Attaché politique: l’orario smorza la discussione nel Consiglio di Aosta
Il clima sembrava poter essere rovente: il consigliere Vincenzo Caminiti (gruppo misto di maggioranza) aveva presentato un ordine del giorno in cui si invitava il presidente della Regione a Revocare l’incarico di collaboratore/attaché politique e a devolvere le somme risparmiate per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche.
Protagonista indiretto dell’ordine del giorno, quindi, il consigliere leghista Étienne Andrione, nominato collaboratore dalla presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Nicoletta Spelgatti.
Caminiti, nella sua esposizione, ha evidenziato come “pur non essendo stato votato da nessuno, si trova a percepire un cospicuo emolumento per ricoprire una posizione nell’Amministrazione regionale finora inesistente“. Infine, Caminiti, sempre rivolto ad Andrione, ha affermato che “forse, il buon senso spesso da lui richiesto agli altri avrebbe dovuto farlo riflettere sull’opportunità di rivestire contemporaneamente due ruoli estremamente differenti nei due principali palazzi politici della Regione Valle d’Aosta“.
Andrione ha risposto che la sua carica è prevista dalla legge regionale, una legge che tuttavia non è mai stata applicata. “Forse sarebbe stato meglio se anche gli amministratori regionali precedenti avessero selezionato un collaboratore per le questioni legate alla francofonia – ha precisato Andrione -. I dossier di cui mi occupo sembravano essere stati abbandonati”. In aggiunta, il leghista ha precisato che “quanto percepisco per il bilinguismo, lo devolvo in benecificienza. Non voglio essere pagato per parlare la mia lingua“. Riguardo al presunto fatto di “tenere un piede in due scarpe“, Andrione ha poi affermato che “due cariche politiche non per forza sono incompatibili. Ricordo di sindaci che hanno rivestito il ruolo di segretario particolare di alcuni amministratori regionali“. In chiusura, Andrione ha precisato che “anche io timbro il cartellino, come qualsiasi altro dipendente regionale“.
Caminiti ha allora ribattuto: “Vista l’ora (erano le 19.30 del secondo giorno di Consiglio comunale), ritiro l’ordine del giorno. Preciso solo che la mia intenzione era quella di sottolineare come l’opportunismo politico vada sempre dove tira il vento. Avremo comunque altre occasione per discutere della questione“.
Pubblicato / aggiornato
il 27/09/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione

