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I consiglieri ex-Alpe di Aosta entrano in Rete civica

I consiglieri ex-Alpe di Aosta entrano in Rete civica

Lo annunciano per mezzo di un comunicato stamp anel quale scrivono: “Il quadro che emerge dalle 920 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti, solo per quanto riguarda il Comune di Aosta, del consigliere Nicola Prettico e dell’ex Assessore ai servizi sociali Marco Sorbara, getta un’ombra inquietante sull’Amministrazione cittadina. In cambio del sostegno elettorale ricevuto dai due eletti dell’Union Valdôtaine secondo quanto si legge, sono state influenzate le scelte amministrative, procurando favori a persone e imprenditori vicini alla ‘locale’ ‘ndranghetista.
‘Non riesco a capire perché mi trovo in carcere’: queste le parole di Marco Sorbara davanti al Gip a Biella, riportate dai media locali. E qui sta il vero problema: perchè sono il linguaggio, il modo di comportarsi, le dubbie relazioni ricercate e vantate che sono incompatibili con le istituzioni. Questo non capire rende evidente la non compatibilità con un ruolo di responsabilità pubblica. Sarà poi la magistratura a verificare se ci sono anche i fatti criminosi  ipotizzati in questi giorni a carico degli arrestati“.
Fedi, Lamastra e Sartore ricordano di aver già denunciato in Consiglio comunale “i dubbi rapporti tra Sorbara e Roberto Raffa, imputato nel processo Tempus venit. (…) Allora ipotizzammo che l’assessore avesse un ‘suo elettorato’, e tanto fu sufficiente da meritarci una querela“.
I tre consiglieri si dicono stupiti “che nelle nostre istituzioni, in Comune così come in Regione, ci siano tanti eletti ‘sorpresi’ di ciò che da anni denunciamo insieme a tante persone della società civile, del mondo del lavoro e dell’impresa“.
In relazione al risultato elettorale del 2015, che ha visto prevalere nel 2015 ad Aosta la coalizione UV, PD, Stella alpina e Creare Vda (ora confluita nell’UV), e alle ipotizzate influenze avute dalla ‘ndrangheta sul voto, i tre consiglieri scrivono “è grave e getta discredito sull’istituzione cittadina perché il voto di scambio è il veleno della democrazia. Le forze politiche coinvolte in questo malaffare, a nostro avviso, dovrebbero tagliare subito tutti i rami marci e chiedere scusa per non aver saputo, o voluto, alzare quelle difese e quelle barriere che dovrebbero essere l’essenza stessa della politica“.
Dunque “I cittadini onesti devono sapere di poter contare su persone che hanno sempre combattuto per la difesa di tali principi, contro la corruzione e il malaffare, in politica come nell’impegno civile e associativo. Devono ri-prendere in mano la casa comune delle istituzioni, senza populismi e facili strumentalizzazioni, ma con un progetto serio di rinnovamento e di pulizia rafforzando le difese civiche che ci sono e possono essere determinanti per spazzare via ogni inquinamento e ogni interesse personale“.
Ed ecco spiegata la ragione per cui Fedi, Lamastra e Sartore hanno deciso di aderire “al progetto di RETE CIVICA che può rappresentare, con l’aiuto di tutti, una opportunità di cambiamento reale per la città e per la Valle d’Aosta“.

Pubblicato / aggiornato il 29/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione