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Spi Cgil, Falcomatà confermato segretario

Spi Cgil, Falcomatà confermato segretario

Nel corso del X congresso Spi Cgil Valle d’Aosta, Domenica Falcomatà è stato confermato segretario.

Nella sua relazione, Falcomatà ha toccato alcuni punti inerenti alla situazione della nostra regione: “il welfare è ancora di buona qualità, anche se ha risentito della crisi e del forte calo di risorse del bilancio regionale ma, complessivamente il sistema di assistenza socio-sanitaria si mantiene ancora ad un buon livello”.
Il segretario ha poi messo l’accento sul sistema sanitario e socio-assistenziale: “Analizzando alcuni dati del bilancio regionale 2017-2018 possiamo vedere che i fondi a disposizione del sistema sanitario e socio-assistenziale subiscono sensibili contrazioni di risorse e che la situazione desta più di una preoccupazione. In particolare per la contrazione di personale, di strumentazione e di strutture. Vi è la necessità di un sistema di tariffe da rendere omogenee, oltre alla necessità di unificare i livelli delle prestazioni regionali (disabilità e centri diurni) e locali (microcomunità).
Falcomatà ha poi toccato l’aspetto politico: “Le vicende politiche di questi ultimi anni sono state elemento di stallo di ogni qualsivoglia avanzamento concreto. Sul settore sanitario si ripercuotono le conseguenze dei tagli che, oltre ad avere risvolti sulle questioni contrattuali, hanno riflessi negativi sulle liste d’attesa, sulla qualità delle prestazioni, alimentando la cosiddetta sanità passiva o inducendo le persone a rinunciare alle cure. Vi è poi un sistema di tickets troppo costoso per la diagnostica e la specialistica. A questo va aggiunto il lavoro di rete e d’interfaccia tra l’ospedale regionale e il territorio che è sicuramente deficitario e non in grado di dare risposte sufficienti alla comunità”.
Infine, Falcomatà ha affermato che “siamo di fronte ad un peggioramento del livello di assistenza legato ai tagli delle dotazioni finanziarie. Si avverte, inoltre, quanto questo fenomeno sia forte, ed in controtendenza rispetto al passato, dalla scarsa appetibilità del sistema sanitario valdostano per le alte professionalità mediche e infermieristiche che abbandonano la Valle d’Aosta. Non di poco conto per il personale medico è il blocco che nei fatti esiste di dover superare la prova di francese nei concorsi d’accesso alla professione. Tema sul quale occorre fare una riflessione approfondita”. 

Pubblicato / aggiornato il 29/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro