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I lavori del Consiglio Valle del 5 febbraio

I lavori del Consiglio Valle del 5 febbraio

In tale occasione, alla presenza del Presidente di Unicef Italia, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra la Conferenza e l’Unicef per la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Un documento al quale, come ha evidenziatoil Presidente Rini, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta assicura il proprio contributo e il proprio sostegno, nell’ambito delle iniziative e dei progetti in favore dell’educazione alla cittadinanza delle nuove generazioni e della formazione dei nostri ragazzi.


Le comunicazioni all’Assemblea del Presidente Rini si sono concluse con l’espressione del cordoglio per le vittime dell’incidente aereo avvenuto sul ghiacciaio del Rutor il 25 gennaio. A nome di tutti i consiglieri, il Presidente ha inoltre espresso solidarietà ai famigliari delle vittime. Così come è stata espressa vicinanza ai famigliari delle vittime delle valanghe dei giorni scorsi.
Il presidente della Regione Antonio Fosson, nelle sue comunicazione al Consiglio, ha chiesto un minuto di silenzio.


Sono poi state discusse tre mozioni rinviate da precedenti adunanze.
Le problematiche del servizio di trasporto pubblico per le persone con disabilità motoria e psichica sono state affrontate con la mozione presentata dalla Lega VdA. Il provvedimento, illustrato in Aula dal Capogruppo Andrea Manfrin, è stato approvato all’unanimità ed impegna l’Assessore competente a effettuare una ricognizione per capire quali siano le reali esigenze di mobilità delle persone interessate, in particolar modo per quelle residenti nelle strutture terapeutiche, e ad adoperarsi affinché venga garantita loro la mobilità.
La mozione presentata dal Movimento 5 Stelle sulla costituzione di un tavolo di lavoro finalizzato al sostegno e all’incremento di un piano di marketing-pubblicità del turismo è stata ritirata dalla Consigliera Manuela Nasso in quanto le sue finalità sono già state  contemplate nella istituzione del Tavolo del Turismo e dell’Agenda unica promossa dall’Assessore Laurent Viérin.
Una mozione, presentata congiuntamente dal gruppo ADU VdA e dal Movimento 5 Stelle ha chiesto un impegno della presidente dell’Assemblea valdostana a verificare le reali opportunità per tutti i Consiglieri eletti di usufruire di momenti di formazione specifica e volontaria su temi ritenuti particolarmente urgenti, quali –  come ha evidenziato la Consigliera Pulz nell’illustrazione – gli strumenti ispettivi, il bilancio regionale, la comunicazione efficace – scritta e orale – in vista delle sedute del Consiglio regionale, i ruoli e le competenze  degli Uffici del Consiglio regionale. La mozione è stata respinta con 27 astensioni (UV, UVP, SA, ALPE, GM, Lega VdA, Mouv’)  e 7 favorevoli   (M5S, RC-AC e ADU-VdA). La Presidente Rini si è detta comunque disponibile ad affrontare la quesitone in  Commissione.


Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto approfondire le problematiche inerenti l’erogazione dei mutui regionali relativi alle politiche abitative. Il Consigliere Luca Distort, nel rappresentare che «nel 2018, a fronte di 608 domande presentate, soltanto 208 sono state ammesse a beneficio», ha chiesto «i motivi che determinano il rallentamento delle procedure e se si intenda, in forza delle problematiche riscontrate, rivedere l’organizzazione del processo amministrativo oppure potenziare l’organico, che in questi ultimi tempi risulta molto ridotto, nonostante la grande professionalità che riconosco a tutto il personale. Vorrei anche sapere la tempistica di evasione delle pratiche giacenti e i relativi tempi di erogazione dei finanziamenti, nonché i dati statistici delle richieste, delle evasioni e delle relative tempistiche negli ultimi anni. La questione è importante, perché i mutui prima casa rappresentano la misura che maggiormente sostiene il settore dell’edilizia che, come è noto, è in forte crisi.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha riferito: «Nell’anno 2017 sono state introdotte migliori condizioni per il finanziamento regionale dell’acquisto della prima casa (importi aumentati fino a 180 mila euro) e del recupero del patrimonio edilizio abitativo esistente (fino a 300mila euro). La misura aveva proprio la finalità di far fronte alla crisi del settore edilizio. Queste condizioni sono entrate in vigore il 1° novembre 2017. Il successo evidente di tali modifiche è dimostrato dal fatto che nell’anno 2017, fino al 31 ottobre le domande pervenute erano state 176 mentre dal 2 novembre al 31 dicembre le domande pervenute sono state 218, per un totale dell’anno 2017 di 394 domande. Nell’anno 2018 le domande sono state 626. Nonostante il notevole carico di lavoro degli uffici, i servizi agli utenti sono sempre stati garantiti nel rispetto dei tempi ridotti previsti dalle procedure per l’ammissione a beneficio (in media 60 giorni dalla data della domanda) e per la trasmissione della pratica a Finaosta (in media 60 giorni dal finanziamento deliberato dalla Giunta Regionale). È soltanto dal mese di agosto 2018 che la struttura non ha potuto più comunicare l’ammissione a beneficio delle domande pervenute a decorrere dal mese di giugno. Gli utenti non hanno, quindi, più ricevuto la lettera di ammissione a beneficio ma una semplice comunicazione di regolarità dell’istanza presentata, concordata con l’ufficio legale, con rinvio della comunicazione di ammissione al momento della sopravvenuta disponibilità delle risorse. Per quanto attiene l’organizzazione del processo amministrativo o il potenziamento dell’organico in forza nel prossimo futuro, è necessario considerare le difficoltà ben note a potenziare gli organici. Siamo consapevoli di questa situazione. Siamo anche in attesa di conoscere le effettive ricadute di norme nazionali che impongono di rivedere il processo di formazione delle perizie estimative e che, quindi, potrebbero obbligare una riorganizzazione del processo amministrativo che altrimenti non sembrerebbe necessaria Per quanto riguarda la previsione di evasione delle pratiche giacenti e i relativi tempi di erogazione dei finanziamenti, posso dire che tutte le pratiche del 2017 sono già state finanziate così come le prime 25 del 2018. Nel primo trimestre 2019, si prevede di poter finanziare altre 100/120 pratiche dell’anno 2018, arrivando a più di 2/5 delle complessive 844 domande presentate con le nuove disposizioni (218 nel 2017 e 626 nel 2018). Per le pratiche successive i tempi dipendono come già detto dalle risorse finanziarie che si renderanno disponibili sul fondo di rotazione. Infine, relativamente ai dati statistici, nel 2015 le 192 domande pervenute, in media, sono state tutte ammesse a beneficio nei 60 giorni successivi alla presentazione, finanziate e trasmesse a Finaosta nei 70 giorni successivi. Nel 2016, le 258 domande pervenute in media sono state tutte ammesse a beneficio nei 60 giorni successivi alla presentazione, finanziate e trasmesse a Finaosta nei 110 giorni successivi. Nel 2017 le 394 domande pervenute in media sono state tutte ammesse a beneficio nei 60 giorni successivi alla presentazione, quelle pervenute entro ottobre sono state finanziate e trasmesse a Finaosta nei 90 giorni successivi mentre le altre nei 160 giorni successivi.»
Distort ha replicato: «Capisco che il tema è impegnativo e le risorse sono poche. Tuttavia, mi sento di mantenere le mie richieste per quanto attiene il potenziamento dell’organico. Voglio quindi esortarla ad avere coraggio e adottare tutte le iniziative necessarie per fare delle politiche abitative, che sono il cardine del tramite tra l’Amministrazione pubblica e il cittadino, un esempio di eccellenza per la Valle d’Aosta. Se questo sarà fatto, potrà contare sul nostro sostegno, come gruppo Lega VdA, perché stiamo parlando di temi che sono nel nostro DNA.»


Con un’interpellanza, il gruppo ADU-Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d’Aosta ha voluto fare il punto sugli interventi per migliorare il servizio di elisoccorso, in particolare, come ha spiegato la Consigliera Daria Pulz, «in merito al fatto che a bordo degli elicotteri non è prevista la presenza di personale infermieristico che possa coadiuvare il medico, come invece accade altrove in buona parte dei servizi di questo genere.» La Consigliera ha poi chiesto i dati in possesso dell’Amministrazione in merito al servizio di elisoccorso e gli intendimenti per un risparmio di denaro pubblico «senza tuttavia rinunciare a interventi di alta qualità, che sono in grado di salvare vite umane».
Il Presidente della Regione Antonio Fosson, per quanto riguarda la prima parte dell’interpellanza ha spiegato, premettendo la propria stima nel personale laureato in Scienze infermieristiche, che: «Non esistono linee guida a livello italiano. Pur non essendoci linee comuni, nel 2018 è stato approvato il regolamento per l’attività di elisoccorso della Valle d’Aosta.
Per quanto inerente agli aspetti tecnici, in Valle d’Aosta, per ragioni legate alla alta percentuale di territorio in alta quota e alla sua morfologia, nonché per la tipologia e l’alto numero delle missioni legate all’ambiente alpino – la quasi totalità (più dell’85 per cento) delle attività del servizio avviene in contesti in quota o comunque in severe condizioni ambientali – l’Elisoccorso ha una connotazione di base legata al soccorso in montagna. Di conseguenza, – ha aggiunto il Presidente Fosson – la configurazione dell’equipaggio di Elisoccorso risponde alle valutazioni di una pluralità di fattori che ne hanno determinato l’evoluzione progressiva verso quella attuale – un medico e due “Tecnici Specializzati di Soccorso Alpino”  I Tecnici specializzati, in particolare, fin dalla fase di attivazione dell’intervento collaborano con il pilota ed il medico dell’equipaggio per le valutazioni operative e strategiche. Sul luogo dell’evento gestiscono lo scenario ed operano, grazie alla peculiare formazione a cui si faceva riferimento in precedenza, in supporto alle azioni sanitarie dei medici, ne assicurano la sicurezza nella movimentazione sul terreno e nelle operazioni al verricello ed effettuano il recupero e salvataggio di eventuali persone illese presenti sul sito, garantendo la sicurezza delle persone sbarcate (tra cui il medico) e degli infortunati. A questo fine – ha concluso il Presidente della Regione -, il personale tecnico-alpinista dell’equipaggio è costituito da guide alpine che oltre all’abilitazione alla loro professione hanno seguito una specifica ulteriore e selettiva preparazione per ottenere la qualifica di “Tecnici specializzati di soccorso alpino». Per quanto attiene la domanda sui dati relativi al servizio di elisoccorso il Presidente della Regione Fosson ha evidenziato: Non è possibile in questa sede esporre tutti i dati in possesso dell’Amministrazione sugli interventi di elisoccorso, dati che riguardano gli aspetti gestionali, amministrativi e contabili, mentre i dati sanitari vengono trattati dall’Azienda USL. Le faccio avere però un prospetto riepilogativo con i dati relativi al 2016, 2017 e 2018 degli interventi effettuati suddivisi per tipo di missione e ore di volo.
E ha aggiunto: L’attuale organizzazione del servizio di Elisoccorso è ritenuta dagli uffici competenti pienamente rispondente agli obiettivi che deve raggiungere ed efficiente rispetto alle risorse disponibili. I costi sono legati alle tempistiche e l’uso dell’elicottero è legato alla gravità delle situazioni di emergenza. Le migliorie in questo campo di ottengono solo con una maggiore flessibilità e una maggiore cooperazione tra gli enti preposti al soccorso
Pulz, nella replica, ha osservato: «L’intenzione che sta alla base dell’interpellanza è quella di migliorare e di razionalizzare il sistema elisoccorso. Mi riferivo soprattutto a quegli interventi non legati a condizione estreme, ma a interventi meno complessi, nei quali la presenza del personale infermieristico che affianchi quello medico è decisiva. La nostra intenzione è quella di garantire e sottolineare l’efficacia e l’indispensabilità dei soccorsi, armonizzandoli con un serio progetto di risparmio didenaro pubblico. Come detto dal Presidente, nell’ambito del servizio di soccorso, penso a un maggior coinvolgimento degli altri enti preposti al soccorso, come i Vigili del fuoco, che dispongono anche della squadra SAF, e il Soccorso alpino della Guardia di Finanza. Riteniamo sia giusto ripensare alla strutturazione di questo servizio, con una maggiore partecipazione di tutti gli attori. Un servizio, che voglio ricordare, è stato fondato dal dottor Carlo Vettorato nel ’72». La Consigliera Pulz ha inoltre ricordato il riconoscimento a Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, assegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vettorato per la sua dedizione al servizio di elisoccorso in montagna.
Anche il Presidente Fosson, nella sua replica, ha voluto ricordare Vettorato uno dei più generosi attori del servizio alpino, assieme a Franco Garda e Renzino Cosson.

Le politiche giovanili in ambito regionale sono state al centro di un’interpellanza presentata dal gruppo Movimento 5 Stelle. Richiamando la legge regionale del 2013 sulla promozione e il coordinamento delle politiche a favore dei giovani e il Piano regionale Giovani 2016-2018, la Consigliera Maria Luisa Russo ha chiesto di fare il punto della situazione sulle iniziative messe in campo e sulle loro ricadute, oltre che di conoscere le prospettive per il biennio 2019-2020.
L’Assessora all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili, Chantal Certan, ha risposto: «Il Piano regionale giovani 2016-2018 è stato elaborato dal Gruppo regionale di coordinamento delle politiche giovanili. La struttura competente nelle politiche giovanili ha cercato di porre, attraverso quanto stabilito nel Piano regionale giovani 2016-2018, l’attenzione sulla crescita e sul sostegno dei giovani valdostani nella fascia d’età 14-29 anni». In merito al quesito se esiste un documento complessivo di valutazione del piano effettuato dal gruppo di coordinamento del Piano, l’Assessora ha sottolineato che, come previsto dalla legge, il Gruppo di coordinamento predisporrà una relazione dettagliata alla Giunta regionale ed alla Commissione consiliare competente, quale documento di monitoraggio e di valutazione delle azioni realizzate durante la vigenza del Piano, entro marzo 2019. L’Assessore ha aggiunto, in risposta al quesito dell’Introduzione di una valutazione della ricaduta delle azioni previste nel programma sui giovani che è importante la valutazione delle azioni e un costante monitoraggio delle singole attività che verranno pianificate, programmate e realizzate all’interno del nuovo Piano regionale dei giovani 2019-2021. Riguardo alle prossime linee di intervento per il “Piano Giovani 2019-2021”, l’Assessora ha indicato alcuni temi che potrebbero essere oggetto del Piano, quali ad esempio: alternanza scuola-lavoro, sport, borse di studio, concorsi di idee che però dovranno essere oggetto di condivisione con i giovani, con la commissione consiliare, con gli altri Enti locali, Istituzioni, Associazioni, eccetera. La Consigliera Russo ha replicato: «La risposta dell’Assessora è stata molto articolata. Noi dobbiamo fare una valutazione di quelli che sono gli obiettivi per i prossimi anni e, a distanza di un anno e mezzo, predisporre un monitoraggio di ogni singolo obiettivo. Questo, secondo me, è l’unico modo per stare dietro al continuo cambiamento che i giovani ci chiedono e che noi dobbiamo per forza rispettare. L’altro aspetto che credo sia una priorità è che per il futuro dei giovani bisogna parlare di lavoro e di sport e di strada


Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interpellanza, ha chiesto se l’Amministrazione si sia costituita parte civile nel processo riguardante il Circolo ricreativo dell’Ente Regione. Il Capogruppo Andrea Manfrin ha ricordato che «qualche mese fa è stata resa nota la chiusura dell’inchiesta della Procura di Aosta sul CRER. Secondo le ipotesi della Procura nei rendiconti del Circolo non sarebbe stato indicato un saldo passivo e sarebbero stati omessi ricavi derivanti dalla gestione di attività commerciali come il tennis; inoltre, sempre secondo le ipotesi formulate, tra il 2012 e il 2015, il CRER avrebbe percepito indebitamente circa 90 mila euro di contributi erogati dall’Amministrazione regionale. Vorremmo capire se la Regione abbia condotto degli approfondimenti in merito ai rilievi e, se del caso, quali gli esiti e se abbia l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo.»
L’Assessore alle Finanze, Attività produttive e Artigianato, Renzo Testolin, ha risposto: «Il CRER – ENTI LOCALI è costituito come associazione autonoma tra i dipendenti della Regione, degli Enti locali e dell’azienda USL e pertanto risponde autonomamente e direttamente degli obblighi assunti nei confronti di terzi. La Regione non è “socio” del CRER e si trova nella stessa posizione del CELVA e dell’azienda USL. Tutti i dipendenti dei citati enti hanno la facoltà di associarsi al circolo ricreativo. La Regione ne ha riconosciuto l’interesse regionale con la legge regionale n. 29/1991 ai sensi della quale è autorizzata la concessione di un contributo annuo dietro presentazione del programma di attività per l’anno in corso, del bilancio di previsione e del rendiconto. I rendiconti Entrate-Spese del periodo 2012-2015 sono stati presentati in equilibrio. L’ex presidente del CRER risulta indagato per indebita percezione di contributi pubblici ai danni dello Stato e, secondo le ipotesi della Procura, nei rendiconti del CRER non sarebbe stato indicato un saldo passivo e sarebbero stati omessi ricavi derivanti dalla gestione di attività commerciali come il tennis. Nell’approfondimento condotto dal Coordinatore del Dipartimento Bilancio, Finanze e Società partecipate, l’omessa indicazione di un saldo passivo, se confermata, non avrebbe comportato, in sé, un’indebita percezione del contributo regionale. Inoltre, quanto alla ipotizzata omissione nella registrazione dei ricavi derivanti dalla gestione del Tennis Club Aosta, il medesimo Coordinatore ha precisato che questa attività non risulta svolta nell’ambito delle funzioni del CRER in quanto il Direttivo dello stesso Circolo ricreativo, nell’Assemblea del 20 febbraio 2012, ovvero antecedentemente i fatti contestati, ne ha esplicitamente escluso la gestione. I rilievi posti dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Aosta, così come messi a disposizione dell’Amministrazione regionale, non sono tali da permettere, al momento, un giudizio compiuto, ma non fanno emergere circostanze che giustifichino la costituzione in giudizio da parte della Regione, fatta salve comunque la facoltà di esercitare l’azione civile in esito al giudizio penale.»
Il Capogruppo Manfrin ha replicato: «Più volte in quest’aula, anche nel passato, è stata evidenziata l’estraneità della Regione rispetto al CRER. Questo però è decisamente falso, poiché è evidente che il CRER sia organico alla Regione, in primis per i finanziamenti che annualmente vengono erogati dall’amministrazione, in secondo luogo perché la struttura in cui si trova è di proprietà regionale e viene ceduta in gestione, in ultima istanza perché dei dipendenti regionali sono distaccati proprio al CRER. Il rifiuto di costituirsi parte civile è solo l’ennesima conferma del fatto che non ci si vuole prendere alcuna responsabilità.» La Consigliera Spelgatti ha aggiunto: «Questa mattina evocato la costituzione di parte civile della Regione in un procedimento e questo pomeriggio ci dite di non volervi costituire in un altro. Esistono due pesi e due misure, e questa ne è la dimostrazione.»




 




 


 



 

Pubblicato / aggiornato il 30/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione