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Il programma di Pietro Giglio, nuovo presidente delle guide alpine italiane

Il programma di Pietro Giglio, nuovo presidente delle guide alpine italiane

Giovedì 4 ottobre, a Milano, Pietro Giglio è stato eletto nuovo presidente delle guide alpine italiane.

Giglio, classe 1943, è così diventato contemporaneamente presidente delle guide alpine italiane e dell’Unione valdostana guide alpine di alta montagna. “Per me è una grande soddisfazione rivestire questa doppia responsabilità, anche se significa lavorare sodo” ci ha comunicato Giglio.
Il nuovo presidente ha anche presentato le linee guida e gli obiettivi che intende perseguire nei tre anni di mandato. “Una delle priorità è la modifica della Legge 6/1989, riguardante l’ordinamento professionale delle guide alpine – ha spiegato Giglio -. Si tratta di una norma non più attuale rispetto alle esigenze della categoria, soprattutto, riguardo all’iter formativo delle guide“. Un altro problema riguarderebbe il riconoscimento di figure professionali provenienti dall’estero come, per esempio, le guide di arrampicata sportiva o le guide canyoning.
Giglio ha poi comunicato di essere al lavoro su una proposta di legge dedicata all’inserimento della professione di guida alpina nella categoria dei lavori usuranti.
Un’altra intenzione manifestata dal neo presidente è quella di stringere dei rapporti con il gruppo parlamentare “Amici della montagna“.
Vorrei che il Collegio nazionale armonizzasse le energie e le attività dei Collegi regionali, per poter condividere i risultati e le peculiarità territoriali” ha poi aggiunto Giglio. Sul punto, il presidente ha precisato che “sarebbe opportuno procedere con una raccolta delle limitazioni per le ascensioni alpine“, perché le disposizioni locali sono di competenza dei Collegi regionali, “quindi manca un coordinamento in questo senso“.
Infine, Giglio ha spiegato come vorrebbe “migliorare la comunicazione del settore, per raggiungere anche le fasce di popolazione non particolarmente legate alla montagna“.
Si tratta quindi di un programma che, da un lato mira al coordinamento delle varie realtà territoriali e, dall’altro, vuole aprire il mondo della montagna a una sempre più ampia gamma di persone.
Giglio ci ha poi spiegato come il fatto di essere il primo valdostano a rivestire la carica rappresenti “un’opportunità per proiettare la realtà valdostana al di fuori dei confini regionali, mettendo a disposizione dei colleghi le esperienze maturate in Valle d’Aosta“.

Pubblicato / aggiornato il 05/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro