PD in bilico, nuova schermaglia Dem nel Consiglio comunale di Aosta
Una mozione, presentata da Pietro Verducci e Antonio Crea (PD-Sinistra VdA), Vincenzo Caminiti (misto maggioranza), Loris Sartore (misto minoranza), Lega, M5S e Altra VdA, ha aperto un nuovo scontro nelle fila degli eletti del Partito democratico nel Consiglio comunale di Aosta.
La mozione mirava a impegnare il Consiglio comunale di Aosta “a richiamare a sé le competenze riguardanti le nomine attraverso le modifiche dei Regolamenti che si renderanno necessarie“. Questo perché, come specificato nella premessa della mozione, “attualmente, le nomine di membri di società ed enti che fanno capo al Comune sono di pertinenza del sindaco, che di conseguenza ha la facoltà di individuare il profilo ritenuto più idoneo a ricoprire tale incarico“.
Verducci non ha apprezzato la risposta del sindaco, definita dal consigliere come “un elenco normativo di una burocrazia che costringe il sindaco a decidere da solo“. Secondo Verducci, il primo cittadino non avrebbe colto lo spirito dell’iniziativa: “l’obiettivo era coinvolgere anche la minoranza e i cittadini. Dovremmo mettere in campo la meritocrazia“. Il consigliere ha quindi ricordato che, già nel 2015, sulla nomine Aps “mi era partito l’embolo. Il Comune sceglie i membri Aps, ma perché non far scegliere un membro del CdA alla minoranza? Lei parla di criteri di selezione come qualifiche e titoli ma, a parità di titoli, come sceglie il candidato migliore? Lei dice che è una nomina fiduciaria. Secondo me dovrebbe basarsi sul merito e non sulla fiducia personale“. Verducci ha anche sostenuto che dovrebbe esserci più pubblicità delle opportunità a disposizione.
Centoz ha quindi ribattuto: “Colleghi Crea e Verducci, è ridicolo lamentare in questa sede la mancata condivisione quando non partecipate quasi mai alle riunioni di maggiornanza“. Rivolgendosi poi a Crea, il sindaco ha ricordato che “ha partecipato alle riuniuoni politiche in cui si sono stabilite quelle che chiama spartizioni da Manuale Cencelli. Ora fa considerazioni diverse”. Poi gli ha ricordato: “Lei ha usufruito di tale sistema“. Il primo cittadino ha poi concluso il suo intervento affermando che “noi abbiamo utilizzato requisiti stringenti per le nomine Aps. È chiaro, non esiste una graduatoria perché si tratta di una nomina fiduciaria. La politica ha fatto le sue scelte“.
Verducci, richiamando quanto affermato dal sindaco in un’altra occasione, ha commentato: “Poi lei sarebbe quello che mi riprende perché i panni sporchi si lavano in pubblico e non in casa“. L’esponente Dem ha precisato che i suoi orari di lavoro gli impediscono di partecipare alle riunioni di maggioranza: “Più volte ho fatto presente che gli orari non erano compatibili con i miei impegni lavorativi – ha detto Verducci -. Ma a lei non interessava che il singolo non potesse venire“.
A mediare, è intervenuto Crea: “A me interessa la sostanza della questione. La nostra intenzione era di evidenziare come, in un periodo di disaffezione politica, avrebbe potuto dare segni di apertura“. Crea ha quindi chiesto una sospensione (riunione tra i firmatari, con la presenza del sindaco) per cercare una via d’uscita.
Caminiti, altro firmatario e membro della maggioranza, ha confermato che la volontà era quella spiegata da Crea: “chiedere più condivisione e più trasparenza. Se poi deve diventare una questione interna del PD, io tolgo la firma dalla mozione“.
Dopo la sospensione, Crea ha esposto una proposta di emendamento relativo all’impegnativa, che sarebbe diventata: “si impegna il sindaco e la Giunta a chiedere il parere consultivo alle competenti Commissioni consiliari prima di procedere alle nomine“. La proposta, tuttavia, non ha avuto il supporto di Caminiti, che ha voluto ritirare la propria adesione all’iniziativa.
Verducci, in sede di dichiarazione di voto, ha evidenziato come “il passaggio in Commissione sarebbe un passo verso una migliore trasparenza e una scelta democratica“.
Ha poi preso la parola Jeanette Migliorin (Stella Alpina): “Nei primi anni di consiliatura ci siamo tutti lamentati del fatto che il sindaco fosse troppo molle e democratico. Oggi siamo qui a parlare di quanto sia autoritario. Il sindaco, in queste scelte, è supportato dalla legge“.
La mozione è stata respinta con 11 voti contrati, altrettanti favorevoli e cinque astensioni.
Pubblicato / aggiornato
il 24/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione

