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Lite in maggioranza sul Casino, sul metodo e sul merito

Lite in maggioranza sul Casino, sul metodo e sul merito

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 29 agosto, durante una riunione della maggioranza regionale, i toni si sono accesi parecchio.

Tutto parte dal Casino (o, meglio, dalle diverse posizioni rispetto all’erogazione dei sei milioni del finanziamento) ma, come un sasso lanciato in uno stagno, gli effetti si stanno propagando a tante altre decisioni in capo all’esecutivo e alla maggioranza (notoriamente risicata) che lo sostiene.
Nei giorni scorsi, l’assessore Stefano Aggravi aveva consegnato un documento nel quale si analizzavano gli aspetti positivi e negativi di tre possibili soluzioni: dare continuità al piano di ristrutturazione aggiornandolo alle mutate situazioni di contesto, effettuare una ristrutturazione del debito sotto la guida del Tribunale, avviare un concordato preventivo.
Lunedì 27 agosto, il presidente Spelgatti ha convocato una riunione dei maggioranza per affrontare la questione.
Mercoledì 29 agosto, nel primo pomeriggio, Roberto Cognetta si è chiesto su Facebook “se abbia davvero senso sostenere una maggioranza dove gli interessi personali sovrastano e annullano gli interessi generali” e si è detto “pronto a discutere ancora una volta su questi temi di persona ma senza ricatti di nessun genere“. Tre ore dopo, Pierluigi Marquis gli ha risposto, sempre su Facebook, affermando che “Cognetta non riesce oggi a distinguere tra gli ‘affari’ e gli interessi generali della Valle“.
Nella riunione, Spelgatti ha dichiarato – senza rivolgersi a uno o più consiglieri in particolare – che non ritiene accettabile il comportamento di chi intende bloccare la nomina del Consiglio di Amministrazione di Finaosta (con tutte le conseguenze del caso) se prima non si liquida la tranche del finanziamento al Casino. Spelgatti ha affermato di non accettare né ricatti né baratti. “Noi andiamo avanti – ci ha dichiarato – perché le cose devono essere fatte correttamente e lucidamente, con numeri e leggi alla mano“.
In tutto ciò, Emily Rini si è sentita coinvolta e gratuitamente insultata. “Ho posto una questione di metodo, poiché non ritengo accettabile quello adottato“, ci ha detto. Ma Spelgatti replica: “Non capisco perché si sia sentita direttamente toccata da ciò che stavo dicendo, anche se confermo che i toni sono stati molto duri. Io non ho fatto e non faccio nomi“. E allora Rini controbatte: “io invece, proprio per rispetto di ognuno, chiedo che i nomi vengano fatti. Questo modo di attaccare a prescindere chiunque non mi appartiene“.
Alla fine, ogni decisione è stata rinviata. La consegna del Bilancio 2017 della casa da gioco è attesa per la giornata di giovedì 30 agosto e, dopo il tempo minimo necessario alla lettura dei suoi contenuti, la maggioranza tornerà a riunirsi.
C’è dunque chi vuole considerare l’incontro di mercoledì un momento intermedio, che sarebbe stato peraltro più opportuno che non arrivasse alle orecchie dei giornalisti.
Ma un nuovo elemento è stato messo sul tavolo, il rischio di revoca della concessione e di nazionalizzazione del Casino. Scrive infatti Marquis: “Dinanzi abbiamo una possibile statalizzazione del Casino in un contesto generale di ostilità verso le autonomie speciali“. E Olmo Romeo, presidente di Federgioco, ha chiesto un incontro con Matteo Salvini poiché ritiene che le quattro case da gioco italiane non abbiano interlocutori nel Governo mentre è il momento di compiere scelte decisive e, magari, anche fuori dagli schemi.


Pubblicato / aggiornato il 29/08/2018 alle 12:00
Categoria: Cronaca