Il Governo chiede a RaVdA di revocare l’ordinanza del 30 novembre
(©RaVdA) -
Francesco Boccia
Nel corso della seduta del Consiglio regionale della Valle d’aosta di mercoledì 2 novembre 2020, il presidente della Regione Erik Lavevaz ha dato notizia di aver ricevuto una lettera dal ministro degli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia.
Nella lettera, è chiesto di revocare l’ordinanza che il presidente della Regione ha assunto il 30 novembre scorso, per le conseguenze che potrebbero derivarne rispetto alla «tenuta delle reti sanitarie».
Il presidente Lavevaz ha riferito di aver chiesto la predisposizione di una risposta nella quale esprime il «dispiacere di essere stato inascoltato» e annuncia di aver dato incarico all’Avvocatura regionale di valutare l’impugnazione degli atti lesivi della nostra situazione, ovvero dell’ordinanza del ministro Speranza che non ha classificati la Valle d’Aosta come la sua situazione epidemiologica avrebbe richiesto.
A fine serata, è arrivata la risposta del ministro Boccia: «Le affermazioni del presidente Lavevaz della Regione Valle D’Aosta minano e ledono la leale collaborazione che ha caratterizzato in questi mesi il duro e faticoso lavoro comune contro la pandemia. Tutti conoscono l’importanza della grave crisi che stanno sopportando le categorie economiche, evidentemente non tutti si rendono conto della gravissima emergenza sanitaria e del numero di famiglie che ogni giorno devono affrontare pesantissimi lutti».
La nota diffusa dal ministro ricorda che «Il Governo è dal primo giorno accanto all’intera comunità della VDA. Dall’inizio della pandemia sono state sempre garantite alla VDA risorse finanziarie aggiuntive, come si evince dalle numerose intese approvate all’unanimità in Conferenza Stato-Regioni, oltre 16 milioni di materiali consumabili e oltre 7 mila materiali non consumabili, di cui 15 ventilatori polmonari serviti per potenziare, fino a più che raddoppiare, le terapie intensive.
Nei mesi che abbiamo alle spalle, dalla Protezione civile su indicazione costante del Governo sono arrivati ad Aosta oltre 80 operatori sanitari tra medici, infermieri e oss».
Il ministro poi accusa il presidente Lavevaz di assenteismo: «In queste settimane, con la massima unità e collaborazione con la Conferenza delle Regioni, abbiamo stabilito anche di mettere nella disponibilità delle Regioni risorse aggiuntive per ristori alle attività economiche penalizzate, con un fondo che probabilmente il Presidente della VDA non conosce perché non ci risultano suoi interventi pubblici in sede istituzionale. Potrebbe chiedere lumi al Presidente della Conferenza Bonaccini o al Vice Presidente Toti sull’impegno rispettato dal Governo di redistribuire sui territori un fondo aggiuntivo da 250 milioni di euro che sarà messo a disposizione delle Regioni penalizzate dalle chiusure che si aggiungono ai ristori nazionali.
Attendiamo il contributo del Presidente Lavevaz e le sue richieste per gli operatori economici della Valle D’Aosta».
Infine, la nota ministeriale si dedica al modello di monitoraggio utilizzato per la classificazione e dice: «Innanzitutto, il Presidente dovrebbe sapere che è rigorosamente scientifico, accettato dalla Conferenza (e quindi anche dalla VDA) esiste dal 30 aprile e ogni presidente da 7 mesi ha sulla propria scrivania ogni settimana il rapporto sulla condizione epidemiologica del proprio territorio. Quel rapporto è redatto anche con il contribuito dei tre tecnici indicati dalla Conferenza delle Regioni. La Valle d’Aosta ha perso 322 concittadini dall’inizio della pandemia, 5 nella sola giornata di ieri, il presidente Lavevaz farebbe bene ad approfondire tutti questi aspetti prima di assumere decisioni che potrebbero provocare danni non solo sanitari ma anche economici a un territorio che ha molto bisogno del sostegno dello Stato. Sostegno totale che confermo, ribadisco e assicuro ancora a nome del governo. Ma sempre nel rispetto assoluto delle regole e della sicurezza sanitaria».
Pubblicato / aggiornato
il 02/12/2020 alle 20:58
Categoria:
Politica e Amministrazione