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Ghiacciaio di Planpincieux: la soluzione della crisi entro 72 ore

Ghiacciaio di Planpincieux: la soluzione della crisi entro 72 ore (©Fondazione Montagna sicura) - Il ghiacciaio di Planpincieux, vista frontale

Nel pomeriggio di giovedì 6 agosto 2020, nel corso di una conferenza stampa, è stato fatto il punto sulla situazione di allerta al ghiacciaio di Planpincieux, a Courmayeur.

Il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, ha spiegato: «Si tratta di un fenomeno che interessa la sola Val Ferret e non l’intero territorio di Courmayeur.
La situazione è monitorata da anni e, già nel 2019, il medesimo problema era manifestato. Erano stati elaborati tre scenari: il primo per un crollo da 30 mila metri cubi, il secondo da 200mila e il terzo da 1 milione di metri cubi.
Mercoledì 5 agosto, vi è stato uno sviluppo repentino, inerente una massa di circa 500mila metri cubi e si è evidenziata una frattura. 
Si è deciso di procedere con un intervento di Protezione civile poiché la situazione coinvolge parzialmente l’abitato di Planpincieux e sono evidenziate due distinte perimetrazioni: la zona potenzialmente coinvolta è zona gialla mentre quella rossa è la zona di aerosol. 
L’evacuazione ha coinvolto circa 75 persone, di cui 15 residenti, e nessuno ha richiesto un supporto per soluzioni alternative di alloggio. 
La strada comunale della Val Ferret è stata chiusa fra Meyen e Planpincieux. La realizzazione di una viabilità alternativa ha permesso di mantenere aperte le attività a monte di Planpincieux, che non sono coinvolte dagli scenari. Neppure i pedoni e gli escursionisti sono autorizzati a transitare nella zona di pericolo.
La situazione è di estrema allerta e attenzione per le prossime 72 ore. 
Rispetto agli scenari del novembre 2019, le porzioni A e B sono già collassate e crollate a valle per un totale di circa 176mila metri cubi». 

Valerio Segor, della Struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione autonoma Valle d’Aosta  ha spiegato: «Questo ghiacciaio è attenzionato dal 2013, grazie a una convenzione fra Fondazione Montagna sicura e il Cnr. I volumi sono importanti: 500mila metri cubi sono il volume del Duomo di Milano. Il ghiacciaio ha ripreso il movimento da aprile in avanti e ci sono stati i numerosi crolli ai quali ha accennato il sindaco.
Una quindicina di giorni fa si è delineata una situazione che si muoveva in modo più marcato rispetto al contorno. L’evoluzione è stata rapidissima e riteniamo ora la situazione preoccupante. Quotidianamente è emesso un bollettino di allertamento e, nella serata di mercoledì, è scattato il livello rosso a causa dell’alternanza delle temperature che si sono registrate negli ultimi giorni».

Fabrizio Troilo, glaciologo e coordinatore area ghiacciai di Fondazione Montagna sicura ha spiegato: «Il ghiacciaio ha un suo reticolo di deflusso, che si sviluppa a mano a mano che le temperature si alzano. Perturbazioni improvvise di questo sistema ci possono essere quando l’innalzamento o l’abbassamento non avvengono in maniera graduale, come recentemente accaduto. A questo punto si verifica una pressione idrostatica che solleva il ghiacciaio e fa sì che questo possa iniziare a scivolare e si generi il crollo di una massa importante, in maniera istantanea. Il fatto positivo è che ciò limita temporalmente il momento di crisi. In pochi giorni o si arriva alla destabilizzazione oppure il reticolo riprende il proprio equilibrio e la crisi è superata. Infatti la frattura presenta uno sprofondamento topografico fra 10 e 20 metri quando il ghiacciaio, in quella zona, hanno spessore stimato in 30/35 metri. Lo scaricatore del torrente non ha ripreso la sua portata: se le portate in uscita dovessero riprendere sarà un segnale di uscita dalla crisi.
L’expertise fatta dal consulente esterno nominato nel 2019 raccomanda un attenzionamento particolare alle condizioni meteo e delle temperature e un’osservazione molto attenta della portata in uscita del ghiacciaio». 

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Fabrizio Troilo, Valerio Segor e Stefano Miserocchi

Il Comitato Val Ferret

IL Comitato Val Ferret, in relazione alle dinamiche del ghiacciaio del Planpincieux e alle misure restrittive adottate dall’Amministrazione comunale di Courmayeur, si è attivato per avere accesso a tutti gli atti e documenti tecnici che hanno indotto a tali scelte. Perché, senza, «Non è possibile esprimere alcuna valutazione sull’operato degli Enti coinvolti, pur mantenendo la fiducia che le misure di sicurezza attivate siano proporzionate al potenziale rischio».

Il presidente del Comitato, Marco Busanelli, commenta in una nota: «Risulta infatti di tutta evidenza che un’eventuale eccessiva cautela, che di fatto ha già portato alla chiusura della Val Ferret e all’evacuazione di circa 200 persone, si possa ripercuotere con danni economici e di immagine immediati e no».

Il Comitato chiede che siano predisposte – con la stessa urgenza che ha portato alle limitazioni – «le opportune misure di salvaguardia e protezione nei confronti dei Proprietari e dei residenti e, non ultimo, degli operatoti economici, già duramente messi alla prova dalla Pandemia. L’intero sistema economico della Val Ferret è in forte difficoltà e non può essere abbandonato a se stesso».

Pubblicato / aggiornato il 06/08/2020 alle 19:46
Categoria: Cronaca