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Consiglio Valle: ancora scontro sulla chiusura del contenzioso con lo Stato

Consiglio Valle: ancora scontro sulla chiusura del contenzioso con lo Stato

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, mercoledì 21 novembre, Alberto Bertin ha criticato il rinvio delle interpellanze e delle interrogazioni, sostenendo che si tratta di un atto che non può essere deciso dalla Conferenza dei capigruppo poiché riguarda i singoli consiglieri.

Il capogruppo di Impegno civico si è augurato che ciò non crei un precedente ma sia un’eccezione. Per quanto riguarda il rinvio della discussione sulla legge elettorale chiesto dall’Union valdôtaine, ha affermato che si auspica che i voti espressi in Commissione siano confermati e la legge sia adottata. 

Contro la ludopatia
Renzo Testolin
 (Uv) ha annunciato che i gruppi Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste presenteranno un’integrazione alla proposta di legge finalizzata a vietare il posizionamento delle slot machine se non negli esercizi commerciali specificamente preposti al gioco. 
Jean-Claude Daudry (Uvp) ha rafforzato il concetto affermando che è necessaria una discussione definitiva per drasticamente bloccare la proliferazione di queste apparecchiature. 
Chantal Certan ha detto che questo sarà un traguardo importante per affrontare con efficacia la problematica della ludopatia. 
Andrea Manfrin ha ringraziato i colleghi sottoscrittori della proposta di legge: si tratta di una problematica che deve essere affrontata collegialmente, al di là dei posizionamenti politici. 


Ancora sull’accordo con lo Stato
Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha annunciato la firma dell’accordo sulla chiusura del contenzioso.
Renzo Testolin ha sottolineato che l’accordo concluso è al ribasso e dimostra scarsa attenzione per le prerogative valdostane. Il timore è che a fronte della situazione critica conseguente alle scelte del governo nazionale la clausola obblighi la Valle d’Aosta a incrementare il contributo dovuto possa pregiudicare il valore di quanto firmato.
Spelgatti ha replicato che la clausola ha la finalità di definire un limite alle richieste del Governo centrale. Rispetto alla reiterata accusa di “accordo al ribasso”, ha illustrato gli accordi che aveva proposto la Giunta Viérin dopo aver apportato un’immediata modifica al Bilancio 2018 per non aver inizialmente inserito i fondi destinati al contributo al risanamento della finanza pubblica. E ha ribadito che l’accordo firmato è migliorativo rispetto a ogni altro precedentemente trattato. Laurent Viérin (Uvp) ha affermato che la ricostruzione fatta dal presidente della Regione è tecnicamente corretta ma politicamente no. La proposta inviata allo Stato era infatti legata a una norma di attuazione e non a una legge ordinaria, come quella in approvazione. Ha poi ricordato che le trattative presenti avevano già recuperato, per il triennio, a 265 milioni di euro. Ha criticato infine il fatto che le risorse liberate siano vincolate. Ha affermato di voler approfondire il discorso quando sarà discusso il Bilancio 2019, poiché in quel momento di vedrà quali sono le risorse per la Valle d’Aosta. Ha concluso affermando che la Regione ha bisogno di investimenti per garantirne un’adeguata crescita.
Spelgatti ha replicato che una legge ordinaria è più che sufficiente poiché vale il principio dell’intesa: una norma di attuazione sarebbe stata impossibile poiché, sinora, questo Consiglio non ha nominato i propri componenti della Commissione paritetica.
Viérin le ha ulteriormente risposto che, al momento della sua proposta, la Commissione paritetica era operativa. 
Nel dialogo si è inserita Daria Pulz (Impegno civico), ritornando al 2012 e ricordando che la partecipazione al risanamento era stata decisa dall’allora Governo Monti, solo che il quantum sarebbe dovuto essere deciso con una norma di attuazione ma, in considerazione e del fatto che le Regioni a Statuto speciale non erano messe d’accordo e lo Stato aveva deciso di attribuirci una quota sproporzionata. Dunque era stato corretto aprire il contenzioso, come peraltro è stato corretto aprire una trattativa per chiuderlo. Ha aggiunto che ci si sarebbe potuti aspettare di più ma h definito la discussione in atto è superflua, poiché lo Stato può legittimamente chiedere il contributo e intervenire unilateralmente a prescindere dalle sentenze. Si è riusciti a ristabilire un po’ di equilibrio e sarebbe nobile se si riuscisse a ricordare che il risanamento ricade su tutti i cittadini italiani, ha affermato, proponendo: “Discutiamo su come utilizzare i soldi che ci rimangono, facendo una programmazione serie a lungimirante”. 
Chantal Certan (Alpe) ha ricordato di aver votato quella delibera perché tecnicamente è stato un accordo positivo che ha dato certezze in un momento di incertezze e qualche risorsa in un momento di poche risorse. Tuttavia, dal punto di vista politico è stato un accordo al ribasso poiché si era chiesto molto di più e di più si sarebbe potuto ottenere. 
Augusto Rollandin (Uv) ha risposto  a Pulz accusandola di voler banalizzare l’autonomia: «le thème est à la base de la survie de notre Autonomie. On ne peut pas banaliser notre Autonomie, en disant que les jugements de la Cour constitutionnelle ne valent pas par rapport aux manœuvres financières de l’Etat. Pour soutenir nos raisons – et notamment la question du critère SIOPE qui a fortement pénalisé notre Région – nous avons dû faire des recours à la Cour constitutionnelle.» Rollandin ha poi ribadito che «l’accordo finanziario concluso è al ribasso, perché la cifra portava a 244 milioni di euro, mentre oggi ne abbiamo 130 milioni.»
Le Conseiller de la Lega VdA Diego Lucianaz a déclaré que «la Lega est à faveur de tout le débat sur la question financière. Aujourd’hui, nous avons la confirmation que le gros échec a été l’acceptation du Statut spécial sans l’accord financier. Nous sommes d’accord avec tous les autonomistes qui sont dans cette salle pour bien renforcer notre tradition autonomiste et pour rappeler ceux qui ont lutté il y a 70 ans pour notre Autonomie».
Chiara Minelli (IC) ha sottolineato: «In questi anni l’azione politica è stata improntata a una sorta di difesa ad oltranza dei diritti e dei privilegi, mentre a mio avviso la visione corretta dell’autonomia deve essere di un’autonomia responsabile, sì attenta ai diritti ma aperta ai principi di solidarietà. La clausola di salvaguardia che stabilisce una quota fissa di compartecipazione al risanamento finanziario dello Stato è l’aspetto più importante, che permetterà alla Valle d’Aosta di organizzarsi di conseguenza. I soldi sono sempre troppo pochi, ma la nostra Regione riceve 1.300 milioni annui dallo Stato, oltre a finanziamenti europei, non siamo quindi più disagiati rispetto ad altre Regioni. Dobbiamo difendere la nostra autonomia, ma anche partecipare responsabilmente alle finanze dello Stato. Indipendentemente da chi ha condotto la trattativa, non credo che sarebbe stato possibile ottenere di più.»
Il Capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha parlato di «fragilità dell’accordo. Nel momento in cui lo Stato modificherà le regole del gioco a monte, noi saremo penalizzati, senza se e senza ma. Dovremo allora spiegare a chi, per una scelta coraggiosa, ha deciso di abitare in montagna, perché non saremo in grado di garantire i servizi essenziali. Abbiamo fissato per sempre il contributo regionale al risanamento dei conti pubblici, anche se in futuro le tassazioni cambieranno. Siamo d’accordo con la sostenibilità nei confronti dello Stato, ma che vada di pari passo con un’equa tutela nei confronti della Regione e delle nostre piccole comunità.»
L’Assessore all’agricoltura, Elso Gerandin (Mouv’), ha osservato che «saranno i valdostani a giudicare la bontà dell’accordo. La nostra Autonomia finanziaria è debole, perché siamo sempre assoggettati agli umori della parte politica e delle manovre finanziarie. L’accordo concluso con lo Stato ha degli aspetti positivi, e ci si chiede come mai arrivi soltanto nel 2018, quando invece le altre Speciali lo hanno fatto oltre tre anni fa. Certo, tutti avremmo voluto portare a casa qualcosa in più, tuttavia ora chi sarà chiamato al Governo potrà lavorare, per una volta tanto, con una programmazione perché avrà certezza di risorse. Io credo peraltro che avere questi fondi in conto investimenti sia un bene per la Valle, perché ci obbligherà a fare investimenti e non a spenderli in parte corrente.»




Pubblicato / aggiornato il 21/11/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione