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La politica valdostana commenta l’esito elettorale

La politica valdostana commenta l’esito elettorale

PD: noi secondo partito in Vda e argine all’onda nera della Lega
I numeri di queste elezioni europee sono chiari – scrive Sara Timpano, segretario del Partito democratico –: il giorno dopo le elezioni possiamo dire che il Partito democratico c’è, l’alternativa alla Lega siamo noi!
I risultati del 26 maggio ci vedono come la seconda forza politica della Valle d’Aosta: sfioriamo il 22% ad Aosta dove, in alcune zone, siamo sopra la Lega, e siamo secondi in tanti altri comuni della regione. È un risultato che ci spinge a continuare, con ancora più impegno, il lavoro di dialogo con le persone, i territori e le associazioni.
Non possiamo però nascondere che la sfida, anche in vista delle prossime elezioni comunali, è quella di contrastare la Lega di Salvini“.

Gli Autononisti: l’unica cosa da fare è riaggregarsi
Gli autonomisti esprimeranno una posizione dopo gli incontri fissati per martedì 28 maggio. I commenti vengono, dunque, dai singoli referenti.
Erik Lavevaz scrive: “Un grande risultato della Lega di Salvini che ha travolto anche la Valle d’Aosta; indubbiamente un risultato difficile per tutti i movimenti autonomisti. Ora dobbiamo ripartire da questo risultato complicato e rilanciare l’azione, in particolare del progetto di federazione dell’area autonomista, che diventa ora quanto mai necessario e importante. Una chiave di lettura possibile è che il risultato deludente della nostra lista sia dovuto al poco tempo che l’elettorato ha avuto per capire l’importanza del nostro progetto e forse anche a contestualizzarlo in questo tipo di tornata elettorale… e noi, dall’altra abbiamo avuto poco tempo per spiegarlo.  20.000 votanti in meno rispetto alle ultime elezioni regionali sono un dato significativo, e in parte atteso. Più sorprendente il ‘voto nazionale’ dei Valdostani: la discrepanza tra i voti di lista e le preferenze dei candidati valdostani nelle rispettive liste è enorme, un segnale inequivocabile che la forza mediatica dei partiti nazionali fa la differenza anche a casa nostra“.

Giuliano Morelli, presidente di Union valdôtaine progressiste sintetizza: “Paghiamo un debito antico“.

Roberto Cunéaz, presidente di Alpe, commenta: “L’analisi delle preferenze evidenzia che i nostri elettori hanno votato in maggioranza il candidato (quindi un voto per le europee) mentre in proporzione il voto della Lega (nonostante le 3 preferenze possibili) è stato  influenzato da dinamiche nazionali. Un’analisi che vale anche per il Pd, Ciò detto la débâcle è totale ed è chiaro che il voto di rendita del passato è definitivamente sparito. Il progetto federativo  dovrà riconquistare dal basso la credibilità e il voto dell’elettorato valdostano“.


Epav ha diffuso una nota nella quale scrive: “Prendiamo atto del risultato che non è evidentemente soddisfacente. Era uno scenario che comunque avevamo messo in cont, e che dimostra il grande impatto mediatico avuto da Salvini per queste elezioni europee, anche in Valle d’Aosta. nella serata di martedì 28 maggio, il direttivo Epav si incontrerà per analizzare meglio il voto, che va in ogni caso ricondotto a un suffragio nazionale con evidente disparità tra le forze in campo“.


Front valdôtain: l’accordo di governo resta se non cambiano le condizioni
Il Front Valdôtain, esprime soddisfazione per i risultati conseguiti ieri dall’area del centrodestra in Valle d’Aosta: “Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno complessivamente più che raddoppiato la loro presenza in termini di voti e quasi triplicato il loro ‘peso’ in termini percentuali sul panorama politico valdostano rispetto alle ultime elezioni. Per il Front Valdôtain, dunque, inizia il lavoro sul territorio per unire e rafforzare l’area moderata del centrodestra valdostano“.
Commenta Emily Rini, rappresentante del Front Valdôtain all’interno del Consiglio Valle: “una parte di elettori non certo trascurabile ha dimostrato di sapersi e di volersi riconoscere nell’area di centro che guarda al centrodestra, che in Valle d’Aosta può soltanto lavorare per crescere, per dare voce a quell’elettorato, anche autonomista, alla ricerca di una collocazione che poggi su basi serie, credibili, solide e di prospettiva“.
Per quanto concerne l’attuale situazione politica regionale – dichiara il portavoce del Front Valdôtain, Marco Busanelli – confermiamo piena lealtà al progetto di governo sottoscritto il 10 dicembre 2018. Detto progetto, per quanto ci riguarda, si basa su un accordo programmatico-amministrativo e non politico, e per noi rimane valido, a meno che non cambino nel frattempo le sue condizioni, fermo restando che l’innegabile successo delle forze moderate del centrodestra in Valle dovrà da tutti essere tenuto in debita considerazione“.Gli elettori ci hanno dato l’incarico di essere argine all’onda nera delle destre, certo però non possiamo pensare di farlo da soli, dobbiamo mettere insieme i cittadini e le forze progressiste che non vogliono fare passi indietro sui diritti e che vogliono affrontare la questione ambientale“.

Pour notre Vallée non si è ancora riunita e, a parlare, è il consigliere regionale Claudio Restano: “ribadisco che non credevamo nel progetto dei 15 e, infatti, abbiamo dato un sostegno alla Giunta Fosson considerandolo un governo di scopo, senza alcuna implicazione politica. Dovremo confrontarci al nostro interno non solo sull’esito delle elezioni ma anche rispetto all’efficacia dell’azione di governo e poi, unitariamente, prendere una decisione“.


 


M5S: bisogna tornare al voto
Luciano Mossa, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Valle, commenta in questi termini: “Il 4 marzo 2018 abbiamo dovuto fare una scelta importante: continuare a fare opposizione con il nostro 33%, con probabile aumento di consensi, rimandando però i punti del nostro programma a quando e avremmo avuto il 51% per poter governare da soli, oppure fare un contratto di governo con una forza politica diversa da noi nel DNA come la Lega o il PD per poter realizzare i nostri progetti. Abbiamo messo al primo posto il bene dei cittadini italiani e questo ci ha permesso di concretizzare punti importanti. In un solo anno abbiamo ottenuto risultati che non erano mai stati ottenuti nemmeno in intere legislature passate.
Ma questa scelta, purtroppo, ci ha penalizzato in termine di consensi. Delusi? Questo non si può dire perché se oggi le famiglie in difficoltà, a cui lo Stato non è in grado di fornire un lavoro, hanno finalmente diritto a un reddito che permette loro di sopravvivere, questo solo grazie a noi. Così com’è grazie a noi se le persone possono andare in pensione prima, con un riciclo generazionale“.
Venendo al voto in Valle d’Aosta, Mossa aggiunge: “rispettiamo la scelta democratica dei nostri cittadini e riteniamo, visto gli equilibri attuali, che il Governo regionale sia ancor più delegittimato a governare. Per questo, visto che a metà giugno entrerà in vigore la nuova legge elettorale, riteniamo sia arrivato il momento di ridare la parola ai cittadini valdostani“.

Rete civica: bisogna costruire un’alternativa a leghisti e autonomisti
Il primo dato da rilevare, secondo Rete civica, è che è stata invertita la tendenza alla progressiva diminuzione di elettori, seppure si sia espressa poco più della metà degli aventi diritt. “In Italia e in Valle d’Aosta il successo della Lega è notevole e preoccupante: un partito abile a raccogliere scontenti e proteste di varia provenienza e che solletica comportamenti xenofobi e nazionalisti. Non è certo quella la strada da seguire per un positivo cambiamento. Confortante è la ripresa del Partito democratico, parte importante dell’alternativa alla Lega che bisogna costruire”, commenta il movimento di Bertin e Minelli, che prosegue: “In Valle d’Aosta il dato più sorprendente è il fallimento clamoroso del polo autonomista. Sulla carta avrebbe dovuto essere la prima lista e invece finisce dopo la Lega e dopo il PD, con un 13%: un risultato catastrofico“. Individua dunque due priorità: “da una parte il rinnovato bisogno della costruzione in Valle di un polo democratico e progressista che sia alternativo sia alla destra leghista sia al confuso polo che si è definito ‘autonomista’; dall’altra, l’urgenza di riforme che cambino in profondità il sistema istituzionale valdostano, con l’adozione di un nuovo sistema elettorale che garantisca agli elettori valdostani la facoltà di scegliere chi deve governare la Regione, determini più trasparenza, e produca maggiore stabilità nell’azione amministrativa“.

CasaPound: noi, schiacciati dal derby e dal voto utile
Spiazzato dall’esito del voto Lorenzo Aiello, coordinatore di CasaPound Italia in Valle d’Aosta: “purtroppo siamo rimasti schiacciati dal derby fra Lega e autonomisti e la logica del voto utile ci ha sopraffatti. Sono sicuro che l’esito non rispecchi il dato reale del consenso che abbiamo, soprattutto nella città di Aosta. E sono anche sicuro che riprenderemo i nostri voti“.


 


Il Movimento Nuova VdA: Autonomisti, toglietevi le fette di salame dagli occhi e riprendiamoci la Valle d’Aosta
Il segretario del Movimento Nuova Valle d’Aosta, Luigi Nardi, scrive una lettera aperta ai partiti autonomisti: “La Lega ha ottenuto un plebiscito di voti e ne va riconosciuto il merito; il M5S ha avuto un crollo pazzesco per il lavoro svolto in silenzio da Pd nell’ultimo anno, il quale si è semplicemente ripreso il suo elettorato e poi arriva la débâcle degli autonomisti. Noi compresi, anche se non facciamo parte di quell’alleanza perché, in fondo, il Movimento Nuova Valle d’Aosta è di fatto un Movimento Regionalista Autonomista di Centrodestra. Qui il nocciolo della questione: bisogna riprendersi il nostro elettorato, come ha fatto il Pd. Ma qui la vedo più dura, semplicemente perché i partiti autonomisti non hanno ancora capito – e qui noi ci mettiamo da parte – che le persone hanno bisogno d’aggrapparsi a una ‘speranza’ e non hai soliti giochi di potere e di poltrone. La Valle d’Aosta è nostra ma pare che la stiamo svendendo al miglior offerente. Cari colleghi Autonomisti, fino a quando avrete la presunzione di essere nel giusto e non vi togliete le fette di salame che avete sugli occhi e non comincerete seriamente a lavorare per i Valdostani, questi sono e saranno i risultati futuri. Vi riempite la bocca con le parole autonomia, cambiamento, per il bene dei Valdostani ma, in realtà, di autonomo avete una cosa sola la vostra poltrona. E non dico che politicamente e amministrativamente non la meritiate ma imparate anche a usare la parola ‘meritocrazia’, parola a voi sconosciuta; imparate ad ascoltare le persone di ogni età e allora, forse e dico forse, l’Autonomia avrà ancora motivo d’esistere in Valle d’Aosta“.


 


Fratelli d’Italia: con Forza Italia e Front valdôtain possiamo costruire coalizione forte e vincente
Nel giro di soli 14 mesi, da marzo 2018 al 26 maggio 2019, in tre distinte tornate elettorali, i Valdostani hanno chiaramente indicato chi abbia una crescente fiducia per poter governare ma, soprattutto, chi questo mandato l’abbia perso – scrive il portavoce di Fratelli d’Italia in Valle d’Aosta, Alberto Zucchi -. 
Il risultato di queste consultazioni europee dovrebbe determinare questa consapevolezza da parte delle stesse forze autonomiste che compongono la maggioranza relativa di questo Consiglio regionale che, se avessero onestà intellettuale e rispetto dei cittadini, dovrebbero prendere atto della volontà popolare consentendole di pronunciarsi con nuove elezioni“.
Zucchi si dice convinto che, partendo dal proprio consenso pari al 3,25%, insieme a Forza Italia e Front Valdotain si possa dare avvio “alla costruzione di una coalizione forte e vincente nell’ambito di una doverosa semplificazione del quadro politico. Così come dimostrato ovunque in Italia, infatti, solo l’unione delle tradizionali forze politiche, delle persone e dei movimenti di area autonomista che si riconoscono nel centro destra potrà consentire finalmente l’affermazione stabile e concreta di questa volontà di cambiamento espressa nelle urne“.


 


Jeune VdA: la purée autonomiste doit laisser la place à la Lega pour gouverner
La Jeune Vallée d’Aoste scrive: “Une analyse plus fine des résultats sera faite au courant de la semaine, mais d’ores et déjà un grand vainqueur et un grand battu apparaissent indiscutables. Le vainqueur, c’est la Lega. Le battu, c’est le système pseudo-autonomiste représenté par la purée de ceux qui, en s’unissant, espéraient pouvoir faire oublier les écrasantes responsabilités qu’ils portent dans la condition dramatique des problèmes valdôtains. Privés des soutiens aujourd’hui en délicatesse avec la justice, ils ont pu se compter. Et le résultat est sous les yeux de tout le monde.
Que l’on s’achemine vers des élections régionales anticipées (ce qui serait logique, mais sans doute difficile à digérer pour ceux qui risqueraient gros) ou bien que l’on doive attendre les communales de 2020 pour demander à nouveau au souverain de s’exprimer, rendez-vous est alors pris : la bataille pour une nouvelle Vallée d’Aoste ne fait que commencer“.


 


 


 


 

Pubblicato / aggiornato il 27/05/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione