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La Valle d’Aosta è Area rossa

La Valle d’Aosta è Area rossa (©governo.it) - Giuseppe Conte annuncia, il 4 novembre 2020, che la Valle d'Aosta è zona rossa

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri, alle ore 20.20 di mercoledì 4 novembre, nel corso di una conferenza stampa, ha illustrato le misure di contenimento del Covid.

«Se fossero uniche su tutto il territorio nazionale, non sarebbero realmente efficaci per le regioni attualmente a maggior rischio e indurremmo misure irragionevolmente restrittive per le aree nelle quali la situazione è meno grave», ha detto.

l’Italia è stata divisa in area gialla, arancione e rossa, ciascuna con proprie misure, che entreranno in vigore venerdì 6 novembre, «per consentire a tutti di disporre di un tempo congruo per organizzare le proprie attività». Non ci sono aree verdi.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato le regioni più critiche e ha già emanato le relative ordinanze.

La Valle d’Aosta è area rossa (come Piemonte, Lombardia, e Calabria). Ciò significa che:

  • è vietato ogni spostamento, anche all’interno del comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una regione all’altra e da un comune all’altro
  • chiusura di bar e ristoranti, sette giorni su sette. L’asporto è consentito sino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni
  • chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri, barbieri. Chiusi i centri estetici
  • nella Pubblica amministrazione, si lavora in presenza solo per esigenze indifferibili
  • didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le Università, salvo specifiche eccezioni (per esempio alcuni corsi di medicina)
  • sospesi tutti i concorsi e le prove selettive, tranne quelli sanitari e di protezione civile
  • sospese tutte le competizioni sportive tranne quelle riconosciute di interesse nazionale da Coni e Cip
  • sospesa l’attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attività motoria all’aperto, nei pressi della propria abitazione, e attività sportiva solo all’aperto, in forma individuale
  • sono chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie
  • per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta l’eccezione per i mezzi di trasporto scolastico, assoggettati a specifici protocolli.

Gli indicatori che determinato l’inserimento in una zona piuttosto che in un’altra sono costantemente monitorati e se si rientra per 14 giorni nei parametri di un livello di rischio più basso o più alto, il passaggio in altra area avviene con altra ordinanza.

Il ministero della Salute condividerà gli indicatori con le Regioni interessate.

«Non abbiamo alternative, dobbiamo affrontare queste restrizioni per affrontare l’impennata della curva di contagio. siamo già all’opera per mitigare le ripercussioni negative che queste misure avranno sul tessuto produttivo. Un decreto legge permetterà la pronta erogazione di indennizzi agli operatori colpiti da queste nuove misure. I benefici saranno accreditati direttamente sui conti correnti degli operatori colpiti», ha concluso il premier Conte.

Pubblicato / aggiornato il 04/11/2020 alle 20:55
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Categoria: Salute