Quota 100 rischia di rendere critica la situazione del Tribunale di Aosta
I dati
Dai dati contenuti nel documento emerge un incremento della durata delle cause, di proporzioni comunque modeste, infatti, “sono più le cause che sono definite di quelle che pervengono, rassicura Gramola. Qualche rallentamento si registra nelle cause di separazione e divorzio (dovuto principalmente all’aggiornamento del sistema di pubblicazione delle sentenze, che ora avviene direttamente in via telematica). Leggendo i dati emerge la problematica del penale monocratico, da imputare alla diminuzione dei giudici (dimezzati da due a una sola unità). “Nonostante questo – commenta Gramola – nel 2017/18 si contano 480 processi definiti contro i 490 dell’anno precedente, un dato incoraggiante“.
Aumenta il carico di lavoro
Critica la situazione del Gip (Giudice per le Indagini Preliminari). Nonostante il dato positivo sull’aumento dei definiti (passati da 1.137 nel 2016/2017 a 1.243 nel 2017/2018) è salito anche il numero degli iscritti (passati da 1.462 nel 2016/2017 a 1.622 nel 2017/2018). “Questo non va bene, significa che in un anno sono stati definiti quasi quattrocento procedimenti in meno rispetto a quelli che erano pervenuti – spiega Gramola – in effetti ora abbiamo quasi mille procedimenti pendenti. Le ragioni sono principalmente due. Primo, la presenza di quattro sostituti procuratori contro sette magistrati, un rapporto sfavorevolissimo“. Secondo, i nuovi criteri di efficienza adottati dalla Procura hanno comportato, di riflesso, un aumento del carico di lavoro per il Tribunale. Gramola, vista la situazione, ha ritenuto opportuno aggiungere al giudice Davide Paladino anche le funzioni inerenti le fasce deboli, sollevando così il giudice Giuseppe Colazingari di parte del carico di lavoro. “L’auspicio – ammette il presidente – è che la situazione del Gip si regolarizzi entro il 2019, portando così il Tribunale ai livelli di massima efficienza“.
Diminuisce l’organico
L’ufficio del giudice di pace, che “al momento lavora benissimo“, potrebbe rischiarare di bloccarsi in quanto il periodo supplenza – degli attuali GUP – scade a maggio e non sarà più rinnovabile. Per quanto riguarda il resto del personale, l’adesione alla “quota cento” avrà l’effetto di mandare in pensione più persone rispetto a quelle originariamente previste. Sussisterebbe dunque un “rischio paralisi per il Tribunale, nel giro di un anno e mezzo” ha commentato Gramola.
Prospettive future
Passando alle note positive, invece, un aiuto concreto deriverà dall’intenzione di migliorare ulteriormente l’interlocuzione tra Tribunale e Procura della Repubblica (tra l’altro, si sta perfezionando un protocollo per l’organizzazione delle udienze, che ha lo scopo di velocizzare i tempi) e l’entrata a pieno regime del Tiap, il sistema informatico che consente maggiore efficienza grazie alla totale digitalizzazione degli atti.
Per il futuro, il presidente annuncia di aver ripreso i dialoghi con la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta per valutare la possibilità di creare una “cittadella della giustizia”, finalizzata a riunire in un unico luogo tutti servizi (la sede individuata potrebbe essere il palazzo ex Tar, nei pressi del Tribunale).
Pubblicato / aggiornato
il 29/01/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione