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Iniziati gli incontri Barmasse-sindacati

Iniziati gli incontri Barmasse-sindacati (©Consiglio Valle) - Roberto Barmasse

Giovedì 12 novembre 2020, si è svolto on line il primo incontro tra Roberto Barmasse, assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta, e le organizzazioni sindacali.

Questi incontri hanno la funzione di avviare un confronto condiviso e costruttivo sugli aspetti caratterizzanti del sistema sanitario regionale.

«Sono state affrontate alcune problematiche legate all’epidemia rispetto alle esigenze sanitarie legate al territorio regionale. Abbiamo anche condiviso la necessità di intervenire quanto prima con una riorganizzazione e un rafforzamento della medicina territoriale. Il potenziamento del territorio è una fra le priorità, perché un territorio che funziona bene evita di sovraccaricare in modo inappropriato l’Ospedale, luogo dove prendere essenzialmente in carico e in cura le acuzie », ha detto l’assessore.

Sono state anche affrontate alcune imminenti azioni in corso, destinate alla gestione dei pazienti Covid: l’attivazione di ulteriori 35 posti letto nella clinica Isav di Saint-Pierre, l’organizzazione di un’assistenza sanitaria potenziata nella microcomunità di Variney, l’attivazione di un Ospedale da campo militare per mezzo della Protezione Civile. Si è valutato il potenziamento della disponibilità di strutture non sanitarie, per consentire a coloro che non possono svolgere i periodi di quarantena e isolamento a domicilio di trovare comunque luoghi destinati a tal fine.

«Abbiamo poi raccolto le sollecitazioni relative all’urgenza di procedere con la ripartizione delle risorse stanziate dalla legge regionale ai fini dell’indennità una tantum Covid. Tenuto conto delle impugnative governative in corso, si stanno effettuando approfondimenti per valutare l’adeguamento di alcuni passaggi della norma regionale per poter comunque riconoscere ai beneficiari almeno la parte dei fondi autorizzati dalle norme nazionali» ha specificato l’assessore.     

I successivi incontri online si svolgeranno:

  • martedì 24 novembre con i sindacati della dirigenza dell’Azienda Usl.
  • giovedì 26 novembre con le organizzazioni sindacali del comparto dell’Azienda Usl. 

La risposta di Cgil

«Non è il momento delle chiacchiere, è il momento di agire. È necessario aumentare le capacità di test pubblici – dice Vilma Gaillard, segretario generale Cgil Valle d’Aosta -. Dalla saturazione della sanità valdostana in evidente difficoltà (con una gestione che fino ad oggi è al limite del caos, frutto di scelte del passato che invece di investire sulla salute pubblica ha tagliato fondi) alla scuola e al lavoro. Abbiamo una comunità disorientata, la sanità al collasso e il lavoro che non viene tutelato adeguatamente».

Secondo la segretario generale della Cgil valdostana, vanno «bene i tavoli tecnici ma devono tradursi in azioni rapide altrimenti danno più l’impressione di prendere tempo, piuttosto che valutare azioni concrete di contrasto alla lotta al coronavirus. Serve una cabina di regia che non subisca passivamente tutto ciò che sta succedendo, ma che agisca. Come sindacato, abbiamo il diritto e la necessità di essere informati passo passo, ce lo chiedono i lavoratori di tutti i settori e i cittadini». 

Gaillard s’interroga anche sulle vaccinazioni antinfluenzali: «È notizia di poche settimane fa la consegna di 20 mila dosi, eppure diversi territori della nostra regione ne sono ancora sprovvisti. È chiaro che, in 8 mesi, è stato fatto, da parte della politica regionale in primis, poco o niente e oggi ci ritroviamo in questa situazione».

L’invito è all’azione ferma e immediata: «che si proceda con l’assunzione di personale sanitario e si mettano in sicurezza gli ambienti più fragili (ospedale e microcomunità), si diano alle imprese gli strumenti per proteggere i lavoratori e si mettano i lavoratori nelle condizioni di ricevere aiuti in un lasso di tempo più rapido (non esiste che i lavoratori debbano aspettare la cassa integrazione da aprile, eppure ci vengono segnalati anche questi casi). Al centro ci dovrebbero essere sempre due prerogative: salute e lavoro. Poi quando tutto questo sarà finito, e ci auguriamo presto, si farà la conta delle responsabilità, che dovranno essere sicuramente individuate».

Pubblicato / aggiornato il 14/11/2020 alle 10:19
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Categoria: Salute