Assemblea degli Enti locali del 26 novembre 2019
(©Laura Agostino per bobine.tv)
Si riunita, martedì 26 novembre 2019, con due punti all’ordine del giorno, l’Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta.
Riforma sistema enti locali e legge elettorale
È stato espresso il parere in relazione alla proposta di legge regionale volta a modificare le disposizioni in materia di elezioni comunali, il sistema delle autonomie in Valle d’Aosta, le disposizioni in materia di indennità di funzione e gettoni di presenza degli amministratori dei Comuni e delle Unité des Communes valdôtaines della Valle d’Aosta e altre leggi regionali in materia di enti locali.
«Finalmente si arriva a discutere questa legge, che abbiamo presentato nel febbraio 2019», ha detto il presidente del Cpel Franco Manes. «Il gruppo di lavoro ha lavorato sin dall’approvazione della Madia e ora ci auguriamo che il Consiglio Valli approvi la legge nelle modalità che il Cpel ritiene opportune».
La relazione sulle valutazioni del Tavolo di lavoro permanente sono state esposte da Giulio Grosjacques: «Il 26 febbraio l’Assemblea aveva dato il proprio parere favorevole al testo contenente le nostre proposte per la riforma. La stesura attuale è, in alcuni passaggi, profondamente diversa. La prima considerazione è che la richiesta primaria (il ritorno all’elezione diretta del sindaco anche nei 42 Comuni con meno di mille abitanti) è stata recepita. In caso di vittoria con almeno il 70% dei voti, le proporzioni fra maggioranza e minoranza saranno i 9/2 mentre, con percentuali inferiori, di 8/3. E anche questo viene incontro a una specifica richiesta dei sindaci».
Scrutinio
Grosjacques è poi passato a illustrare le modalità di scrutinio. La legge ha introdotto lo spoglio centralizzato per tutti i Comuni con due o più sezioni, andando in contrasto con quando proposto dall’Assemblea, che riteneva di mantenere il sistema di scrutinio attualmente in vigore.
Rappresentanza di genere
L’assemblea voleva portare la rappresentanza di genere al 30% eliminando la preferenza di genere e l’obbligo della rappresentanza di entrambi i generi nella Giunta. La legge ha mantenuto la preferenza di genere, elevato la quota di rappresentanza nelle liste dal 20 al 35% e mantenuto l’obbligo di rappresentanza in Giunta solo se uno fra i due generi raggiunge il 30% degli eletti all’interno della Giunta. Prima il 20% delle presenze in lista era considerato con arrotondamento per eccesso mentre il 35% è effettuato per difetto. Le candidature di genere in lista resterebbero tre nei Comuni piccoli, diventerebbero 5 nei comuni in quelli medi e, ad Aosta si passerebbe da cinque a dieci (su 29 candidati). Nel calcolo sono considerati anche il sindaco e il vicesindaco.
In relazione alla composizione della Giunta, è stato recepito che possa essere stabilito un numero diverso di assessori ferma restando l’invarianza della spesa per le indennità, prevedendolo con regolamento.
Limite ai mandati per i sindaci
La proposta di legge pone il limite dei tre mandati per i sindaci, che oltre possono essere solo consiglieri, mentre la proposta dell’Assemblea è che non potesse essere sindaco ma che potesse essere in Giunta.
Indennità dei sindaci
Ora (sotto i mille abitanti) il sindaco percepisce 1.250 euro lordi, decurtati del 20% qualora svolga parallelamente un’altra professione. Ai quali si aggiunge una diaria di 500 euro. L’Assemblea voleva offrire la possibilità di aumentare sino al 50% l’indennità e sino al 50% la diaria. La Commissione ha proposto che la diaria non possa essere modifica. Per l’indennità, propone di attribuire 1.900 euro lordi, che possono essere incrementati dal Consiglio comunale di un ulteriore 20%.
Ora il vicesindaco percepisce non oltre il 55% dell’indennità del sindaco; la proposta della Commissione è che sia pari al 55%. L’indennità massima attribuibile agli assessori è 1.520 euro.
Nei Comuni sino a 3mila abitanti, l’indennità lorda attuale per il sindaco è di 1.500 euro e la proposta è di portarla a 2.100, estendibile sino a un massimo di 2.520 euro.
Nei Comuni fino a 5mila abitanti, l’indennità del sindaco passerebbe da 2.200 a 2.900 euro, con un’estensione massima a 3.480. 1.595 per il vicesindaco e 1.160 euro per ogni assessore.
Ad Aosta, l’indennità aumenterebbe del 20% e passerebbe da 4.300 a 5.100 euro lordi. 4.080 per i vicesindaci e 3.825 per gli assessori.
Per i presidenti delle Unité indennità da 600 a 1.200 euro, aveva chiesto l’Assemblea e si spera rientri nella modifica della legge 6/14 (che vieta qualsiasi emolumento o indennità di presidenti delle Unité).
In relazione ai rimborsi spese, la Struttura enti locali aveva specificato che la regolamentazione spetta all’ente, riconoscendo rimborsi documentati solo per attività al di fuori delle Unité. Ora la proposta esclude dai rimborsi spese i sindaci e i presidenti delle Unité, mentre l’Assemblea vorrebbe continuare ad attribuire la competenza all’ente, su base regolamentare.
Ineleggibilità
Essendo entrata in vigore la legge 6/14, tutti coloro che sono dipendenti con incarichi di responsabili di servizio sono ineleggibili all’interno dell’ambito del quale l’ente fa parte. La proposta sarebbe di chiedere lo stralcio di tale misura o di considerarla come incompatibilità.
Il dibattito
Tamara Lanaro, sindaco di Châtillon, ha chiesto che il sindaco e il vicesindaco possano essere sostituiti integrando altri consiglieri in caso di loro dimissioni. Grosjacques gli ha risposto che l’elezione diretta impedisce la sostituzione e le loro dimissioni non influiscono sul numero di composizione del Consiglio.
Lorenzo Graziola, sindaco di Morgex, ha sostenuto che il populismo imperante ha appannato e messo in discussione il ruolo dei sindaci. Ha ricordato di aver contestato la proposta formulata al Consiglio Valle. Ritiene positivo come alcuni aspetti siano stati emendati dalla Commissione. Però non è stata affrontata la possibilità di diminuzione dei consiglieri comunali anche nei Comuni con oltre mille abitanti. Per un’efficace possibilità di azione degli organismi di amministrazione comunale.
Alex Michieletto, sindaco di Hône, ha affermato che ridurre il numero dei consiglieri sarebbe troppo rischioso per gli imprevisti che si possono presentare nell’arco di una consiliatura. Avrebbe invece voluto un aumento di indennità per gli assessori. Il sindaco potrà tuttavia rinunciare a una sua parte in loro favore.
Camillo Rosset, sindaco di Nus, ha chiesto di precisare che la riduzione è prevista solo per i dipendenti ma non per i pensionati e i lavoratori autonomi.
Loris Salice, sindaco di La Salle, ha affermato che un sindaco uscente da tre mandati può anche collaborare restando in Consiglio, senza entrare in Giunta.
Lucina Grivon, sindaco di Emarèse, ha ritenuto la proposta di legge discriminante sulla preferenza di genere e ha ribadito che l’Assemblea, quasi all’unanimità, si era espressa per toglierla.
Michel Martinet, sindaco di Gressan, ritiene accettabile il risultato economico della proposta di legge e ha risposto a Salice che, nei Comuni piccoli, l’esperienza dei sindaci è un aspetto importante. Si è espresso a favore dell’incompatibilità per i dipendenti.
Alex Brunod, sindaco di Ayas e componente del Tavolo, ha espresso il proprio stupore per le modifiche apportate dalla Commissione al testo proposto dal Cpel.
Mauro Lucianaz, sindaco di Arvier e componente del Tavolo, sulla preferenza di genere, ha suggerito di mantenere la percentuale del 35% ma togliere dal conteggio sindaco e vicesindaco, che ricondurrebbe la situazione a quella proposta dal Cpel, ovvero nessun aumento di posti di genere.
Remo Domaine, sindaco di Oyace, ha affermato che l’obbligo di genere è penalizzante nei piccoli Comuni.
Davide Sapinet, sindaco di Saint-Nicolas, è intervenuto su rimborsi e diarie, affermando di non riconoscersi nei ragionamenti del legislatore.
Paolo Cheney, sindaco di Saint-Christophe, ha affermato di riconoscere alla proposta di legge importanti passi avanti rispetto ai testi in vigore. Ma ha affermato di non capire l’accanimento contro i rimborsi spese.
Il parere
Grosjacques ha proposto di recepire i contenuti della discussione e di incaricare il Tavolo di formulare un parere entro 24 ore.
In particolare si chiederà di intervenire su:
- la presenza in Giunta dei sindaci dopo la terza consiliatura
- i rimborsi spese documentati anche ai sindaci e ai presidenti delle Unité e non solo ad assessori e consiglieri, nell’espletamento del loro mandato all’esterno dell’Unité di appartenenza. Il CdA del Celva elaborerà in tal senso una proposta di Regolamento-tipo
- incompatibilità e non ineleggibilità per i dipendenti che svolgono ruoli apicali all’interno degli ambiti
- calcolare la percentuale di genere sui solo consiglieri e non sindaco e vicesindaco
- risolvere il problema (nella riforma della legge 6) dell’indennità al presidente del Bim e a quelli delle Unité
La proposta è stata approvata con il solo voto contrario di Lorenzo Graziola.
Aggiornamento piano Office
Parere favorevole unanime sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale per l’integrazione del piano operativo annuale per l’anno 2019 dell’Office régional du tourisme.
È infatti necessario inserire l’evento di apertura della stagione sciistica, che si svolgerà a Pila, l’8 dicembre 2019.
Pubblicato / aggiornato
il 26/11/2019 alle 16:20
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Categoria:
Politica e Amministrazione