Cervinia: levata di scudi in difesa di Zanetti
(©Cervino SpA) -
Matteo Zanetti
Il Consiglio di Amministrazione della Cervino Spa si è riunito, venerdì 11 dicembre 2020, dopo aver incontrato, il giorno prima il direttore e il presidente di Finaosta.
Dall’azionista è giunto l’invito alle dimissioni del presidente del Cda, Matteo Zanetti.
L’invito era motivato dal fatto che, nella giornata di mercoledì 9 dicembre, la società Cervino è stata fortemente criticata (sui social e sulle testate giornalistiche) per l’oscuramento di una webcam puntata sulla partenza di un impianto.
Zanetti ha rassegnato le dimissioni nel pomeriggio di venerdì ma il Cda le ha respinte, confermando la fiducia nel presidente.
La decisione è stata comunicata non solamente a Finaosta ma anche ai vertici della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Scrive il Cda: «le dimissioni del presidente metterebbero la società ancora più in difficoltà in un momento davvero complesso e probabilmente cruciale. Nessuno di noi vuole rendersi artefice del peggioramento del quadro attuale o di mettere in pericolo la società, pertanto vi chiediamo di voler valutare il mantenimento del nostro assetto e respingere le dimissioni del presidente».
I membri del CdA (Agostino Carrel, Monica Meynet, Stefano Perrin e Sara Rosset) si dicono consapevoli di essere in prorogatio e a scadenza ma il loro auspicio è che «questa fase transitoria abbia ancora Matteo Zanetti alla guida di Cervino SpA».
Annunciano peraltro che sarebbe «in corso di firma una lettera da parte degli operatori turistici locali, indirizzata al governo regionale, che va nella stessa direzione» e che «alcuni dipendenti di Cervino si stanno mobilitando allo stesso modo e probabilmente anche gli sci club locali».
La lettera degli operatori economici
Le lettera degli operatori economici (Consorzio Cervino Turismo, Associazione albergatori di Breuil- Cervinia e Valtournenche, Associazione commercianti bar-ristoranti di Cervinia e Associazione del commercio e del turismo di Valtournenche) è stata spedita, in serata al presidente Lavevaz e agli assessori Bertschy e Caveri.
A ricostruzione dei fatti contestati a Zanetti, vi si legge: «L’apertura del 24 ottobre si è svolta nel pieno rispetto dei protocolli in vigore, protocolli che la stessa Regione autonoma Valle d’Aosta ha a suo tempo approvato e sottoscritto. Un insegnamento che tutto il mondo ha tratto dalla drammatica situazione epidemiologica che stiamo vivendo è come sia spesso difficile, talvolta impossibile, passare dalle regole scritte all’applicazione delle stesse nella vita quotidiana. […] Quel famigerato 24 ottobre, il nostro comprensorio ha avuto l’onore e l’onere di essere il primo in Italia ad aprire e lo ha fatto col massimo impegno da parte di Cervino SpA nel rispettare le norme, addirittura applicando azioni più restrittive non previste dai protocolli.
Purtroppo alcune immagini divenute virali sui social media hanno riportato una realtà parziale e talvolta non veritiera di quanto realmente accaduto durante l’arco dell’intera giornata, che ha visto migliaia di sciatori divertirsi sulla neve nel rispetto delle regole, grazie anche all’aiuto delle forze dell’ordine sempre presenti e disponibili».
Arrivando al caso webcam: «non riteniamo nel modo più assoluto che una leggerezza del genere possa giustificare un cambio ai vertici della società che tanto ha fatto in questi mesi».
Mesi nei quali «il nostro comprensorio è diventato […] il punto di riferimento europeo per gli allenamenti degli atleti, sempre nel rispetto dei DPCM. […] La presenza degli atleti ha inoltre permesso ad alcune strutture ricettive di lavorare (e dare lavoro) con continuità in un periodo in cui contrariamente sarebbero state chiuse».
La richiesta è dunque non «prendere decisioni affrettate, basandovi esclusivamente sul fervore mediatico, privandoci di una risorsa così importante per l’intera comunità, serio, capace e grande conoscitore delle dinamiche della stazione».
Pubblicato / aggiornato
il 12/12/2020 alle 07:16
Categoria:
Politica e Amministrazione