La VdA rinuncia al contezioso con Roma: un successo solo per Lega e Mouv
Martedì 30 ottobre, la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta, con tutti i componenti presenti, ha approvato all’unanimità un accordo con lo Stato – definito nella serata di lunedì 29 ottobre – per risolvere il contenzioso finanziario.
I termini dell’accordo
Il contenzioso finanziario ammontava a 240 milioni di euro (richiesti dallo Stato e ritenuti indebiti dalla Valle d’Aosta). L’accordo è stato chiuso per 130 milioni complessivi, che non saranno dovuti allo Stato. Solo dopo che sarà recepito in legge la Regione rinuncerà alle cause aperte nelle varie Corti.
120 milioni saranno restituiti sotto forma di finanziamenti diretti e indiretti. Saranno erogati nella misura di 20 milioni nel 2019 e poi in rate da 20 milioni nei cinque anni a seguire. I dieci milioni saranno invece tolti da quanto la Regione dovrà allo Stato per il 2019: 122,8 milioni previsti dalla finanziaria 2018 (quella della riduzione accordata dopo gli incontri con l’allora viceministro Enrico Morando). Quindi la Valle d’Aosta dovrà contribuire al risanamento della finanza pubblica rinunciando a 112,8 milioni del proprio Bilancio.
Nell’accordo è stato anche definito il futuro, indicando le somme che saranno richieste negli anni successivi al 2019: dal 2020, il contributo ammonterà a 102,8 milioni annui. È stato dunque confermato il contributo deciso dal Governo precedente.
Con il medesimo accordo è stata chiusa anche la restante parte di contenzioso aperto. In particolare quello relativo ai contributi che le Regioni a Statuto speciale erano state chiamare a dare al Servizio sanitario nazionale per gli anni 2019 e 2020. La Valle d’Aosta li ha rifiutati ma le sentenze si sono espresse in senso contrario. Si tratta di 14/17 milioni per anno (a seconda dei calcoli della Ragioneria regionale e quella di Stato) e, nell’accordo, si è convenuto che queste cifre non saranno sottratte al Bilancio regionale.
Per evitare che nuovi contenziosi abbiano ad aprirsi in conseguenza di nuove richieste da parte dello Stato, nell’accordo sono state inserite alcune clausole che prevedono che lo Stato, in caso di esigenze eccezionali di finanza pubblica debitamente motivate, possa richiedere alla Valle d’Aosta un incremento al controbuto concordato non superiore al 10%.
La soddisfazione della Lega e di Mouv’
“Noi siamo molto contenti – ha detto il presidente della Regione Nicoletta Spelgatti – perché riuscire a chiudere un accordo con lo Stato su una materia aperta dal 2012, dando sicurezza di finanza per gli anni a venire e portando a casa 130 milioni di euro, è estremamente positivo“.
Il gruppo consiliare Lega VdA commenta l’accordo in questi termini: “Dopo anni di rinvii e di false promesse, la Lega è riuscita a mettere la parola fine ad una questione che da anni ha occupato l’agenda degli ultimi Governi regionali, che non sono però riusciti nell’intento di portare a casa una soluzione che fosse favorevole e non penalizzante per la nostra Regione. Un risultato che si è reso possibile grazie anche alla grande attenzione che il Governo nazionale, a guida Lega e Movimento Cinque Stelle, ripone nei confronti dei territori. Con l’accordo raggiunto vengono così garantite certezza e stabilità nelle relazioni finanziarie fra lo Stato e la Regione che sono oggi indispensabili per programmare le spese e gli investimenti necessari per rilanciare l’autonomia della Valle d’Aosta“.
Secondo Mouv‘: “A differenza del passato, grazie a tale accordo si è ottenuta maggiore garanzia delle risorse che renderanno possibile la programmazione dei futuri bilanci. La delibera è stata votata con coscienza all’unanimità da tutta la Giunta, e ci stupisce se in tale contesto qualche assessore esprima a posteriori i propri dubbi”.
Di diverso avviso gli altri gruppi consiliari
Union valdôtaine commenta: “Si tratta di un accordo al ribasso e fortemente penalizzante per la Valle d’Aosta. Un accordo che, di fatto, porta alla rinuncia di 244 milioni di euro – che sono un diritto della nostra Regione – in cambio di poche risorse, con vincolo di destinazione e diluite in 7 anni, creando un impatto irrilevante a favore dei bilanci regionali dei prossimi anni e ammettendo peraltro delle clausole di tutela a favore dello Stato che, se attivate, porterebbero ad una potenziale richiesta di eventuali 20 milioni di euro l’anno, annullando di fatto il beneficio a favore della Regione. Questo è, invece, un accordo che favorisce lo Stato, che di fatto recupera 124 milioni di euro e che lo solleva dal rispettare gli impegni finanziari verso la Valle d’Aosta. Esprimiamo grande contrarietà quindi per questa bozza di accordo che parrebbe scritta dallo Stato e che è volta ad annullare le prerogative finanziarie dei Valdostani con l’assoluta complicità di chi oggi rappresenta le massime cariche della Regione“.
Laurent Viérin, che nel ruolo di presidente della Regione ha direttamente vissuto una parte del contenzioso e la trattativa con il viceministro Morando, dice: “Esprimiamo tutta la nostra delusione e contrarietà per un accordo che svende Valle d’Aosta e la questione finanziaria valdostana allo Stato attraverso un accordo di palazzo tra Lega valdostana e Lega nazionale, dove chiaramente la parte romana la fa da padrone. Il che fa parte, purtroppo, del momento che viviamo. Se pensiamo anche alla nomina di un assesore leghista all’università della Valle d’Aosta. Un accordo finanziario scellerato che penalizza pesantemente la Valle d’Aosta e che avrà conseguenze di forti tagli già nel prossimo bilancio per la nostra regione. Speriamo si fermi presto questo scempio“.
Il capogruppo di Stella alpina, Pierluigi Marquis, ci ha dichiarato: “l’accordo è penalizzante per la Valle d’Aosta e poco rispettoso per la nostra autonomia. Ci attendevamo in questa fase una maggiore attenzione da parte dello Stato a fronte delle dichiarazioni pronunciate in questi mesi di valorizzazione delle autonomie speciali. Rinunciamo a 240 milioni a fronte di un trasferimento da parte dello Stato pari a 120 milioni in sette rate annue“.
Luciano Mossa, capogruppo del Movimento 5 stelle, ci ha detto: “La presidente Spelgatti ha stretto un accordo con il Ministero dell’economia e delle finanze nel quale sostanzialmente la regione si impegna a ritirare tutti i ricorsi pendenti contro lo stato in cambio di uno “sconto” sui 244 milioni di euro di contenzioso. Magari avremmo potuto portare avanti e vincere i contenziosi e ottenere tutti i 244 milioni senza vincoli di destinazione. La scelta, come al solito, non è stata condivisa con i membri del Consiglio ma presentata a giochi fatti. Forse potevamo ottenere di più? Non lo sapremo mai“.
Emily Rini commenta: “Se da una parte la Giunta regionale avrebbe potuto e senz’altro dovuto staccare un accordo migliore con un Governo statale a forte connotazione leghista, dall’altra è pur vero che questo accordo restituisce alla Valle d’Aosta la certezza delle risorse a disposizione negli anni a venire per poter programmare i bilanci. Questo ritengo sia l’unico aspetto positivo di questo accordo che, duole dirlo, ha sancito di riflesso la mortificazione dell’Autonomia valdostana, visto che i contributi oggetto del contenzioso non sarebbero stati dovuti dalla Valle d’Aosta allo Stato. A riprova di questo, c’è il fatto che se a Roma fossero stati così convinti delle loro ragioni, mai avrebbero rinunciato ad arrivare a sentenza davanti alla Corte Costituzionale. Se qualcuno in Giunta era scettico a riguardo dei termini di questo accordo, scetticismo peraltro legittimo e condiviso da buona parte degli altri colleghi presenti alla riunione della prima commissione, lo strumento più idoneo per esprimere le proprie perplessità sarebbe stato il voto contrario alla delibera, non certo il voto a favore”.
La replica di Aggravi
Dopo questa levata di scudi, la replica arriva dall’assessore alle Finanze Stefano Aggravi: “la proposta di Accordo approvata all’unanimità con deliberazione di Giunta avrà un triplice effetto positivo ai fini programmatori e di bilancio. Innanzitutto il contributo finale destinato allo Stato è e sarà, a regime, significativamente inferiore rispetto a quanto, sino ad oggi, trattenuto a diverso titolo dallo Stato; in secondo luogo la certezza dell’ammontare del contributo a decorrenza consentirà, tra l’altro, di poter quantificare in maniera precisa e pluriennale la capacità di spesa della Regione Autonoma Valle d’Aosta. A fronte della rinuncia ai contenziosi pendenti – di cui l’esito è, per definizione, comunque aleatorio – la Regione autonoma Valle d’Aosta avrà la disponibilità di 120 milioni di euro da destinare a investimenti utili al rilancio dell’economia valdostana. Ho accolto con stupore e sconcerto le affermazioni dell’assessore Chantal Certan che, dopo aver condiviso e votato quanto espresso in riunione di Giunta regionale, senza peraltro manifestare alcuna perplessità in tale sede, ha dichiarato a mezzo stampa che la proposta di accordo sarebbe, a suo dire, ‘al ribasso’“.
Pubblicato / aggiornato
il 30/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
