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Fuori Luogo: il cinema racconta la Valle d’Aosta

Fuori Luogo: il cinema racconta la Valle d’Aosta (©+PiùPress) - Veronica Pirana con Jordy Bollon

A settembre 2020 è terminato il percorso formativo di Fuori Luogo, il progetto riguardante il cinema come strumento di narrazione del territorio, co-finanziato dall’Assessorato Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili della Regione autonoma Valle d’Aosta con risorse del Fondo per le politiche giovanili.

Lanciato a inizio febbraio 2020, il corso è stato organizzato dall’associazione Long Neck Doc e ha visto la partecipazione di quindici giovani tra i 18 e i 29 anni, residenti in Valle d’Aosta. Il progetto ha subito una modifica radicale, in quanto è stato concepito prima del lockdown e di conseguenza, è stato successivamente riadattato per adeguarlo alle normative Covid-19.

La prima parte di Fuori Luogo riguardava le lezioni on line a tema cinema e documentario nazionale e internazionale, sotto la direzione artistica del regista Alessandro Stevanon.

La seconda fase riguardava la produzione di documentari.

«Ho appena finito di montare il mio documentario. È stata un’esperienza positiva. Ero già appassionato di fotografia e di video, ma avere la possibilità di essere seguiti da professionisti del settore, anche durante la fase di realizzazione pratica mi ha finalmente permesso di apprendere un metodo di lavoro strutturato e organizzato. Mi si è davvero aperto un mondo: lavorare ad un documentario ti permette di entrare in contatto con le persone e dar loro voce» ha spiegato Roberto Vassoney, studente all’Accademia delle belle arti di Torino.

Nicole Jocollé, studentessa al terzo di Dams cinema a Torino, sta lavorando a «un documentario incentrato sul Fiolet, proposto dal punto di vista di un giovane valdostano attraverso il racconto della sua vita e della sua passione per questo sport popolare. All’università si fa sempre tanta teoria e poca pratica, quindi questa per me è stata davvero un’occasione importante per sperimentare sul campo ciò che ho studiato».

Veronica Pirana studia Chimica a Torino ma coltiva la passione per la fotografia. «Ho deciso di raccontare una delle leggende che riguardano il castello di Fénis, quella del fantasma-bambino, attraverso la voce del custode, interpretato da Jordy Bollon della compagnia teatrale Le Degourdì».

Tutti i lavori dei corsisti sono pubblicati sul canale youtube di Long Neck Doc.

Pubblicato / aggiornato il 21/10/2020 alle 09:12
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Categoria: Cultura