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Assolto in appello il condannato per violenze in famiglia in Valdigne

Assolto in appello il condannato per violenze in famiglia in Valdigne

La Corte d’Appello di Torino ha rovesciato la sentenza nei confronti del 67enne residente in Valdigne, condannato dal Tribunale di Aosta (mercoledì 13 febbraio 2019) a due anni e mezzo di reclusione per abusi reiterati e continuati nei confronti della moglie e della figlia minorenne.

L’accusa in primo grado

L’accusa, in primo grado, era sostenuta dal sostituto procuratore Carlo Introvigne d erano numerosi i capi d’imputazione: maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale e atti sessuali con minori.

La prima udienza

Il 24 ottobre 2018, la prima udienza era durata nove ore. In un primo tempo, si era svolto – a porte aperte – l’interrogatorio al referente dei servizi sociali, che aveva segnalato la situazione che ha portato all’apertura dell’indagine, e al comandante della locale stazione dei Carabinieri. Prima di sentire gli altri testimoni, il presidente Eugenio Gramola, aveva stabilito che le porte fossero chiuse. Erano dunque sfilate dinnanzi alla Corte le tre persone offese, il convivente della figlia e il medico di famiglia. Per la difesa, era stato ascoltato un solo testimone: la madre dell’imputato. 

La seconda udienza

Durante l’udienza del 12 dicembre 2018, erano state ascoltate un’amica della figlia, un’amica della moglie e il datore di lavoro dell’imputato.

La terza udienza

La terza udienza del giudizio immediato aveva visto l’ascolto di altri due testimoni per la difesa e due richiesti dal collegio. La difesa ha convocato l’attuale medico di famiglia e il padrino della figlia; i giudici hanno voluto ascoltare i genitori del fidanzato della figlia (dalle affermazioni del quale aveva preso avvio l’indagine).

La sentenza

Il pm aveva chiesto la prescrizione per il reato di violenza sessuale sulla figlia. Per i restanti capi d’accusa aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione.
La difesa (avvocati Valeria Fadda e Giuseppina Mauri) avevano chiesto l’assoluzione.
I giudici Eugenio Gramola, Marco Tornatore e Giuseppe D’Abrusco avevano condannato l’uomo a 2 anni e sei mesi di reclusione per i maltrattamenti dal 2016 al 2018. Per i maltrattamenti dal 2008 al 2016 lo avevano assolto. Per quelli fino al 2007, il reato era prescritto. È stato assolto dall’accusa di violenza sessuale sulla moglie perché fatto non sussiste.

L’appello

La sentenza di appello, resa nota mercoledì 18 settembre 2019, ha assolto l’uomo anche pe ri presunti maltrattamenti dal 2016 al 2018.

Pubblicato / aggiornato il 19/09/2019 alle 11:34
Categoria: Cronaca