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Bertin e Minelli propongono accordo a termine per punti ma rischiano l’estromissione da IC

Bertin e Minelli propongono accordo a termine per punti ma rischiano l’estromissione da IC (©bobine.tv)

Nel pomeriggio di lunedì 3 dicembre, si è riunito il Gruppo consiliare allargato di Impegno civico, che ha sancito l’epilogo di questa esperienza nata con le elezioni politiche del 4 marzo.

Al termine, i consiglieri Alberto Bertin e Chiara Minelli hanno diramato una nota congiunta.

La proposta Bertin-Minelli
Dopo una premessa rispetto alla situazione attuale e al contesto, scrivono: “In questa situazione (…), ci assumiamo la responsabilità di fare una proposta. Non si tratta secondo noi di aderire ad una maggioranza con la Lega, con l’Uv o con chicchessia, ma di proporre uno scenario diverso. Proponiamo dunque un Accordo a Termine per Punti, una convergenza fra alcuni Gruppi consiliari per realizzare in un tempo definito, 14/16 mesi, e con un articolato e stringente cronoprogramma, una serie di riforme e di atti rilevanti e qualificanti nell’interesse di tutta la comunità e di cui si conviene una inderogabile urgenza. Al termine di questo periodo ci dovrà essere una verifica sui risultati raggiunti“.
Non un governo di legislatura ma un accordo “per amministrare, legiferare e realizzare alcune riforme fondamentali”. Ma dopo i 14/16 mesi? “Si potrà anche tornare a votare, ma con sistemi completamente diversi, che assicurino la presenza di una maggioranza stabile appena terminato lo scrutinio del voto“.
Questi i temi: “Al centro della proposta mettiamo una azione incisiva di sostegno all’economia, di crescita dell’occupazione, di contrasto alla povertà, di accoglienza, di nuove politiche in campo sanitario, ambientale e sul versante della mobilità sostenibile. Pensiamo anche a riforme fondamentali come quelle sul sistema elettorale e istituzionale, in modo da introdurre meccanismi che consentano agli elettori di scegliere direttamente chi governa“.
Bertin e Minelli hanno predisposto un elenco di venti punti che sottoporranno all’attenzione degli interlocutori. Chiederanno anche che il Governo che fosse nominato “manifesti nella sua composizione elementi visibili dell’impegno ad aprire una fase ed una stagione politica nuove. Dovrà perciò essere evidente il passo indietro dei partiti nella corsa verso l’occupazione degli incarichi di governo e la volontà di evitare la riproposizione di assessori di lungo corso. Questo si potrà fare con un esecutivo snello e la presenza di alcune figure esterne decise concordemente e scelte fra persone di particolare competenza“.
I riscontri alla loro proposta saranno portati all’Assemblea di Impegno Civico, la cui data deve ancora essere calendarizzata.

I punti di Bertin e Minelli 
1- Approvazione del Defr e del Bilancio di previsione 2019-2021 (con le necessarie modifiche)
2-Normativa elettorale. Approvazione immediata di una legge di riforma intervenendo soprattutto su tre aspetti: -confermare il sistema di scrutinio dei voti centralizzato in quattro poli; preferenza unica, con possibilità di esprimere una seconda preferenza solo se di genere diverso; presenza in lista di almeno il 40% di ognuno dei due generi.
3-Contrasto alla povertà (uguaglianza). Integrare le politiche sociali con le politiche attive del lavoro valorizzando la rete dei soggetti del Terzo Settore, implementando le opportunità offerte dalla recente riforma nazionale. Riforma dell’ISEE per approdare ad un ISEE-Regionaleriparametrato attraverso soglie e criteri più adatti alla realtà valdostana di montagna e più equo dal punto di vista fiscale. Riformare la legge n.18/2015 “Reddito di inclusione e solidarietà” in funzione dell’introduzione del reddito di cittadinanza per intervenire sulla povertà assoluta, sulla povertà educativa e minorile e sui nuovi bisogni sociali emergenti.
4-Lavoro. Riesaminare e potenziare gli incentivi esistenti a favore delle PMI e adottare un provvedimento urgente che introduca un’agevolazione, in regime di compensazione fiscale, per le aziende che assumono personale dipendente a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato,sulla base di un piano di espansione della forza lavoro, e per le imprese che investono gli utili per intraprendere percorsi di sviluppo e innovazione sul capitale umano, capitale sociale e capitalefisso. Particolare attenzione andrà concentrata su quelle imprese che hanno un più alto indice di posti di lavoro per unità di fatturato. Istituzione dell’Agenzia del Lavoro.
5-Industria e economia. Riformare la legge regionale sulla cooperazione e l’impresa sociale per recepire e potenziare la riforma del Terzo Settore sul piano dello sviluppo di una economia civile no-profit moderna. Un piano per la riduzione degli oneri economici, burocratici e autorizzativi per il piccolo e medio commercio.
6– Sistema di accoglienza regionale. Ripresentare e sostenere con fondi propri la progettualità UE-FAMI (Fondo Asilo, Migrazioni e Integrazione) per il sostegno alle “Reti locali e regionali per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi”.  Progettare un sistema di accoglienza “regionale” dei richiedenti asilo (quelli rimasti dallo scellerato decreto Salvini) con la collaborazione dei comuni valdostani su base progettuale.
7-Sanità. Stabilire interventi per invertire il trend della preoccupante mobilità in uscita delle diverse professionalità medico-sanitarie presenti all’interno dell’azienda USL. Fattibilità della realizzazione di un nuovo e unico presidio ospedaliero a servizio del territorio regionale.
8Ferrovia. Approvare entro due mesi il “Programma strategico di interventi per la ferrovia” ai sensi della legge regionale n.22/2016 che prevede l’elettrificazione della linea Ivrea-Aosta e la sua velocizzazione. Definire rapidamente le intese con RFI e Regione Piemonte per l’affidamento entro tre mesi dell’incarico di progettazione definitiva dell’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta. Acquisizione entro tre mesi degli studi sulla portata assiale della Aosta-Pré-Saint-Didier e della opzione migliore per il collegamento con Courmayeur, tempestivo esame dei due studi.
9Gestione rifiuti. Promuovere con maggiore forza una politica basata sulla strategia rifiuti zero con un atto amministrativo che detti i seguenti indirizzi: -uniformare il sistema di raccolta dei Rifiuti adottando il Porta a Porta su tutto il territorio regionale; -modulare le tariffe di conferimento pagate dai SubAto al centro di Brissogne in funzione della qualità, in modo da premiare le Unité che conferiscono ottimo materiale differenziato e penalizzare quelle poco virtuose; -adottare la tariffa puntuale per gli utenti (paghi per quanto indifferenziato secco non riciclabile produci).
10 Agricoltura. In tempi di ristrettezze finanziarie, di prezzi fermi e di costi crescenti, di cambiamenti dei consumi e stili di vita, occorre puntare su obiettivi precisi. Dovranno essere adottati i seguenti Indirizzi per l’agricoltura di montagna”: sburocratizzazione, valorizzazione del prodotto/territorio/produttore; riconoscimento del ruolo dell’agricoltura per il mantenimento del paesaggio; facilitazione delle attività di integrazione e diversificazione del reddito. 
11Cva. Sospensione dell’iter della quotazione in Borsa di Cva in attesa di una decisione definitiva con il Referendum consultivo. Assegnazione a CVA di un ruolo primario nella transizione energetica a livello regionale.
12 Ambiente. Nell’ambito di una strategia di tutela dei beni comuni e di contrasto al riscaldamento globale, si dovrà operare per:






    • Approvare il Piano di Tutela delle Acque per la salvaguardia dei torrenti montagna;





    • Portare a sistema la gestione delle aree protette presenti sul territorio regionale, valutando in occasione del trentennale del Parco regionale del Mont Avic la trasformazione in Parco regionale diffuso della Valle d’Aosta, con il compito anche di porre le basi affinché sia riconosciuto il valore economico dei servizi ecosistemici offerti dalla montagna all’intera collettività





    • avviare un percorso per la certificazione della Valle d’Aosta quale regione a emissioni zero di CO2, che ponga precisi obiettivi di riduzione delle emissioni su scala locale e precisi requisiti di contenimento dei consumi energetici a fronte di ogni nuovo investimento, specie se pubblico;





    • rendere la Valle d’Aosta libera da fonti fossili entro il 2040, sulla base di una progressione di interventi che inizi dall’elettrificazione della ferrovia, passi per la mobilità elettrica, l’efficienza energetica degli edifici, la promozione di un’agricoltura sempre meno dipendente dalla chimica. 



 


13 Turismo. Il perseguimento dell’obiettivo di fare turismo tutto l’anno in tutta la Regione nel segno della sostenibilità dovrà comprendere:






    • la messa a regime dell’offerta escursionistica e di scoperta “Cammino Balteo”





    • l’assunzione operativa della regia per la realizzazione della Ciclovia Baltea





    • lo studio del prodotto “Châteaux de la 





    • gli interventi per l’ammodernamento degli esistenti comprensori sciistici con la contemporanea messa a punto di un’offerta inverno complementare rivolta a tutti coloro che frequentano la montagna ma non le piste da sci.



14Edilizia scolastica. Intervenire sulle situazioni critiche di Aosta e Pont-Saint-Martin. Ad Aosta occorre proseguire nell’approfondimento della tematica relativa all’ipotizzata nuova scuola in regione Tsamberlet e nella ricerca di una alternativa a tale costruzione. A Pont-Saint-Martin realizzare la scuola provvisoria di emergenza. Inoltre occorre intervenire sul piano normativo per una apposita Legge regionale che agevoli gli interventi di messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici pubblici.
15-Trenino di Cogne. Predisporre un Avviso pubblico internazionale per verificare se esiste la disponibilità di un operatore turistico internazionale di intervenire per sistemare e poi gestire la tratta ferroviaria Cogne – Acque Fredde con una concessione trentennale.
16Casinò di Saint-Vincent. Evitare il fallimento dell’azienda, senza ulteriori interventi finanziari della Regione. Sviluppare le potenzialità del complesso alberghi-centro congressi-centro benessere,anche dotandosi di un’apposita struttura e strategia commerciale. Avviare le procedure per un bando internazionale di ricerca di una società privata a cui affidare la gestione.
17Nomine, Società partecipate e Legalità. Approvazione di una normativa che disciplini le nomine nelle società partecipate e che rafforzi la trasparenza e la competenza. Istituzione, presso il Consiglio regionale, dell’Osservatorio permanente sulle associazioni criminali di tipo mafioso, al fine di favorire la prevenzione e la repressione del crimine organizzato attraverso la conoscenza, il monitoraggio e lo scambio di informazioni sulle infiltrazioni malavitose nel tessuto sociale e produttivo valdostano.
18Scuola e Università. Si dovrà operare per incrementare le risorse da destinare alla scuola pubblica e per organizzare un sistema che preveda la partecipazione attiva degli insegnanti nei processi decisionali. Si dovranno altresì mettere in campo azioni per contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica. Occorrerà definire nuove Linee di orientamento per l’Università della Valle d’Aosta e provvedere ad una revisione/implementazione della sua offerta formativa. Per dare stabilità e prospettive, occorre modificare lo Statuto e l’intero sistema di “governance; andrà rivista la composizione dell’attuale consiglio di amministrazione.
19- Riduzione costi della politica. Approvazione di una legge di pochi articoli che abolisce la diaria, rimodula l’indennità di carica dei consiglieri regionali, riduca sia le indennità di funzione sia il numero di persone che attualmente ne hanno diritto.
20Funzionamento del Consiglio regionale. Occorre affrontare il problema della funzionalità dei lavori del Consiglio disciplinando meglio la loro organizzazione. Ampliare il ruolo propositivo dei consiglieri prevedendo anche per loro la possibilità di formulare e depositare all’esame delle Commissioni e dell’Aula proposte di atti amministrativi di competenza del Consiglio. Cercare soluzioni per l’attuale mancanza di tutela legale per l’attività ed i voti espressi in Consiglio.
Per superare l’attuale situazione di costante instabilità politica occorrerà una riforma istituzionale che permetta agli elettori di scegliere direttamente chi governa, come avviene in tutte le altre Regioni

La replica di Pulz
Una posizione inaccettabile per Daria Pulz, Jeanne Cheillon, Carola Carpinello e Alexandre Glarey, che hanno replicato ad Alberto Bertin, Chiara Minelli, Andrea Padovani, Marcello Dondeynaz ed Elio Riccarand: “abbiamo preso atto, a malincuore e nostro malgrado, dell’accanimento con cui una parte di IC, capeggiata da Elio Riccarand, continua a tentare di entrare in maggioranza, con chiunque. Per mesi, la corrente di Riccarand ha provato a promuovere l’ipotesi del contratto di governo con la Lega di Salvini e, solo grazie all’opposizione di una parte importante di IC, questa vergogna è stata evitata. Ora Riccarand e i suoi consiglieri, dopo una settimana di trattative non autorizzate dagli organi di IC con Rollandin, Chatrian e altri pezzi del vecchio sistema di potere valdostano, provano a rilanciare proponendo a tutti i consiglieri – leghisti e unionisti compresi – un contratto di governo su 20 punti“.
Inaccettabile: “Denunciamo il fatto che questa proposta non è stata approvata né dal GAC, né dall’assemblea di IC. Evidenziamo che tra questi punti ci sono questioni mai toccate da IC, come il trenino di Cogne, residuo dell’era riccarandiana, o il sistema presidenziale, vera follia in un contesto come quello valdostano già caratterizzato da uomini forti e da una concentrazione del potere nelle figure del Presidente della Regione, Prefetto e Presidente dell’Università. IC voleva e doveva essere un’alternativa al malgoverno dell’UV e al razzismo della Lega. Non si può tradire il mandato elettorale“.
Un tradimento al quale Pulz e compagni non intendono rinunciare: “Noi crediamo ancora in questo sogno, perché la Valle d’Aosta ha bisogno di un vero rinnovamento. Non ci svendiamo per una poltrona (né per due). Cambiamento vuol anche dire staffetta generazionale, non ci stiamo a farci dettare la linea da Elio Riccarand, presente sulla scena politica fin dai tempi di Rollandin e La Torre (altri infausti protagonisti di questa fase). Quella di Riccarand non è civismo, ma vecchia e cattiva politica: in una parola gerontocrazia“.
Il che non significa opposizione a oltranza: “Noi vogliamo andare al governo, per cambiare veramente, ma ci devono essere le condizioni: un gruppo consiliare più consistente e degli alleati meno impresentabili“.
Guardando all’interno di Impegno civico, le conseguenze sono inevitabili: “A breve solleciteremo una convocazione degli organi di IC (GAC e Assemblea) per far rispettare le regole che ci siamo dati. Noi resteremo Impegno Civico, gli altri, se andranno al governo, possono anche chiamarsi in un altro modo“.

La risposta di Bertin e Minelli
Bertin e Minelli rigettano “Le ricostruzioni effettuate nel comunicato stampa trasmesso da Daria Pulz, Carola Carpinello, Jeanne Cheillon e Alex Glarey”, che definiscono “frutto di allucinazioni e di tutta evidenza non corrispondenti alla realtà”.
E spiegano: “L’Accordo a termine per punti e il relativo Cronoprogramma che abbiamo elaborato sono una proposta di soluzione della preoccupante crisi politica regionale, che prende in carico l’esigenza manifestata da una parte consistente dell’assemblea di Impegno civico, tenutasi mercoledì scorso, che ritiene necessario e urgente portare la Valle d’Aosta fuori dalla palude in cui sta sprofondando.
Una ipotesi di accordo doverosa per una lista civica, che si è proposta come alternativa programmatica, ma che non è stata accettata dalla consigliera Pulz e da parte dei membri del Gruppo consiliare allargato, che hanno ritenuto più importante perseverare  in una linea di opposizione a prescindere, nonostante la gravità della situazione.
La proposta è stata inviata a tutti i capogruppo delle forze presenti in Consiglio, salvo la L
ega”. 

Pubblicato / aggiornato il 03/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione