Ritirata la mozione di sfiducia ad Aggravi
Ritenevano infatti necessario un confronto rispetto alle dichiarazioni rese dal presidente della Regione al giornalista Enrico Martinet, secondo le quali non esisterebbe più una maggioranza al governo.
Nel corso della maggioranza, le riunioni si sono moltiplicate, estese e ristrette, coinvolgendo sia gruupi di opposizione sia di maggioranza.
Alla ripresa dei lavori, il capogruppo unionista Renzo Testolin (riferendosi alle dichiarazioni di Spelgatti) ha affermato: “Di fronte a questa incapacità conclamata di garantire una stabilità governativa non possiamo che prenderne atto. Per quanto ci concerne oggi non ci troviamo nella condizione di sentirci di continuare in questo clima e, nel rispetto dei cittadini, pensiamo sia poco opportuno continuare a lavorare. Ritireremo tutte le nostre iniziative, ivi compresa la opzione di sfiducia ad Aggravi. La nostra intenzione non era di prendere di mira l’assessore ma di porre in evidenza la necessità che le decisioni del Consiglio siano sovrane nel percorso politico. Se non si può incidere su scelte che il governo non è in grado di assumere, non vogliamo accanirci contro una singola figura“.
Ha quindi preso la parola Laurent Viérin (Uvp), che ha detto: “La situazione è paradossale: o la maggioranza c’è o non c’è e non si può continuare così. L’amministrazione è paralizzata e il progetto politico è finito. Dovere dirci come pensate di poter procedere. Voi vi siete assunti la responsabilità di governare e ci dovete portare delle soluzioni per procedere o si aprirà una fase politica diversa. Non ci sono gli elementi per poterci confrontare se prima non si chiarisce la situazione“. Roberto Cognetta (Mouv’) ha ringraziato Uv e Uvp per il ritiro della mozione contro Aggravi: “un atto di responsabilità che apprezzo molto“. Ha poi proseguito: “In questa maggioranza non tutti hanno dimostrato senso di responsabilità. Per risolvere i problemi c’è un modo giusto e uno sbagliato. Quello sbagliato è perpetrare gli errori del passato. Non si possono inventare soluzioni senza presupposti tecnici. Mi adopererò per lavorare più di prima e invito il governo, che continuerò a sostenere, a essere unito e compatto“.
Luigi Vesan (M5S) ha detto che il Movimento 5 Stelle è molto preoccupato dall’atteggiamento assunto dall’aula: “Le mozioni sono già state rimandate una volta solo perché il vero oggetto del contendere è chi siede sui banchi della maggioranza e anche il Casino e probabilmente solo una scusa. Per la seconda volta si vuole rimandare tutto ciò che si intendeva discutere in Consiglio. Non è per questo che ci siamo candidati, noi non ritiriamo nessuno dei punti che abbiamo presentato. Se no, riconosciamo che non abbiamo più nessun diritto di rappresentare i Valdostani e torniamo al voto“. Emily Rini ha affermato che la situazione è molto chiara: “Svolgere un dibattito fine a se stesso non ha alcun senso. Bisogna aprire immediatamente un serio confronto fra chi ha voglia di portare la propria esperienza e serietà per risolvere dossier importanti. L’immobilismo è oggettivo. Questo progetto non è solido né strutturato, ce ne vuole uno che abbia basi più condivise, con soluzioni nel merito e nella sostanza. Se no si torni alle urne“.
Anche se non ancora tutti i gruppiconsiliari si erano espressi, ha deciso di prendere la parola il presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti, che ha detto: “Bisogna dare un cambio di marcia subito, ora, senza ipocrisie, perché solo così si può effettuare un vero cambiamento. Questa maggioranza è stata spaccata al suo interno su vari temi. Questo paralizza la possibilità di lavorare per il bene dei Valdostani. Stiamo assistendo al tentativo di costruzione di una nuova maggioranza che però non ha sortito effetti. È la paralisi. O si torna alle urne o si cambia marcia e si va avanti guardando alle problematiche concrete. A prescindere dalla legge dei numeri. Bisogna uscire dai giochi di palazzo e dalle dinamiche dei gruppi perché la matematica non risolve i problemi della Valle d’Aosta. Sono aperta a qualunque soluzione perché non voglio guardare al passato ma voglio capire se ci sono i presupposti per lavorare per il bene dei Valdostani“.
Albert Chatrian ha detto che anche Alpe ha delle responsabilità pesanti perché, in questi mesi ,non sono state fatte buona politica e buona amministrazione, dando risposte puntuali che pianifichino il sistema Valle d’Aosta nel medio termine: “Questo stato dell’arte è sotto gli occhi di tutti, nell’amministrazione e sul territorio. Il momento è arrivato di mettere in campo degli atti“.
Pierluigi Marquis è partito dal risultato elettorale, che ha espresso un quadro molto frammentato: “Abbiamo cercato una soluzione per dare un governo alla Valle d’Aosta. Ci abbiamo messo tutto il nostro impegno. Ora è giusto fare il punto della situazione, non per dare colpe ma per rilevare il risultato dell’azione politica e amministrativa. Sotto il profilo politico non siamo riusciti a offrire soluzioni e tracciare direzioni da perseguire utili alla Valle d’Aosta. Ma se la macchina amministrativa è bloccata non è un problema politico. Certi dossier non sono arrivati sul tavolo della maggioranza. Dobbiamo interrogarci su quale contributo ogni forza politica può dare al futuro della regione. Occorre un atteggiamento nuovo per poter incidere e trovare soluzioni politiche a quel difficile situazione“.
Alberto Bertin ha detto che tra “velata autocritica e vuota retorica, sfugge che sono le regole che non favoriscono l’efficacia di questo Consiglio“.
La riunione è stata nuovamente sospensa per consentire alla Conferenza dei capigruppo di esprimersi rispetto al proseguimento dei lavoro. Si è deciso di andare avanti, affrontando i punti all’ordine del giorno che non erano stati ritirati dai proponenti.
Pubblicato / aggiornato
il 04/10/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
