Uv elegge il Comité e cerca una linea
Il Conseil fédéral post congressuale di Union valdôtaine si è riunito lunedì 22ottobre, nell’auditorium del Villair di Quart.Il neo presidente, Erik Lavevaz, solo al tavolo poiché l’ufficio di presidenza non era ancora stato nominato ed eletto, ha fatto l’appello. Poi ha affermato di aver accelerato i tempi di convocazione a causa della situazione politica in Regione e al Comune di Aosta. Rispetto alla squadra che lo affiancherà ha detto di essersi ispirato alla rappresentanza territoriale ma anche a criteri di rinnovamento pur con esperienza.
Ha quindi confermato la sua scelta di David Follien (assente giustificato) quale vicepresidente e di Federico Perrin quale tesoriere. Il secondo vicepresidente è stato invece eletto dal Conseil ed è Osvaldo Chabod (unico candidato).
Si è quindi passati al Comité fédéral, composto da 15 membri: dieci di diritto (l’ufficio di presidenza, un rappresentante degli enti locali, uno della Jeunesse, uno delle Femmes, oltre al capogruppo in Consiglio Valle e al senatore) e cinque elettivi. Sono stati scelti Ornella Badery, Pierre Bonel, Henri Calza, Guido Grimod e Davide Sapinet. Daniele De Giorgis ha ritirato la propria candidatura, presentata sul filo della scadenza dei termini (dice a causa di un’incomorensione). Il Comité sarà già convocato mercoledì 24 ottobre e si presume si riunirà con una certa frequenza.
Si è passati all’analisi politica. Lavevaz ha affermato che le sezioni e il Conseil sono la sede appropriata per la discussione politica, anche nelle situazioni di emergenza. ha definito la situazione complessa: in Consiglio Valle non c’è più una maggioranza e i consiglieri hanno cercato di immaginare una soluzione. Vi sono state alcune riunioni, nel corso delle quali L’aveva dice di aver sottolineato la necessità che quella nascente sia una maggioranza di movimenti e partiti che si alleano e non di numeri. Dunque deve nascere su un programma che guarda al futuro almeno di medio termine. Diversamente il risultato non potrà essere che un fallimento. E in tal caso non sarebbe una sconfitta solamente per il Governo ma anche per il progetto di riaggregazione dell’area autonomista. Se si arrivasse alle elezioni anticipate, l’arresto che subirebbe questo processo potrebbe essere senza ritorno. Bisogna agire in fretta – ha concluso Lavevaz – ma dopo aver effettuato le necessarie valutazioni rispetto ai modi e ai tempi. Alcuni incontri sono già stati fissati e, dopo, il Conseil sarà riconvocato per l’illustrazione dei risultati.
Ha preso la parola il capogruppo in Consiglio Valle Renzo Testolin specificare che la crisi iniziata da più di un mese ha portato le forze autonomiste a parlarsi, a prescindere dalla collocazione all’opposizione o in maggioranza. Abbiamo l’esperienza della legislatura precedente da superare -ha detto – con gli strascichi che ha lasciato. Ha poi continuato affermando che ognuno ha una sua visione ma non si è autoreferenziali al punto di non capire che gli errori precedenti non devono essere ripetuti.
Nel corso del dibattito che è seguito, Laurette Proment ha affermato di essere stata orripilata dall’aver sentito che Emily Rini potrebbe far parte del nuovo Governo. Aldo Cottino ha espresso l’auspicio che la lezione della precedente legislatura sia stata appresa: non si vada dunque a creare una nuova maggioranza a 18. Se non ci fosse altra soluzione, Uv potrebbe dare un appoggio esterno, senza entrare in Giunta. Jean Barocco ha sostenuto che è venuto il momento Per Uv di tornare al centro della scena politica ma senza essere schizzinosa, perché è giunto il momento di mettere insieme più che di escludere, esercitando l’arte della mediazione. Lavevaz ha replicato che non spetta all’Union porre limiti ma saranno gli altri a decidere se vogliono o meno partecipare al progetto. Osvaldo Chabod ha affermato che preferisce riferirsi a un progetto identitario piuttosto che autonomista. Franco Montrosset ha ricordato di aver sostenuto ciò che è stato detto durante questa riunione negli ultimi tre anni. Ha avvisato che le persone con le quali Union valdôtaine sta trattando sono le stesse degli ultimi cinque anni e non dovrebbero godere di stima né di fiducia.
Ha quindi confermato la sua scelta di David Follien (assente giustificato) quale vicepresidente e di Federico Perrin quale tesoriere. Il secondo vicepresidente è stato invece eletto dal Conseil ed è Osvaldo Chabod (unico candidato).
Si è quindi passati al Comité fédéral, composto da 15 membri: dieci di diritto (l’ufficio di presidenza, un rappresentante degli enti locali, uno della Jeunesse, uno delle Femmes, oltre al capogruppo in Consiglio Valle e al senatore) e cinque elettivi. Sono stati scelti Ornella Badery, Pierre Bonel, Henri Calza, Guido Grimod e Davide Sapinet. Daniele De Giorgis ha ritirato la propria candidatura, presentata sul filo della scadenza dei termini (dice a causa di un’incomorensione). Il Comité sarà già convocato mercoledì 24 ottobre e si presume si riunirà con una certa frequenza.
Si è passati all’analisi politica. Lavevaz ha affermato che le sezioni e il Conseil sono la sede appropriata per la discussione politica, anche nelle situazioni di emergenza. ha definito la situazione complessa: in Consiglio Valle non c’è più una maggioranza e i consiglieri hanno cercato di immaginare una soluzione. Vi sono state alcune riunioni, nel corso delle quali L’aveva dice di aver sottolineato la necessità che quella nascente sia una maggioranza di movimenti e partiti che si alleano e non di numeri. Dunque deve nascere su un programma che guarda al futuro almeno di medio termine. Diversamente il risultato non potrà essere che un fallimento. E in tal caso non sarebbe una sconfitta solamente per il Governo ma anche per il progetto di riaggregazione dell’area autonomista. Se si arrivasse alle elezioni anticipate, l’arresto che subirebbe questo processo potrebbe essere senza ritorno. Bisogna agire in fretta – ha concluso Lavevaz – ma dopo aver effettuato le necessarie valutazioni rispetto ai modi e ai tempi. Alcuni incontri sono già stati fissati e, dopo, il Conseil sarà riconvocato per l’illustrazione dei risultati.
Ha preso la parola il capogruppo in Consiglio Valle Renzo Testolin specificare che la crisi iniziata da più di un mese ha portato le forze autonomiste a parlarsi, a prescindere dalla collocazione all’opposizione o in maggioranza. Abbiamo l’esperienza della legislatura precedente da superare -ha detto – con gli strascichi che ha lasciato. Ha poi continuato affermando che ognuno ha una sua visione ma non si è autoreferenziali al punto di non capire che gli errori precedenti non devono essere ripetuti.
Nel corso del dibattito che è seguito, Laurette Proment ha affermato di essere stata orripilata dall’aver sentito che Emily Rini potrebbe far parte del nuovo Governo. Aldo Cottino ha espresso l’auspicio che la lezione della precedente legislatura sia stata appresa: non si vada dunque a creare una nuova maggioranza a 18. Se non ci fosse altra soluzione, Uv potrebbe dare un appoggio esterno, senza entrare in Giunta. Jean Barocco ha sostenuto che è venuto il momento Per Uv di tornare al centro della scena politica ma senza essere schizzinosa, perché è giunto il momento di mettere insieme più che di escludere, esercitando l’arte della mediazione. Lavevaz ha replicato che non spetta all’Union porre limiti ma saranno gli altri a decidere se vogliono o meno partecipare al progetto. Osvaldo Chabod ha affermato che preferisce riferirsi a un progetto identitario piuttosto che autonomista. Franco Montrosset ha ricordato di aver sostenuto ciò che è stato detto durante questa riunione negli ultimi tre anni. Ha avvisato che le persone con le quali Union valdôtaine sta trattando sono le stesse degli ultimi cinque anni e non dovrebbero godere di stima né di fiducia.
Pubblicato / aggiornato
il 22/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione

