Bionaz, Perloz e Cogne in una tabella del Mise sul 5G a loro insaputa
L’asta per l’assegnazione si è conclusa il 2 ottobre 2018 e sono state assegnate tutte le bande, anche quella a 700 Mhz FDD (la più appetita per la miglior penetrazione e che potrà essere utilizzata solo dal 2022 perché è attualmente occupata da emittenti televisive).
La delibera dell’Agcom n. 231/18 prevede che “Entro 36 mesi dalla disponibilità nominale delle frequenze, ciascun aggiudicatario dei lotti di frequenza in banda 700 MHz FDD è tenuto ad avviare il servizio commerciale, utile a soddisfare i requisiti operativi standard necessari a permettere ad almeno l’80% della popolazione nazionale la corretta fruizione, in maniera ragionevole anche in ambiente indoor, di servizi 5G tali da garantire lo sviluppo di applicazioni per tutti gli scenari d’impiego attesi (…) comunque assicurando una velocità nominale di download non inferiore a 30 Mbps“. Più specificatamente, gli aggiudicatari dei lotti di frequenza in banda 700 MHz FDD sono collettivamente tenuti a raggiungere, entro 54 mesi dalla disponibilità nominale delle frequenze, la copertura del 99.4% della popolazione nazionale con avvio del servizio commerciale. Nel computo di questa percentuale di popolazione, gli aggiudicatari devono includere almeno il 90% della popolazione dei comuni indicati in un’apposita tabella redatta dal Ministero per lo Sviluppo economico. Su questa tabella sono indicati 120 comuni e, fra questi, anche Bionaz, Perloz e Cogne.
I sindaci dei Comuni interessati sarebbero però all’oscuro di questa decisione e non sarebbe partita da loro alcuna richiesta in tal senso.
Pubblicato / aggiornato
il 27/01/2019 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione