al momento, è in attesa che si concluda questa ricognizione. Poi occorrerà decidere cosa fare. Presumibilmente sulla base di un piano d’azione condiviso con la maggioranza e poi sottoposto alla valutazione consiliare. La Commissione, infatti, non può predisporre piani: al più può suggerire indirizzi.Al momento si guarda esclusivamente all’ordinaria amministrazione e in questa logica sarebbe da interpretare la nomina di Stefano Silvestri a vice direttore generale della Casa da Gioco. “Una soluzione ponte” la definisce l’assessore al Bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta, Ego Perron. Silvestri è arrivato a Saint-Vincent da Venezia da circa un anno, con l’incarico di direttore di produzione. 58 anni, laureato, sembra essere apprezzato all’interno delle sale da gioco.In un contesto simile, i 110mila Euro pagati a Gianfranco Scordato per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e i 60mila di premio per i 17 mesi di attività stupiscono di più della sua richiesta di un accordo tombale, nel quale è dichiarato esente da qualsiasi responsabilità: una richiesta, da parte sua, comprensibile. I commissari attendono ora di ascoltare cos’avranno da dire Frigerio (ammesso che si presenti in audizione), Natta e Conca.Ciò che non si capisce è come, perché e da chi, all’interno di una rosa di auditi che, nella loro storia professionale, hanno avuto tutti rapporti diretti con il Casino de la Vallée, ne sia stato inserito uno (Baranzelli) che nulla ha avuto a che vedere con la casa da gioco della cittadina termale. C’è addirittura chi ha ipotizzato che sia sia trattato di un inconsapevole e mascherato colloquio di lavoro.

Pubblicato / aggiornato il 29/12/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute