Dopo gli arresti, chieste nuove elezioni
La notizia arriva in Consiglio Valle
Andrea Manfrin ha chiesto la sospensione in ragione delle “gravi notizie” giunte in aula.
Gravi notizie che si riferivano alle misure cautelari messe in atto dai Carabinieri nell’ambito dell’indagine anti ‘ndrangheta denominata Geenna e all’assenza del consigliere Marco Sorbara (Union valdôtaine). Analogamente assente era, nel Consiglio comunale di Aosta anch’esso riunito, il consigliere unionista Nicola Prettico. Il terzo eletto arrestato è Monica Carcea, assessore a Programmazione, Finanze e Patrimonio del Comune di Saint-Pierre.
Alla ripresa dei lavori, il presidente del consiglio, Emily Rini, ha detto: “Vista la gravità delle notizie che si stanno apprendendo dagli organi di stampa, la Conferenza dei capigruppo ha deciso che i lavori del Consiglio siano sospesi onde avere ulteriori elementi in merito, in seguito alla conferenza stampa degli inquirenti alle ore 11 (che bobine.tv ha trasmesso in live streaming, n.d.r.). I lavori riprenderanno alle ore 15.30“.
La minoranza chiede elezioni anticipate
Alla luce della notizia concernente l’arresto di esponenti politico-istituzionali, le forze di minoranza del Consiglio regionale della Valle d’Aosta hanno espresso “il loro sgomento e la loro preoccupazione, oltre che l’indignazione, per la situazione che si è venuta a creare. Alla luce di questo episodio – commentano i gruppi Lega VdA, Mouv’, M5S, RC-AC, ADU-VdA in una nota congiunta – è evidente la necessità di operare un profondo e radicale cambio di mentalità, che possa spingere le istituzioni a reagire, per prevenire e contrastare efficacemente ogni tipo di infiltrazione e per fare in modo che la politica possa operare le sue scelte in maniera libera, esclusivamente sulla base delle proposte e dei programmi, e non sugli interessi criminali“.
AduVdA chiede strumenti per il presidio della democrazia
Il movimento guidato da Daria Pulz ommenta l’accaduto in questi termini: “Di nuovo, e per l’ennesima volta, la Valle d’Aosta si sveglia con le allarmanti notizie della cronaca giudiziaria. Oggi è l’operazione anti ‘ndrangheta GEEENA, condotta dai Carabinieri, a scuotere i Palazzi e l’opinione pubblica, lasciando ai cittadini una sensazione di smarrimento di fronte all’ormai evidente impossibilità che in questa Regione si abbia una vita politica e istituzionale normale.
ADU-VdA stigmatizza la continua sottovalutazione da parte delle istituzioni e dei suoi rappresentanti di quello che appare un fattore pervasivo e inquietante di erosione della vita politica della Valle, dei diritti dei valdostani, della trasparenza delle istituzioni e, di conseguenza, della stessa democrazia.
I cittadini hanno il diritto di essere tutelati rispetto a fenomeni criminali di tale gravità e non può essere solo il meritevole lavoro della magistratura a offrire un argine e un controllo sulla legalità: tutto il mondo politico deve operare con fermezza e senza ambiguità a che ogni possibilità di infiltrazione criminale e corruttiva sia individuata, denunciata e bloccata sul nascere.
Bisogna inoltre introdurre al più presto strumenti efficaci che costituiscano un forte presidio a difesa della democrazia e dello Stato di diritto, a cominciare dallo scrutinio centralizzato del voto regionale, dalla separazione delle cariche di Presidente della Giunta e di Prefetto e dalla costituzione di un Osservatorio regionale permanente contro le infiltrazioni mafiose.
Si valutino, infine, nuove elezioni anticipate per liberare, definitivamente, la massima istituzione valdostana dall’influenza delle mafie“.
La Lega chiede
Anche Lega Vallée d’Aoste ha diffuso una nota di commento all’accaduto, che parte dalla dichiarazione di Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, del 20 ottobre 2017:«La Valle d’Aosta non è immune da insediamento mafioso che ha condizionato e continua a condizionare l’economia di questa terra e anche la politica e le scelte»
.
La Lega cita anche una dichiarazione di Matteo Salvini del 31 gennaio 2017: «Questo è un arresto pazzesco che ci dice che, purtroppo, c’è del marcio in Valle d’Aosta. Io temo che questo marcio sia infiltrato a troppi livelli nei Comuni e nelle Regioni. Che ci sia la malavita che controlla tante attività imprenditoriali e controlli anche le elezioni di tanti politici è altrettanto evidente e non è possibile che una terra bella, potenzialmente ricca ed autonoma sia nelle mani della criminalità organizzata e chi dovrebbe controllare finisce in galera. Spero e penso che anche in Comune ad Aosta e nella stessa Regione qualcuno tragga le conseguenze e si dimetta e si faccia da parte».
Scrive la Lega: “Nell’apprendere con sgomento le notizie odierne dell’arresto, nell’ambito dell’operazione ‘Geenna’ finalizzata a contrastare infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, di tre noti esponenti politici valdostani non possiamo non ricordare le parole dell’allora Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e del nostro Segretario Matteo Salvini. Parole che furono considerate «improvvide», ma che erano rivelatrici di un sistema di illegalità diffusa che è riuscito a penetrare nella società e nelle istituzioni valdostane.
Oggi i nostri ringraziamenti vanno alle Forze dell’ordine che hanno operato per riportare la legalità anche nella nostra Regione.
Come Lega Vallée d’Aoste continueremo a lavorare per prevenire e contrastare efficacemente il sistema di illegalità che abbiamo denunciato da tempo e per far sì che le istituzioni possano lavorare liberamente, senza essere condizionate dagli interessi delle organizzazioni criminali. Ma siamo anche convinti che l’unica soluzione sia, ad oggi, quella di ridare voce ai cittadini nelle urne al fine di creare una maggioranza stabile e legittima che rappresenti la libera volontà dei Valdostani“.
Pubblicato / aggiornato
il 23/01/2019 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione