Giù le mani da acque e Cva: il ConsVdA attivi la Commissione paritetica Stato-Regione
Dopo aver ricordato che il Comitato ha raccolto 3911 firme di cittadini valdostani (poi consegnate al presidente del Consiglio Valle, Antonio Fosson), il documento elenca le motivazioni adotte e ne fornisce una propria interpretazione.
1 – rendere la società più efficiente: “Renderla più efficiente, indipendentemente che sia quotata in borsa o rimanga di proprietà regionale, spetta al presidente e al Consiglio di amministrazione non accettando imposizioni che non siano decise dal Consiglio regionale. Ne suggeriamo alcune: assunzioni strettamente necessarie e non clientelari; primato esclusivo degli interessi di CVA e non di altri soggetti; valutazione accurata delle nuove acquisizioni, investimenti, dismissioni, senza accettare interferenze“.
2 – per mantenere la proprietà della Regione, occorrerebbe cambiare leggi regionali, italiane ed europee: secondo il Comitato, “le leggi, come si fanno, si possono modificare“.
Inoltre, il Comitato aggiunge due punti: possibilità per la Regione di fare cassa per nuovi investimenti e il fatto che le acque rimarrebbero comunque di proprietà regionale. Riguardo al primo punto, il Comitato scrive: “bisognerebbe capire se i quattrini eventualmente incassati con la quotazione in borsa sono a disposizione del Consiglio regionale (Casinò docet). Inoltre, quei quattrini, per quali investimenti sarebbero destinati? Per elettrificare la ferrovia? Siamo d’accordo ma perché quotare in borsa?“. Sulla proprietà delle acque, invece, Giù le mani da Cva spiega la sua posizione con un paragone: “le acque rimarrebbero di nostra proprietà, ma sarebbero date in gestione. Ora, se io affitto casa mia a qualcuno, poi non è che posso decidere di entrare e uscire quando mi fa comodo“.
In chiusura, la lettera del Comitato si rivolge direttamente all’Amministrazione regionale, chiedendo a quest’ultima di attivare la Commissione paritetica Stato-Regione “affinché la produzione di energia elettrica con fonte rinnovabile, come l’acqua, sia esclusa dalle liberalizzazioni“.
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
