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Agenda 2030: VdA a buon punto ma non raggiungerà 17 obiettivi

Agenda 2030: VdA a buon punto ma non raggiungerà 17 obiettivi (©bobine.tv) - Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini

Martedì 15 dicembre 2020 è stato presentato il rapporto dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS): I territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Si tratta del primo strumento che misura e analizza il posizionamento di Regioni, Province, Città metropolitane, Aree urbane e Comuni rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il rapporto contiene, oltre ai dati statistici, un’analisi delle disuguaglianze territoriali in Italia e presenta le proposte per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Tiene in considerazione anche casi concreti di buone pratiche messe in campo da Istituzioni e no.

I lavori si sono aperti con i saluti del presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini e il videomessaggio di presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico. Quest’ultimo ha evidenziato: «in ogni territorio occorre adottare consumi sostenibili. Dobbiamo adattare gli obiettivi dell’Agenda 2030 a livello locale. La strada da intraprendere è usare in modo lungimirante il potenziale inespresso presente nei nostri territori. Occorrono un miglioramento della Pubblica Amministrazione, una lotta alla povertà ed esclusione sociale».

Il rapporto sui territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020
Roberto Fico

La parola è passata a Walter Vitali, coordinatore del gruppo di lavoro sul Goal 11 dell’ASviS, il quale ha spiegato che, all’interno del rapporto, «noi valutiamo il raggiungimento di alcuni target al 2030. Gli obiettivi sono 22 e prendono in esame gli obiettivi statali ed europei. Per esempio, abbiamo valutato il consumo del suolo, e abbiamo notato situazioni positive, come ad esempio in Valle d’Aosta. Le nostre principali proposte sono: coordinare il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e il Piano nazionale di riforme (PnR), controllare i sistemi di monitoraggio sulla base dei goal dell’Agenda 2030 e dei relativi target nazionali, assicurare il forte coinvolgimento delle Regioni, province, Città, Comuni nel disegno e nell’attuazione del Pnrr».

Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS ha introdotto la tavola rotonda tra Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; Anna Lisa Boni, segretario generale di Eurocities; Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona;  Michele de Pascale, presidente dell’Unione Province d’Italia; Laura Lega, segretario generale dell’Associazione Nazionale dei Funzionari dell’Amministrazione Civile dell’Interno; Giovanni Camilleri, Senior consultant Undp/Art Brussel.

Il rapporto sui territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020
Da sinistra: Enrico Giovannini, Ilaria Caprioglio, Giovanni Camilleri, Anna Lisa Boni, Stefano Bonaccini, Laura Lega

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha detto: «avete svegliato buona parte delle Istituzioni italiane. Negli ultimi decenni abbiamo fatto poco dal punto di vista della sostenibilità. La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha aderito, anni fa, al vostro appello per cercare di avere bilanci sociali, fare programmazione rispetto ai vostri indicatori. La sostenibilità deve accompagnare qualsiasi tipo di politica. Abbiamo bisogno di guardare al futuro, a un futuro di crescita sostenibile».

Anna Lisa Boni, segretario generale di Eurocities: «siamo la rete di città più importante d’Europa che crea una piattaforma per fare lavorare insieme i comuni per la promozione di un miglioramento della qualità della vita nelle città. Occorre cambiare il modello economico dominante, lavorando a diversi livelli e investendo, privatamente e pubblicamente, a lungo termine. Vediamo che alcune Regioni stanno lavorando a un piano di ripresa, ma la situazione generale non è così rassicurante: occorrono una maggiore apertura e un maggior coinvolgimento. Una visione sostenibile del futuro è assolutamente da mettere in atto».

La situazione in Valle d’Aosta

I miglioramenti più evidenti riguardano l’istruzione (goal 4), la parità di genere (goal 5), l’energia pulita (goal 7) e il consumo e produzione responsabili (goal 12). 

Il progresso nell’istruzione è dovuto alla riduzione dell’abbandono scolastico e all’aumento di diplomati, laureati e di persone impegnate nella formazione continua.

Anche l’empowerment femminile progredisce.

In campo energetico, la Valle d’Aosta è in miglioramento rispetto al 2012, a causa della crescita della quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo e alla riduzione dei consumi finali lordi sul valore aggiunto.

Per il consumo e la produzione responsabili (goal 12) il territorio valdostano presenta netti miglioramenti, provenienti dall’aumento del tasso di raccolta differenziata e dalla riduzione della produzione dei rifiuti pro-capite e del conferimento di questi in discarica. È una fra le poche regioni che, nell’arco temporale considerato, ha incrementato la propria efficienza idrica.

Tuttavia si osservano andamenti negativi per la crescita economica e il lavoro dignitoso (goal 8), la riduzione delle disuguaglianze (goal 10) e pace, giustizia e istituzioni solide (goal 16).

A impattare sulla crescita economica valdostana si osservano, rispetto al 2010, una riduzione degli investimenti fissi lordi sul Pil (-30,3%) e un incremento della quota di part-time involontario (+5,1 punti percentuali). È anche aumentato il rischio di povertà ed è diminuito il tasso di occupazione giovanile rispetto a quello totale. Sono, però, in aumento le truffe e le frodi informatiche (+58,8%).

In merito agli obiettivi al 2030, la Valle d’Aosta ha già raggiunto i target relativi al rischio di povertà (goal 1), all’efficienza idrica (goal 6), alle fonti rinnovabili (goal 7), all’occupazione (goal 8), alla disuguaglianza nel reddito (goal 10) e alla durata dei procedimenti civili (goal 16). 

Sono stati registrati andamenti promettenti nell’ambito della sicurezza alimentare (goal 2), salute e benessere (goal 3) grazie alla riduzione della mortalità per le maggiori cause, istruzione di qualità (goal 4) con l’aumento del numero di laureati, città e comunità sostenibili (goal 11) con meno polveri sottili PM10 e vita sulla Terra (goal 15) con la riduzione del consumo di suolo.

Anche l’indicatore sull’affollamento delle carceri segnala il potenziale raggiungimento del target relativo all’affollamento degli istituti di pena (goal 16) ma solo se prevarrà l’andamento di lungo periodo.

Infine, gli indicatori relativi ai feriti da incidente stradale (goal 3) e ai posti-km offerti dal trasporto pubblico locale (goal 11) segnalano significativi allontanamenti dai target che non consentiranno alla Valle d’Aosta di raggiungerli. 

Il rapporto sui territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020
Gli indicatori compositi confrontano l’andamento regionale e quello nazionale dal 2010 al 2019 per ogni obiettivo di sviluppo sostenibile

Pubblicato / aggiornato il 15/12/2020 alle 15:43
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Categoria: Politica e Amministrazione