Morte coniugi Mattioli: la battaglia si sposta al Tribunale civile
Il Gip Giuseppe Colazingari, al termine dell’udienza di mercoledì 25 ottobre 2020, si è riservato la decisione in merito all’opposizione contro l’archiviazione del procedimento a carico dell’ex sindaco di Courmayeur (Stefano Miserocchi), indagato per omicidio colposo e lesioni colpose gravissime, reato omissivo improprio e disastro colposo per frana e messa a rischio dei pubblici trasporti.
L’archiviazione era stata richiesta dal sostituto procuratore Eugenia Menichetti e l’indagine si riferiva alla morte di Vincenzo Mattioli e della moglie Barbara Gulizia, il 6 agosto 2018, a causa di una frana verificatasi in Val Ferret. L’opposizione è stata presentata dai figli della coppia.
I fatti
Verso le ore 17.30 del 6 agosto 2018, in concomitanza con una pioggia intensa, lungo il torrente Margueraz si formò una colata detritica che invase la strada comunale della Val Ferret travolgendo auto e pedoni. I coniugi Mattioli che, di ritorno da un’escursione, erano appena saliti a bordo della loro auto quando è stata investita da fango e detriti.
La Procura di Aosta aveva aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati il sindaco di Courmayeur in virtù della sua posizione di garanzia.
Il sostituto procuratore, dopo le indagini svolte dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta, e dopo il deposito della consulenza tecnica affidata al geologo Elisabetta Drigo, ha ritenuto che non si potesse imputargli alcuna responsabilità.
La tesi dei fratelli Mattioli
Il legale dei fratelli Mattioli, Alberto Berardi, ha presentato una memoria difensiva nella quale confuta le conclusioni della Procura, ponendo l’accento su alcune contraddizioni.
In primis, il consulente tecnico del Pm non dichiara che quell’evento di debris flow, ossia la colata detritica, fosse imprevedibile. Giunge invece alla conclusione che era in sé prevedibile, ma non lo sarebbe stato nell’intensità poi manifestata. Ciò implicherebbe una riformulazione del giudizio di prevedibilità.
Il temporale che non sarebbe stato idoneo, per la Ctu, a causare un fenomeno di tale devastazione e a richiedere un’allerta meteo. Tuttavia la Regione autonoma Valle d’Aosta aveva inviato, nel 2009, ai Comuni il Sistema di allertamento per rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico, in cui li si invitava a informarsi costantemente sulle previsioni meteo consultando il bollettino regionale, essendo possibile “che eventi non particolarmente significativi, come temporali d’intensità non rilevante, possano provocare fenomeni puntuali di dissesto o allagamenti in situazioni di particolare vulnerabilità territoriale”.
I figli dei Mattioli chiedono al Gip di formulare l’imputazione per i reati ascrittigli al sindaco, in quanto autorità territoriale di protezione civile, per non aver adottato alcuna cautela nel caso di specie, né di natura eccezionale né ordinaria, ad esempio chiudendo la strada, ma anche per la scelta da parte del Comune da lui rappresentato di ubicare un parcheggio, quello dove i coniugi Mattioli hanno trovato la morte, in un luogo laddove il rischio frana è ancora maggiore rispetto al tratto stradale. In una sua informativa, a firma dell’ispettore capo Luigi Pradella, il Corpo Forestale della Val d’Aosta ha definito la realizzazione di questa e di altre aree di parcheggio lungo l’asse della Val Ferret una “criticità evidente rispetto ad un efficace sistema di protezione civile”. In via subordinata, domandano quindi al giudice di ritrasmettere il fascicolo al pubblico ministero per un ulteriore approfondimento delle indagini sulle varie questioni sollevate.
La decisione del gip
Giovedì 22 aprile 2021, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Colazingari ha deciso che il procedimento a carico di Stefano Miserocchi deve essere definitivamente archiviato (il provvedimento non è infatti impugnabile).
La battaglia dei fratelli Mattioli si sposta in sede civile
«La battaglia non si ferma e ora continuerà in sede civile» annunciano i fratelli Simone ed Emanuela Mattioli: hanno incaricato una società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini e un legale di proporre una citazione in causa nei confronti del Comune di Courmayeur.
Il 5 aprile 2022, il Comune di Courmayeur aveva chiesto un rinvio per consentire la costituzione anche degli altri due soggetti chiamati in causa (la sua compagnia di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, e la Regione Valle d’Aosta). Martedì 20 settembre 2022, si è svolta la prima udienza della causa civile. Si è trattato di un’udienza non in presenza ma scritta, in cui i legali delle parti hanno richiesto i termini per il deposito delle memorie per la trattazione e l’istruzione della causa, che il giudice del Tribunale di Aosta, Paolo De Paola potrà concedere con apposita ordinanza, fissando contestualmente la data per la prossima udienza.
Pubblicato / aggiornato
il 20/09/2022 alle 16:36
Categoria:
Cronaca