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Lancerotto: sono controtendenza e lascio la poltrona

Lancerotto: sono controtendenza e lascio la poltrona
 

A 24 ore dalla sua lettera di dimissioni da assessore ai Lavori pubblici del Comune di Aosta, Valerio Lancerotto spiega (pur restando sul generale) le motivazioni della sua scelta.

La premessa è: “sono entrato in Consiglio nel 2010 e, per cinque anni, sono stato capogruppo di Union valdôtaine. Nel 2015, sono stato rieletto e sono entrato a far parte della Giunta. Ho vissuto questi anni di lavoro con entusiasmo, nonostante in uno stato costante di difficoltà di carattere burocratico, amministrativo e finanziario”.
Ovvero? “Risorse drasticamente ridotte, entrata in vigore del bilancio armonizzato e del Codice degli appalti, partecipazione al Bando periferie, riduzione dei dirigenti dell’Assessorato (scesi da quattro a uno, peraltro entrato in servizio in luglio) e soprattutto la riorganizzazione avviata nel 2016, che ha sicuramente ridotto i costi di gestione ma ci ha portato  lavorare in una modalità di continua emergenza”.
Riorganizzazione alla quale Lancerotto ha peraltro partecipato. “Sì, ma manifestando le mie perplessità sin dall’inizio. Però credevo nel progetto della maggioranza e desideravo rispettare l’impegno preso con gli elettori”.
Cos’è cambiato? “È cambiato lo spirito in Giunta dove, dall’estate, è venuta a mancare una vera unità d’intenti, con conseguente sfilacciamento di sinergia e affiatamento”.
Per l’entrata di Luca Girasole? “Non c’entra niente l’arrivo del nuovo assessore e non si tratta di rapporti personali. Ma, se viene meno il rapporto di fiducia, bisogna trarne le conseguenze. E, non ritengo vi sia la serenità necessaria – da parte mia – per continuare a esprimermi al 100% in questa Giunta”.
Impossibile ottenere qualche addebito preciso, qualche circostanza specifica, qualche esempio. E neppure stuzzicando Lancerotto rispetto al fatto che, se non si tratta di personalismi, le dimissioni sarebbero potute essere comunicate ai colleghi durante la riunione di Giunta del 4 ottobre invece che via email: “non mi concentro sui formalismi: l’ho comunicato, augurando peraltro loro buon lavoro”.
Dimissioni che non sono state concordate con nessuno e sono state comunicate alla stampa, alla Giunta e all’Union valdôtaine praticamente in contemporanea: “Il presidente Pastoret si è detto dispiaciuto, come anche il presidente della sezione di Saint-Martin, Walter Zanetti. Io resto nel gruppo consiliare unionista e andrò al congresso di sabato”.
E, lavorativamente parlando? “Sono dipendente regionale. Ero il capo cantoniere delle strade regionali. Tornerò in forza all’Assessorato alle Opere pubbliche e decideranno dove destinarmi”.
E in Giunta? Se il posto resterà in quota unionista, la scelta sarebbe fra Josette Borre, Sara Favre, Cristina Galassi o Nicola Prettico.

Pubblicato / aggiornato il 04/10/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione