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Alla ricerca di una maggioranza 11

Alla ricerca di una maggioranza 11 (©AduVdA) - L'Assemblea di AduVdA di sabato 22 febbraio 2020

Nel processo di formazione della nuova maggioranza per il Consiglio Valle s’inserisce AduVdA, con una nota che vorrebbe essere un assist per Progetto civico progressista ma potrebbe sortire l’effetto esattamente opposto.

Scrive Daria Pulz: «Le dichiarazioni degli autonomisti e, soprattutto, dell’UV, che dopo aver dichiarato in campagna elettorale la distanza dalla Lega razzista e sovranista ora ritornano alla “tradechon” del “Ni Droite, Ni Gauche” (per i non francofoni “Francia o Spagna, purché se magna”) non sorprendono e dimostrano che è necessario un reale cambio di sistema.
In caso di accordo con la Lega, il rinnovamento di Lavevaz si rivelerà di facciata, non di sostanza».

Visto che la Lega ha undici consiglieri e che, tolti i sette di PcP, ne restano diciassette, tutti di area autonomista, Pulz ammette che «Un governo alternativo alla Lega non può che partire dagli autonomisti stessi». Allora «Anche a nome di quegli elettori che avrebbero voluto votare ADU e hanno cercato un’alternativa possibile nel programma del Progetto Civico Progressista, diciamo: restate uniti attorno al programma».

E qui c’è il primo effetto boomerang: mettere in evidenza che il Progetto civico progressista è un’aggregazione e non un’unione. Aggregazione di Rete civica (con Bertin che ha una visione diversa da Riccarand), Partito democratico (con Crétier, Padovani, Guichardaz e Malacrinò che sono riconducibili ad almeno tre diverse linee di pensiero, se non correnti) e Area democratica (rappresentata da Erika Guichardaz che fa riferimento a Raimondo Donzel).

Pulz prosegue nel suo ragionamento: «Un governo alternativo alla Lega non può che nascere dal confronto con gli autonomisti, ma questo deve avvenire in maniera trasparente e portare ad un progetto di medio termine condiviso, che non umili le istanze di difesa dei beni comuni e di discontinuità, promosse da una parte importante dell’elettorato.
Nel concreto: nessuna fuga in avanti per i collegamenti intervallivi – in particolare, Cime Bianche -, un impegno preciso e immediato per la doppia preferenza di genere e il congelamento delle procedure di privatizzazione e quotazione in borsa di CVA, almeno fino alla verifica della possibilità di una norma di attuazione statutaria che garantisca la salvaguardia pubblica del bene comune delle acque valdostane
».

Ecco, esattamente i punti rispetto ai quali l’accordo non si trova. Perché gli autonomisti (come peraltro la Lega) sono favorevoli ai collegamenti intervallivi, non ritengono la doppia preferenza di genere il problema da risolvere più importante della Valle d’Aosta, vogliono che lo sviluppo di Cva avvenga grazie a risorse economiche provenienti dal mercato.

Quindi Ambiente-Diritti-Uguaglianza, esortando gli eletti del Pcp a non recedere da questi principi, contemporaneamente spinge gli autonomisti verso una Lega più affine dal punto di vista programmatico.

Pubblicato / aggiornato il 10/10/2020 alle 20:30
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Categoria: Politica e Amministrazione