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Nel presepe del vescovo di Aosta anche l’infermiera anti-Covid

Nel presepe del vescovo di Aosta anche l’infermiera anti-Covid (©Coldiretti VdA) - Da sinistra: Stefano Fracasso, direttore Confartigianato Valle d’Aosta, Mauro Salmin, Franco Lovignana, Alessio Nicoletta e Elio Gasco, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta

Il presepe, rappresentazione della nascita di Gesù, racconta attraverso i suoi personaggi anche la realtà della vita quotidiana. Oltre a pastori, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori e animali, da quest’anno, si aggiunge l’infermiera anti Covid-19, simbolo dell’impegno del mondo della sanità e della cura.

La statuina è stata ideata da Coldiretti, Fondazione Symbola e Confartigianato e consegnata, mercoledì 16 dicembre 2020, dal presidente di Coldiretti Valle d’Aosta, Alessio Nicoletta, e dal vicepresidente di Confartigianato Imprese Valle d’Aosta, Mauro Salmin, al vescovo di Aosta, Franco Lovignana.

L'infermiera anti-Covid del presepe Coldiretti consegnata al vescovo di Aosta
Il vescovo di Aosta, Franco Lovignana, con la statuina del presepe

«Agricoltori, medici e infermieri non hanno mai smesso di lavorare in questa pandemia. La modernità del presepe viene proprio dal suo legame con la vita quotidiana che per gli agricoltori e gli allevatori vuole dire conservazione dei territori e della biodiversità, soprattutto in montagna e nelle zone più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori» ha commentato Alessio Nicoletta.

«Il mondo dell’artigianato e tutto il mondo delle attività produttive sta affrontando le restrizioni sul piano economico. Apprezziamo questa iniziativa volta a riconoscere il valore morale del lavoro degli operatori sanitari» ha dichiarato Mauro Salmin.  

«Collocheremo la statuina nel presepe della Cattedrale con l’obiettivo di riconoscere il servizio eroico che gli operatori sanitari hanno svolto durante i mesi di emergenza. Credo che possa rappresentare anche un richiamo alla società e a chi ne ha la responsabilità perché l’opera da loro svolta sia valorizzata anche in futuro e affinché si riprenda in mano il servizio sanitario nazionale, troppo spesso oggetto di tagli» ha affermato Franco Lovignana.

Pubblicato / aggiornato il 16/12/2020 alle 18:37
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Categoria: Tempo libero