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Le reazioni della Valle d’Aosta a Geenna

Le reazioni della Valle d’Aosta a Geenna

I movimenti che compongono la maggioranza regionale (Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Stella Alpina, Pour Notre Vallée) esprimono “sgomento e ferma condanna nei confronti di qualsiasi possibile legame tra organizzazioni malavitose, politica e istituzioni democratiche e prendono nettamente le distanze dai comportamenti emersi dal quadro accusatorio” e “ripongono la massima fiducia nell’operato della magistratura e auspicano che venga fatta chiarezza nel più breve tempo possibile, per il rispetto della legalità e per la tutela della comunità valdostana“.

Il Comité fédéral di Union valdôtaine, mercoledì 23 gennaio, ha sospeso Marco Sorbara e Nicola Prettico e scrive in un comunicato: “Le Comité Fédéral de l’Union Valdôtaine décide de suspendre du Mouvement les personnes concernées, dans l’attente du développement de l’enquête, tout en réaffirmant le principe de présomption d’innocence et la confiance sur le travail de la magistrature, qui pourra finalement faire toute la clarté sur les faits.
En considérant que les évènements ont des implications sur les plus hautes institutions de la démocratie Valdôtaine, des prises de position claires sont nécessaires pour assurer la dignité due à la Politique de notre Région. Le Comité Fédéral s’engage à convoquer dans le plus bref délai le Conseil Fédéral pour assumer toute décision conséquente. Les organes du Mouvement doivent d’abord réaffirmer la dignité de l’Union Valdôtaine et de ses élus à tout niveau, qui travaillent avec honnêteté et indéniable éthique qui sont aujourd’hui, avec leur Mouvement d’appartenance, maladroitement et injustement approchés à des faits qui n’ont rien à partager avec leur histoire et leur conduite.
L’Union Valdôtaine doit et veut garantir la pleine liberté d’expression démocratique et si cela sera mis en cause par les faits ou par les conduites répréhensibles de quelque élus ou de quelque candidat, les organes du Mouvement devront prendre toute décision nécessaire et conséquente, y compris la possibilité de retourner aux urnes, à tout niveau“.
La Jeunesse valdôtainecondanna ogni tipo di associazione e relazione mafiosa; auspica che tutte le persone coinvolte siano assicurate alla giustizia nel più breve tempo possibile; rimarca la necessità, il dovere e la volontà di ripartire dai sani principi della Jeunesse Valdôtaine che nulla hanno a che vedere con i fatti in oggetto; affirme que ce genre de gens n’est pas Unioniste et ils donnent une image très déplorable et mauvaise de ce qui est l’Union Valdôtaine et la Vallée d’Aoste. La Jeunesse Valdôtaine veut et doit être le nouveau élan pour le mouvement et le revitaliser ; souligne que le Mouvement n’est pas lié à la Mafia comme quelqu’un veut faire croire. Nous les jeunes de la Jeunesse Valdôtaine, nous sommes le point d’où il faut repartir; invite les valdotains à se méfier des considérations trop faciles déjà faites et qui seront faites dans les prochains jours pour détruire un projet qui protège la cause valdôtaine depuis 70 ans”.

La Lega Vallée d’Aoste ha chiesto il ritorno alle urne mentre il gruppo nel Consiglio comunale di Aosta ha ricordato, in una nota, di aver insistito per la creazione di un osservartorio comunale: proposta è stata accolta a novembre 2018 con la creazione dell’Osservatorio comunale permanente per la legalità e la lotta alla criminalità organizzata. “Non stupisce che la proposta sia stata approvata così tardivamente e sia stata a lungo vittima di ostruzionismo da parte di una maggioranza il cui massimo rappresentante bollava come «improvvide» le dichiarazioni della presidente della Commissione parlamentare antimafia che denunciava come la criminalità organizzata condizionasse la politica valdostana e le sue scelte“, scrive il gruppo in un comunicato stampa, che prosegue: “Stupiscono però, e lasciano esterrefatti, le dichiarazioni rilasciate dal sindaco del capoluogo in seguito alla conferenza stampa della Procura della Repubblica di Torino. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino avrebbe rifiutato l’appoggio del locale di ‘ndrangheta in occasione delle elezioni comunali del maggio 2015 ma non denunciò il fatto alle autorità competenti perché non ha considerato «l’episodio di una rilevanza tale da doverlo denunciare». La discussione dell’ordine del giorno straordinario intitolato ‘Ndrangheta in Valle’, proposto dal gruppo comunale della Lega, sarà una prima occasione per ottenere dal sindaco i chiarimenti che popolazione aostana sta aspettando, in attesa degli ulteriori chiarimenti che emergeranno con il prosieguo dell’iter giudiziario“.


La Jeune Vallée d’Aoste scrive: “Questo fatto denota due aspetti che la Jeune Vallée d’Aoste aveva già denunciato con la sua operazione ‘Coradzo Valdoten!’ contro la mentalità mafiosa e contro il voto di scambio: che la ‘ndrangheta esiste in Valle d’Aosta e che l’Union Valdôtaine, colei che dovrebbe difendere i valdostani, non ha fatto niente per opporsi ad essa.
L’Union Valdôtaine, da salvezza per i Valdostani, è diventata la rovina di questa terra. 
È giunto il momento di dire basta, è giunto il momento che i Valdostani rialzino la testa“.

Fulvio Centoz ha anticipato la risposta via Facebook: “Io non ho mai assistito a nessun episodio che chiaramente mi mettesse di fronte ad una offerta di voti a fronte di future utilità per il proponente. Come tutti in campagna elettorale ho fatto il ‘porta a porta’, ho chiesto voti e distribuito ‘santini’. E parecchia gente mi ha risposto: ‘sì, certo non ti preoccupare ti voto. Dammi qualche santino che lo distribuisco tra amici e parentiì. Lo stesso è successo con Antonio Raso della pizzeria ‘La Rotonda’.  Ma nulla di più. Forse qualcuno si immagina un mio incontro con un tipo losco, con coppola in testa e lupara sulle spalle che mi dice: ‘non ti preoccupare amico mio, noi ti diamo una mano e poi tu, una volta sindaco, saprai ricompensarci’… Ecco, no. Nulla di tutto ciò. Gente all’apparenza normale che ti dice che ti voterà è ti chiede due santini da distribuire. Gente come tanta che incontri in campagna elettorale, gente apparentemente comune. Eppure io non ho insistito, non sono tornato ripetutamente a cercare un voto, non ho dato l’idea di essere disponibile a qualcosa d’altro. Quindi lui ha pensato magari di ‘agganciarmi’ mentre io no. Se noi non diamo adito ad interpretazioni errate non cadiamo in tentazioni. È come quando tradisci la moglie: se ti cerchi delle situazioni ambigue o se ti piace giocare con situazioni ambigue prima o poi ci caschi.Quanto alle denunce non accetto lezioni di morale da nessuno! L’onestà non è una qualità in politica. È semplicemente un pre-requisito che tutti dovrebbero avere. Io ho dimostrato di averlo, altri non lo so“.

Nel dibattito è intervenuto il Partito democratico, che ha scritto in una nota: “Dopo questa mattina, sarà difficile sostenere che nella nostra Regione non esistono le mafie. Non si tratta di semplice presenza di affiliati che fanno affari in Valle d’Aosta, secondo gli inquirenti si è costituita una ‘locale’ proprio nella nostra regione, dedita allo spaccio anche internazionale, che si è infiltrata nella nostra economia, e che soprattutto ha tentato di influenzare la politica valdostana facendo eleggere alcuni consiglieri nei nostri enti locali e in Regione“. Aggiunge il segretario, Sara Timpano: “Non basta la preoccupazione, come comunità valdostana dobbiamo reagire, da oggi con più consapevolezza, per difendere le nostre istituzioni, le nostra autonomia e le nostre libertà. Rifuggendo all’equazione che tutti i calabresi sono ‘ndranghetisti e che tutti i politici sono corrotti, le responsabilità penali sono personali, ma la responsabilità di combattere i fenomeni mafiosi spetta a tutti noi, forze politiche e cittadini, indipendentemente dal colore politico o dall’origine geografica”. Timpano sostiene Fulvio Centoz “che non si è fatto coinvolgere, intuendo che qualcosa non andava, nel tentativo di uno degli arrestati di oggi che gli aveva offerto appoggio elettorale. Il sindaco, che quando ha ricevuto pressioni sulle scelte del Comune, non ha esitato a segnalarle all’Autorità nazionale anticorruzione”.

Mouv’ non si stupisce di quanto stia accadendo nel sistema politico valdostano “ammalato da tempo” e si dice favorevole a discutere un ritorno alle urne. A una sola condizione: non con l’attuale legge elettorale. Scrive infatti in una nota: “Una riforma s’impone e che tuteli prima di tutto la libertà di voto, quindi un sistema che renda governabile la Valle d’Aosta. Correre al voto con l’attuale legge è assurdo e vuol dire, invece, sia controllo del voto, sia anche totale ingovernabilità“.


CasaPound scrive ivece: “È con estrema preoccupazione e disappunto che apprendiamo dell’arresto da parte dei Carabinieri del consigliere regionale Marco Sorbara e del consigliere comunale Nicola Prettico. Il precedente ruolo come assessore alle Politiche Sociali nel comune di Aosta del neo-eletto consigliere regionale Sorbara getta poi un’ombra piuttosto fosca sulle istituzioni del capoluogo, sia per l’importanza dell’Assessorato – utilizzabile quindi per nutrire reti di clientelismo – sia perché al centro delle indagini pare esserci proprio il consiglio comunale di Aosta e la figura del consigliere Prettico“. Aggiunge il coordinatore, Lorenzo Aiello: “Le indagini e la giustizia devono fare il loro corso ma è inaccettabile la vicinanza fra certi elementi del sistema di potere autonomista che da anni mal governa questa regione e le organizzazioni mafiose: chiediamo una determinazione forte nel denunciare ed isolare i collusi, sia nelle istituzioni che ne partiti. Alla luce di quanto è successo oggi, unito alle vicende che hanno segnato la fine della maggioranza comunale, crediamo sia il momento di tornare alle urne e voltare definitivamente questa brutta pagina.”

Il Movimento Nuova Valle d’Aosta esprime: “il proprio dolore e tanta tristezza nell’apprendere che ci possa essere un qualsiasi possibile legame tra organizzazioni malavitose e i Movimenti Politici stessi Valdostani, che vorrebbero, a loro dire il bene dei Valdostani. Se qualcuno sapeva taceva, e ci riesce difficile immaginare che nessuno sapesse nulla… e questo li rende ancor più loro complici in eguale misura. Il Movimento Nuova Valle d’Aosta chiede oggi più che mai il ritorno alle urne con delle mozioni di sfiducia sia in Regione che in Comune ad Aosta e non perché crede nella loro colpevolezza, ma bensì perché se qualora emergesse qualcosa allora, sia le elezioni comunali del 2015 che sia le regionali del 2018 potrebbero essere state falsate in qualche modo. Magari, ora, il cittadino sarà veramente libero d’esprimersi. Per troppi anni siamo stati sotto scacco da questo o da quel partito da questa o da quella persona e forse finalmente la partita è finita e allora il cambiamento che il Movimento Nuova Valle d’Aosta ha cercato di portare in Valle già nel dicembre 2017 e tanto auspicato forse, ora, potrà avvenire e avere luogo“.

Libera VdA auspica “che vengano messe in atto misure concrete volte alla conoscenza del fenomeno stesso, per scongiurare il controllo del voto che inquina la vita Democratica, rinsaldando così il legame tra territorio e Istituzioni“.

La Cgil VdA si esprime con queste parole: “È necessario un vero cambio di rotta  nella politica regionale, e che non si continui con finti rimpasti, a cui ormai la  classe politica valdostana ci ha abituato.  Fuori dalla Valle d’Aosta questi ultimi fatti giudiziari non fanno sì che la nostra regione abbia una bella immagine, nonostante sia abitata soprattutto da persone oneste e laboriose, che nulla hanno a che vedere con queste vicende“.

Pubblicato / aggiornato il 24/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione