65 milioni in arrivo da Cva per le casse regionali
Il Consiglio d’Amministrazione di Finaosta, giovedì 10 maggio, si è riunito per dare corso alle previsioni della legge finanziaria 2018/20 della Regione autonoma Valle d’Aosta.
L’articolo 27 della legge regionale 21/2017 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d’Aosta – Legge di stabilità regionale per il triennio 2018/2020. Modificazioni di leggi regionali) c’era scritto: “Per il 2018, FINAOSTA S.p.A. riversa alla Regione, anche in più soluzioni, le somme disponibili nel corso della medesima annualità sul Fondo di dotazione della gestione speciale, per euro 51.400.000, all’uopo alimentato dalle riserve risultanti nel bilancio certificato del 2016 e distribuite da Compagnia valdostana delle acque-Compagnie valdôtaine des eaux (CVA S.p.A.), nella medesima annualità“.
Quindi si è optato per la messa in disponibilità in un’unica soluzione, incementata di altri 13,6 milioni di parziale distribuzione dell’utile di esercizio 2017. Il bilancio 2017 non è ancora disponibile sul sito cvaspa.it ma abbiamo appreso che l’utile complessivo ammonta a 34 milioni di euro. L’utile netto 2017 del gruppo Cva Trading si attesta invece a 41,6 milioni di euro, dopo 10,8 milioni di stanziamento a fondo rischi. Ciò significa che la Regione autonoma Valle d’Aosta ha richiesto in disponibilità il 40% degli utili della Cva o il 32,7% di quelli dl gruppo.
E ciò nonostante il procuratore della sezione valdostnaa della Corte dei Conti, il 23 febbraio, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, avesse esecrato le “complesse ed estremamente articolate operazioni di drenaggio compiute, sotto la regia della Regione, sulla controllata di secondo livello Compagnia Valdostana delle Acque (CVA) SpA” per finanziare il Casino de la Vallée Spa, così come aveva deprecato la “voracità finanziaria” dell’ente che, proprio con il bilancio 2018/20, ha previsto il riversamento nelle proprie casse di oltre 100 milioni di euro rovenienti dalla società energetica. Roberto Rizzi, in quella sede, aveva sostenuto che, invece, “essendo al vertice della filiera societaria di controllo, ⟦la Regione⟧ dovrebbe massimamente adoperarsi per evitare che i continui prelievi delle riserve straordinarie e distribuzioni degli utili di esercizio possano deteriorare la robustezza finanziaria della controllata e, conseguentemente, compromettere il buon esito del collocamento sul mercato delle sue azioni“.
Al momento s’ignora per quali finalità tali risorse siano state introitate, poiché l’annunciataci risposta con nota del presidente della Regione non ci è pervenuta.
Pubblicato / aggiornato
il 11/05/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
