Vai al contenuto

Casino: il contenuto dei documenti consegnati da Aggravi a Uv-Uvp

Casino: il contenuto dei documenti consegnati da Aggravi a Uv-Uvp

bobine.tv ha avuto modo di consultare la documentazione che l’assessore alle Finanze della Regione autonoma Valle d’Aosta ha consegnato ai presidenti della seconda e quarta Commissione del Consiglio Valle, nella mattinata di martedì 18 settembre, su richiesta dei gruppi Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste.

Si tratta del parere pro veritate chiesto dall’amministratore unico di Casino de la Vallée Spa all’avvocato Mauro Renna; del parere richiesto dall’assessore Aggravi all’avvocatura della Regione e delle controdeduzioni formulate dalla Struttura regionale Società partecipate, credito e previdenza integrativa rispetto alla relazione trimestrale.
Il parere pro veritate dell’avvocato Renna, ordinario di diritto amministrativo alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, in relazione all’erogabilità degli interventi di sostegno finanziario previste dalla legge regionale 7/17, in considerazione delle disposizioni statali sul soccorso del socio pubblico alle società partecipate in perdita di cui al decreto legislativo n. 175/2016, si conclude – dopo 15 pagine – affermando che “Le disposizioni statali in materia di crisi d’impresa delle società a partecipazione pubblica (…) non impediscono alla Regione Valle d’Aosta di dare completa attuazione agli interventi di sostegno finanziario  previsti dalla legge regionale 15 maggio 2017, n. 7, in favore della società Casino de la Vallée SpA. L’eventuale ritardo o l’immotivato diniego da parte della Regione nella concessione delle misure di sostegno mancanti configura una pretesa giuridicamente azionabile da Cava in giudizio“.
La relazione dell’avvocato Riccardo Jans si conclude: “Volendo sintetizzare quanto sopra esposto, nessun dubbio sussiste sull’applicazione del d. lgs. 175/16 a Casino de la Vallée SpA (…). Di conseguenza le erogazioni previste dal piano originario possono essere effettuate, subordinatamente alle condizioni previste dalla l.r. 7/2017 con riferimento all’attuazione del piano. In caso di verificata mancata attuazione e/o inadeguatezza del piano e di una sua rimodulazione, si ritiene che lo stesso debba essere trasmesso alla Corte dei Conti e debba in ogni caso prevedere il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario nell’arco dei tre anni originariamente previsti; pertanto la rimodulazione del piano dovrebbe necessariamente intervenire sui fattori suscettibili di consentire il raggiungimento di tale equilibrio e non sul periodo di raggiungimento“. Il parere dell’Avvocatura regionale fa anche riferimento al fatto che le attuali norme non consentono la sottoscrizione di aumenti di capitale, trasferimento straordinari o aperture di credito. Come escludono  convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse. 
Nelle controdeduzioni alla relazione trimestrale si legge: “Con riferimento alla nuova offerta di gioco e alla ridefinizione della stessa viene fatto un generico rimando a grandi eventi svolti nel recente passato. Gli stessi sono stati pagati, peraltro con notevole ritardo (…) agli organizzatori o sponsor (…) e inoltre nella relazione non vi sono dati per documentare l’eventuale incremento delle presenze e dei ricavi in occasione di tali eventi di marketing. La relazione definisce come miglioramento (ancora da accertare poiché ad oggi non realizzato) l’ampliamento della sala fumatori in Gold River con l’aggiunta di 40-45 slot machine. Si intravede un possibile contrasto con il punto 6  delle linee guida del piano, dove era previsto la riduzione del numero delle slot, in favore invece di interventi per aumentare la resa media giornaliera delle stesse“. Il documento prosegue facendo riferimento al fatto che la Casa da gioco ha partecipato al bando nazionale per la concessione del gioco online (attualmente non vi sono risultati in tal senso) e al fatto che nessuna azione è stata attuata relativamente al gioco live e al gioco virtuale. Nulla di positivo è stato segnalato in relazione al ruolo della società De Vere e ai tornei di poker: “Oltre al grande evento di apertura della Sala Evolution se ne sono svolti altri due minori, ma senza portare benefici alla Casino“.
La relazione indica una crescita nei ricavi del Billia, in linea con le previsioni del Piano.
Rispetto alle azioni di marketing “non sono rinvenibili risultati tangibili delle eventuali azioni“.
Nella relazione trimestrale è stata sottolineata la difficoltà di reperire liquidità dalle banche e vi è una “reprimenda relativa alla fidejussione, prevista dalla ò.r. 20/2016, non rilasciata“. La garanzia, nel limite di 7,2 milioni di euro, poteva essere rilasciata a sostegno di nuovi affidamenti con durata massima sino al 31 dicembre 2018. La relazione recita: “Si ritiene che non vi siano gli elementi per concedere tale fidejussione, in considerazione della situazione economica e finanziaria della società, chiaramente dimostrata dalla richiesta presentata dalla stessa di sospendere il pagamento del mutuo concesso da Finaosta SpA“.
La Struttura Società partecipate rileva ricavi inferiori alle attese dell’11% e “il decremento risulta non sufficientemente giustificato , in particolare con riferimento ai giochi lavorati e pertanto il piano di ristrutturazione risulta di difficile realizzazione“. Inoltre “L’incremento dei debiti verso fornitori e di altre passività per euro 3,8 milioni pare un dato allarmante. E comprova un ritardo ormai cronicizzato nei pagamenti“.
Nei suo interventi pubblici (anche in occasione dell’ultimo Consiglio comunale di Saint-Vicnent), l’amministratore unico Di Matteo ha posto in rilievo il miglioramento del margine lordo operativo. La relazione della Struttura regionale riporta: “L’Ebitda è senz’altro un indicatore importante ma analizzato singolarmente, senza adeguata parametrizzazione con gli altri significativi indici di bilancio pare riduttivo. Sarebbe interessante vedere calcolato ad esempio il leverage. L’Ebitda è inferiore alle attese, in quanto anche i ricavi del primo trimestre non raggiungono i livelli indicati nel piano e non ha effetto il minor volume dei costi, come descritto nella relazione“.
Le conclusioni della relazione trimestrale sono che “I ricavi sono inferiori a quelli previsti nel piano e i minori proventi derivano dalla flessione sui giochi tradizionali e dalla mancata attivazione dei nuovi business, che invece nel piano parevano dover rappresentare un volano per la ripresa dei ricavi. (…) Si evidenza la riduzione del costo del personale (…) ma viene sottolineato che occorre ancora una contrazione in ragione del rapporto del costo del lavoro rispetto al fattura in quanto il primo rappresenta il 64% del fatturato. Occorre secondo il relatore della relazione una seria rivisitazione del piano poiché i ricavi non sono cresciuti , i costi si sono leggermente abbassati, ma a fronte di una diminuzione dei ricavi l’effetto è quasi anestetizzato, occorrono nuove strategie su organizzazione e fonti finanziarie. In pratica viene messo in discussione l’intero piano e le sue fondamenta“.
La delibera del Consiglio Valle che aveva approvato il piano aveva condizionato il terzo trasferimento al soddisfacimento di quattro condizioni: “concreto avvio del percorso di riduzione dei costi del personale, l’adozione del nuovo modello organizzativo, raggiungimento sostanziale dei risultati economici previsti dal piano, realizzazione del piano, dimostrabile attraverso un’analisi trimestrale sull’andamento delle azioni, sia in termini di aumento dei ricavi sia in termini di riduzione dei costi“.
Le azioni sarebbero dunque deficitarie rispetto ai due ultimi punti (oltre che rispetto al reperimento di nuove risorse).
In definitiva, secondo Stefania Magro e Valter Mombelli (i relatori delle controdeduzioni) “ad oggi, non sapendo quali potrebbero essere le azioni diverse da porre in essere rispetto a quelle già contenute nel piano, non si è in grado di comprendere l’utilità di un ulteriore versamento nelle casse della Casino. In particolare si evidenzia che i trasferimenti previsti dalla l.r. 7/2017 erano finalizzati al rilancio della gestione con nuove iniziative di sviluppo e di investimento, alla riduzione dei costi e alla valorizzazione degli investimenti immobiliari già realizzati, e non sicuramente alla copertura delle spese correnti“.

Pubblicato / aggiornato il 18/09/2018 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione