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Geenna: le prime 12 condanne

Geenna: le prime 12 condanne (©Gianfranco Zanata per Bobinetv)

Venerdì 17 luglio 2020, sono state pronunciate le sentenze del rito abbreviato al Tribunale di Torino per l’inchiesta Geenna.

Dodici imputati (gli altri cinque sono sotto processo ad Aosta) avevano scelto di essere giudicati con questa formula.

Alessandra Danieli, giudice per le udienze preliminari, ha parzialmente ridotto richieste di condanna avanzate dai pm della Direzione distrettuale antimafia Stefano Castellani e Valerio Longi, ch eerano state le seguenti: un anno e 10 mesi per Giacomo Albanini, 3 anni per Vincenzo Argirò, 2 anni e 4 mesi per Roberto Bonarelli, 14 anni e 2 mesi per Marco Fabrizio Di Donato, 10 anni per Roberto Alex Di Donato, 4 anni e 8 mesi per Roberto Fabiani, 2 anni e 8 mesi per Salvatore Filice, 10 anni e 8 mesi per Francesco Mammoliti, 20 anni per Bruno Nirta, 3 anni per Rocco Rodi, 9 anni e 4 mesi per Carlo Maria Romeo, 6 anni e 8 mesi per Bruno Trunfio.

Queste le condanne: un anno e 4 mesi per Giacomo Albanini 59 anni, di Novara, sospensione condizionale della pena; 10 mesi e 20 giorni per Vincenzo Argirò (63, di Locri); un anno e sei mesi per per Roberto Bonarelli (65, Aosta); 9 anni per Marco Fabrizio Di Donato (51, Aosta); 5 anni e quattro mesi per Roberto Alex Di Donato (43, Aosta); tre anni per Roberto Fabiani (47, Chiaromonte), 2 anni e 4 mesi per Salvatore Filice (53, Petilia Policastro), 5 anni e 4 mesi per Francesco Mammoliti (49, Aosta), 12 anni e 8 mesi per Bruno Nirta (62, San Luca), un anno e 4 mesi per Rocco Rodi (46, Locri), pena sospesa; 4 anni e 6 mesi per Carlo Maria Romeo (61 avvocato torinese originario di Bovalino); 4 anni per Bruno Trunfio (50, Chivasso).

Condannati alle pene più pesanti – per associazione a delinquere di stampo ‘ndranghestista – sono stati Bruno Nirta, i fratelli Di Donato e Francesco Mammoliti. Bonarelli e Albanini sono stati invece condannati per favoreggiamento: avrebbero avvertito Antonio Raso della collocazione di microspie nel suo ristorante-pizzeria ‘La Rotonda’ ad Aosta. Salvatore Filice era accusato di tentata estorsione in concorso e violazione delle norme sulle armi mentre Trunfio, Argirò, Romeo, Rodi e Fabiani sono stati condannati per traffico internazionale di stupefacenti.

Basse le quote delle provvisionali dei risarcimenti alle parti civili: alla Regione Valle d’Aosta stati riconosciuti 10mila euro (ne erano stati richiesti 300mila per il solo Bruno Nirta); altrettanti al comune di Saint-Pierre (chiesti 350mila euro ai fratelli Di Donato, a Francesco Mammoliti e a Bruno Nirta); 10 mila anche al Comune di Aosta (chiesto un milione di euro) e infine 5mila euro all’associazione Libera VdA (chiesti 300mila). Sul punto dei risarcimenti, però, potranno essere avviate cause civili.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Pubblicato / aggiornato il 17/07/2020 alle 17:12
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Categoria: Cronaca